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2014

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Intervista a Alicia Latorre

 

Un’occasione storica

 

Madre di sei figli, presidente della Federación Española de Asociaciones Provida, Alicia Latorre è una protagnista della causa per la vita in Spagna

 

Tradizione Famiglia Proprietà: La Spagna e l’Europa sono in subbuglio per la proposta di legge presentata dal ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón. La Federación Española de Asociaciones Provida è favorevole a restringere l’aborto?

Alicia Latorre: Non è la legge che vorremmo, perché non garantisce il diritto alla vita per tutti e in tutte le circostanze. Ma nel progetto ci sono comunque molti punti positivi che rappresentano un importante cambiamento qualitativo. Il punto principale è che elimina l’aberrazione di ritenere un diritto un atto profondamente ingiusto e crudele come l’aborto. Elimina anche l’assurdità di mascherare come qualcosa di banale, e come un atto di libertà, la morte violenta del nascituro, che provoca anche una profonda ferita alle madri. Un altro punto positivo è il riconoscimento del diritto alla vita delle persone con una malattia conosciuta prima del parto. Perché le persone con disabilità hanno gli stessi diritti di tutti, e lo Stato è tenuto a riconoscerlo. Una società è civile nella misura in cui è in grado di proteggere i più deboli, ma non perciò meno preziosi. Si tratta, quindi, di uno storico passo in avanti, perché implica la modifica in questo punto della legge vigente, una legge eugenetica che viola perfino la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Tradizione Famiglia Proprietà: Cosa vi aspettate dalla nuova legge?

Alicia Latorre: Oltre a porre fine alla banalizzazione dell’aborto, ci auguriamo che il governo si muova nella direzione di venire incontro ai bisogni delle donne in gravidanza, nonché delle donne che hanno subito un aborto, restandone segnate. Un altro punto costruttivo è che l’obiezione di coscienza è garantita dalla nuova legge per tutto il personale medico e sanitario.

Tradizione Famiglia Proprietà: Il progetto di legge ha galvanizzato la politica, allargando la distanza fra destra e sinistra. Si tratta di una questione ideologica? La sinistra, per esempio, vede in questo progetto qualcosa di restrittivo, un attentato alla democrazia.

Alicia Latorre: L’aborto non dovrebbe essere un problema ideologico, e tantomeno politico. Qui stiamo parlando di riconoscere il diritto alla vita di tutti. Perché non si mettono mai in discussione gli altri diritti, ma bensì quello alla vita, che è il più fondamentale? Inutile parlare di diritti della persona se la persona non può nemmeno vivere… Riguardo all’espressione “restrittivo” mi sembra mera propaganda per marchiare la legge con toni negativi. Quando si limita la capacità di uccidere, si difende la vita umana: questo è democrazia nel senso più nobile. Anzi, in contrasto con la barbarie, il marchio di una società avanzata è proprio la sua capacità di difendere la vita, specie quella più debole.

La questione dell’aborto è scomoda, perché non dimenticate che dal 1985, quando fu approvata la legge, oltre due milioni di bambini spagnoli sono stati abortiti. Sono rare le persone che non hanno qualcuno vicino che non sia stato coinvolto, in un modo o nell’altro, in un aborto. Questo trauma collettivo sta finalmente colpendo la classe politica. Vi assicuro che basta scavare un po’ nell’argomento, senza pregiudizi, per non restarne affatto indifferenti. Oggi esiste molta più consapevolezza della dura realtà dell’aborto.

Ai dirigenti del Partito Popolare, ma anche alle altre forze politiche, direi di non perdere l’occasione storica di uscire da un periodo buio in cui è stato accettato, come naturale e travestito da giustizia, un atto crudele. Chiediamo alle forze politiche che costruiscano una civiltà della vita, non della morte.

Tradizione Famiglia Proprietà: Lei, come la maggior parte dei leader per la vita, si proclama cattolica. La difesa della vita è legata in qualche modo alle credenze religiose?

Alicia Latorre: Di per sé non è legata, visto che si tratta di difendere un diritto naturale. Detto ciò, è chiaro che per i credenti ci sono altri nobili motivi per difendere la vita, che scaturiscono dalla Fede. Io parlo spesso in forum a carattere religioso. Ma la difesa della vita e della dignità umana non è di per sé una questione religiosa, anche se gli abortisti amano appiattire la questione come se fosse una causa della Chiesa, cercando di deviare la polemica per non entrarne nel merito. Gli argomenti religiosi hanno, tuttavia, un peso enorme. Purtroppo, il relativismo imperante cerca di squalificare il credente, negandogli la capacità di pensare e di agire con obiettività. La Chiesa cattolica ha sempre difeso la vita umana, non solo con le parole ma con diverse iniziative tendenti a lenire situazioni difficili.

Categoria: Marzo 2014

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