2014

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Una rivoluzione in atto

 

“Torniamo al Ventennio, anzi all’Unione Sovietica”. Questa potrebbe essere, in sintesi, la conclusione dell’ultimo libro di Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita: «Omofobia o eterofobia. Perché opporsi a una legge ingiusta e liberticida» (Fede e Cultura, 2014), con la prefazione di S.E. Mons. Luigi Negri, vescovo di Ferrara-Comacchio.

Con la sua consueta chiarezza, sfoggiando documenti incontrovertibili e spesso narrando episodi in prima persona, Amato mostra come la legge Scalfarotto sulla cosiddetta “omofobia”, già approvata alla Camera e adesso al vaglio del Senato, introduca nel nostro ordinamento giuridico principi tipici dei regimi totalitari: persecuzione delle opinioni e anche delle intenzioni; punizione di “reati” non definiti dai Codici; imposizione di un’ideologia minoritaria e via dicendo. Tutto ciò in nome di un’emergenza inesistente, appunto l’omofobia, creata ad arte per imporre una dittatura omosessualista.

Si vuole, in pratica, estendere agli omosessuali la copertura della Legge Mancino contro il razzismo. Come se l’orientamento sessuale fosse una questione di razza… Le pene previste sono piuttosto pesanti: diciotto mesi per il semplice reato di “omofobia”, ai quali si aggiungono sei anni se il “reato” viene commesso all’interno di un’associazione, e dieci se il “reo” agisce in veste di direttore di tale associazione.

A pagarne il prezzo saranno soprattutto i cattolici – vale a dire la schiacciante maggioranza degli italiani – impediti di professare pubblicamente la morale della Chiesa. L’insegnamento pubblico del “Catechismo”, per esempio, sarà severamente vietato. Il che, in pieno secolo XXI, configura una vera e propria persecuzione religiosa.

Una parola va detta, e se ne occupa mons. Luigi Negri nella prefazione, sull’assordante silenzio della Chiesa: “Noi come vescovi, come Chiesa, non possiamo assistere passivamente alla tragedia che ci è di fronte. Come ho recentemente affermato, il reiterato silenzio della Chiesa nei confronti di questa rivoluzione in atto ci renderà, nel giudizio degli storici futuri, in qualche modo conniventi”.

Al giudizio degli storici, forse dobbiamo aggiungere quello, assai più decisivo, di Dio stesso. E forse questo è l’aspetto più apocalittico dell’attuale situazione.

Categoria: Marzo 2014

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