2011

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Sfiorando l’Assoluto

Augustus Pugin e la rinascita del gotico

 

L’800 fu un secolo di rivoluzioni. Mentre il giacobinismo accendeva le insurrezioni del 1830, 1848 e 1870, il liberalismo diffondeva i suoi errori a macchia d’olio, penetrando perfino ambienti di Chiesa, dando vita al “cattolicesimo liberale”. È il secolo dell’invasione degli Stati Pontifici e dell’occupazione di Roma. È il secolo della politica anticlericale dei governi europei. È il secolo di Marx e di Engels, nonché dei primi tentativi di rivoluzione comunista.

Ma l’800 è anche il secolo delle apparizioni mariane: Rue du Bac nel 1830, La Salette nel 1846, Lourdes nel 1858. È il secolo dei grandi pensatori contro-rivoluzionari, da De Maistre a De Bonald e Juan Donoso Cortés. È il secolo dell’Immacolata Concezione e dell’infallibilità pontificia.

 

Il Catholic Revival

 

Nel mondo anglo-sassone, il secolo XIX è stato contrassegnato da un fenomeno, chiaramente frutto della grazia divina, noto come Catholic Revival – Rinascita Cattolica – che, controcorrente rispetto all’indirizzo rivoluzionario dei tempi, portò alla restaurazione della Chiesa Cattolica nelle isole britanniche. Questa rinascita deve molto all’Oxford Movement, una corrente sorta in ambienti della celebre università, che portò alla conversione di eminenti figure come i cardinali John Newman e Edward Manning.

Questi sviluppi si inserivano poi in un più ampio panorama di rinnovato interesse per il Medioevo. Sembra che, scosse dagli eccessi della Rivoluzione francese e delle sue sequele, molte anime abbiano rivolto lo sguardo verso quel passato, finora denigrato come “gotico”, cioè barbaro, e che adesso appariva invece sotto una luce quasi mitica. Il Romanticismo, che favoriva questa nostalgia, allo stesso tempo, purtroppo, la caricava anche di contenuti non totalmente consoni al vero spirito cattolico.

A livello culturale – e, quindi, toccando fibre molto profonde dell’anima umana – questo rinnovato interesse per il Medioevo portò a un ripristino del canto gregoriano, grazie al movimento liturgico avviato dai monaci di Solesmes. Portò anche alla rinascita dello stile gotico, a lungo ritenuto barbarico dagli spiriti “illuminati”, e adesso presentato, invece, come la più alta espressione della bellezza.

Molto forte in Francia – si pensi all’opera di Viollet le Duc – la rinascita del gotico ha ricoperto una particolare importanza nel Regno Unito, dove fu inseparabile dalla rinascita cattolica.

 

Augustus Pugin

 

Un nome salta subito alla mente: quello di Augustus Welby Northmore Pugin (1812-1852), il più autorevole esponente del neo-gotico inglese. Una riunione all’Accademia estiva della TFP è stata dedicata all’analisi della vita ed opera di Pugin, e alla sua presentazione del gotico come immagine perfetta del verum, del bonum e del pulchrum, cioè di Dio.

La vita di Pugin è degna di un romanzo. Tre matrimoni (finiti in vedovanza), otto figli, quattro successive carriere, tutto nell’arco di quarant’anni! Vero genio dell’architettura, progettò la sua prima chiesa all’età di nove anni.

Il suo entusiasmo per il gotico lo portò a studiare le grandi cattedrali e gli edifici medievali. Nato anglicano, Pugin si convertì al cattolicesimo quando comprese che la grandezza e la bellezza del gotico trovavano fondamento nello spirito cattolico. Si tratta, dunque, di una conversione suscitata dall’amore per la bellezza. Diventato in seguito anche apologeta, Pugin sarà uno dei paladini della Fede durante il Catholic Revival.

Il suo primo libro apologetico, «Contrasts», è un attacco frontale contro i nemici della Chiesa e della Civiltà cristiana. Per lui, l’Inghilterra cattolica è quella medievale, non ancora macchiata dallo spirito rinascimentale e protestante.

Come architetto, le sue opere principali furono gli edifici. Egli, però, voleva restaurare l’arte, i costumi, i modi di essere dell’antica Inghilterra. Soprattutto, voleva la restaurazione dell’antica fede, che riteneva possibile solo nel contesto d’una completa restaurazione della Civiltà cristiana.

 

Una categoria dello spirito

 

Per Pugin, più che uno stile architettonico, il gotico era una categoria dello spirito, una chiave di lettura con la quale si poteva interpretare tutto l’universo. Nel gotico, Pugin vedeva la perfetta unità fra verità, bontà e bellezza, la perfetta trasposizione, in termini estetici, della dottrina e dello spirito della Chiesa.

Ecco perché il suo genio spaziava praticamente in ogni campo che potesse essere considerato sotto questa luce. Il suo capolavoro è, indubbiamente, il Parlamento di Westminster, un progetto firmato dall’architetto Charles Barry ma, in realtà, disegnato quasi integralmente da Pugin, dalla Torre del Big Ben fino alle grucce negli armadi. Tutto doveva riflettere il verum, bonum e pulchrum attraverso le forme gotiche.

Le opere di Pugin, dunque, nascono da altissime concezioni teologiche. E, a loro volta, diventano strumenti apologetici. Si tratta di un vero e proprio apostolato della bellezza, per il quale il geniale architetto inglese voleva restaurare la Civiltà cristiana restaurando le forme a cui essa aveva dato vita.

La sua analisi storica, centrata sull’estetica, è praticamente identica a quella svolta da Plinio Corrêa de Oliveira in «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione». Per Pugin, la civiltà cristiana raggiunge il suo culmine nel Medioevo, salvo poi entrare in un lungo periodo di decadenza fino ai suoi giorni. Concependo il Catholic Revival come frutto della grazia divina, egli si augurava che questa grazia si diffondesse in tutto il mondo.

Categoria: Ottobre 2011

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