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2011

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Editoriale

Venga a noi il Tuo regno!

 

Dicono che la coincidenza sia un nome dietro il quale si nasconde la divina Provvidenza. È certamente sintomatico che la cinquantesima edizione della nostra rivista esca nel mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, una colonna della spiritualità di Plinio Corrêa de Oliveira e oggetto costante delle sue riflessioni.

Nel Sacro Cuore egli trovava, infatti, il modello della propria vocazione, a cavallo fra lo spirituale e il temporale. Trovava la fonte divina da dove scaturiva ogni grazia, ogni bellezza e ogni bene, sia nella Chiesa che nella società civile.

Il cuore è simbolo della mentalità e della volontà. Il regno di  Nostro Signore Gesù Cristo sulle anime – Regnum meum intra vos est (Lc. 17,21) – implica la conformità della persona al Suo spirito. Naturalmente socievole, l’uomo forma una società, che sarà cristiana nella misura che sia conforme allo spirito di Nostro Signore. Regnando sui cuori degli uomini, Cristo regna anche sulla società. La devozione al Sacro Cuore è quella a Cristo Re, come spiega ammirevolmente Pio XI nell’enciclica Quas Primas.

“Gesù Cristo è Re delle menti, delle volontà e dei cuori — insegna il Pontefice — il suo regno è principalmente spirituale, ma anche universale e sociale. (...) Sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali”.

Quando nel Padre Nostro preghiamo “venga a noi il tuo regno”, stiamo chiedendo il suo dominio sulle anime e sulla società: “sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra”. È il regno spirituale di Cristo, ma anche il suo regno sociale. Fra queste due realtà — di natura diversa ma intimamente collegate fra loro — non ci può essere una scissione, come invece pretende il laicismo, che Pio XI stigmatizza come “la peste della età nostra”.

Ed è proprio nel Sacro Cuore di Gesù che ambedue gli aspetti si ritrovano in perfetta sintesi, come la chiave di volta di un arco gotico.

Così come i malvagi cospirano contro il regno spirituale di Cristo, non possono non cospirare anche contro quello sociale. Ed ecco le rivoluzioni che hanno costellato la storia moderna, a partire dall’Umanesimo e dal Protestantesimo, tese ad imporre una situazione che è l’esatto opposto di quella voluta da Cristo.

E così come un cattolico dovrebbe anelare il dominio di Nostro Signore sulle menti, sulle volontà, sui cuori degli uomini, dovrebbe anche anelare la restaurazione d’una civiltà cristiana, appunto, una Contro-Rivoluzione.

Una Contro-Rivoluzione che ha la promessa divina della vittoria. La devozione al Sacro Cuore di Gesù non è una mera dottrina, ma contiene anche una promessa: Io regnerò! Alla quale fa eco la promessa della Madonna a Fatima: Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!

È con lo sguardo posto in questo regno trionfale di Gesù e di Maria che abbiamo il piacere di offrire ai nostri cari lettori questo cinquantesimo numero della rivista Tradizione Famiglia Proprietà.

Categoria: Giugno 2011

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