2015

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La militanza nella visione storica di una santa

 

Correva l’anno 1918. Una giovane cilena, Juana Fernández Solar, studentessa di storia al Liceo del Sacro Cuore, presenta tre composizioni in un concorso letterario accademico.
Una di esse ottiene il primo premio. Pochi mesi dopo, Juana entra nel Carmelo di “Los Andes”, assumendo il nome religioso di Teresa di Gesù.
Muore a soli vent’anni. Oggi la veneriamo come Santa Teresa delle Ande. Trascriviamo alcuni brani della composizione premiata, dal titolo “Demolitori e creatori”.
Il contenuto rivela tratti ammirevoli di questa santa sudamericana. La sua sua fede militante sia per noi un esempio.

 

Demolitori e creatori

Vi è un potere sempre regnante, una dinastia che non conosce tramonto, una luce che mai si estingue. Questo potere è sempre combattuto, questa dinastia è sempre perseguitata, questa luce è sempre accerchiata dalle tenebre. Ecco l’eterna storia del potere della Chiesa, della dinastia del Papato, della luce della Verità. Mentre tutto passa e perisce ai suoi piedi, la Chiesa rimane sempre in piedi, perché è sorretta dall’alto.

Alziamo il sipario sullo scenario dei popoli moderni e vedremo come, in ogni secolo, i figli della Chiesa hanno dovuto suonare le trombe di guerra. Questa guerra non finirà mai perché eterno è l’antagonismo fra la luce e le tenebre. Mentre i figli delle tenebre demoliscono, i figli della luce rigenerano. Ecco il titolo che abbiamo scelto per questo saggio: Demolitori e creatori.

Cosa è successo nel secolo XVI? I Paesi dell’Europa sono stati divorati dalle fiamme di una guerra fratricida. In Germania, un astro sinistro si frappone fra le anime e il sole della Verità. Lutero e i suoi seguaci lanciano il grido di guerra. Il bersaglio dei loro attacchi è l’autorità della Chiesa. ‘Credete in ciò che volete’, grida Lutero. Qual è il frutto di questa ribellione? La distruzione della comunione di idee fra i popoli europei. Le nazioni sono sommerse dal sangue, le anime avvolte dalle tenebre dell’errore. L’eresia, come un fiume in piena, travolge le masse popolari, la nobiltà, i troni, perfino i ministri dell’Altare! I canali attraverso cui Dio faceva scendere le Sue grazie sugli uomini, sono inquinati.

Ma è possibile che il mondo perisca? No! Ecco che sorge un nuovo astro all’orizzonte: è il ferito di Pamplona, Ignazio di Loyola, che cade quale soldato di un re terreno per risollevarsi quale soldato del Re dei Cieli. Egli raduna una Compagnia che non utilizzerà armi né impugnerà la spada. Volete conoscere le sue armi? Il Crocefisso! Il suo grido di guerra? Tutto per la maggior gloria di Dio! I suoi soldati si portano ovunque diffondendo la luce della verità e lasciando al loro passaggio un segno luminoso. La luce si spande per tutta l’Europa, nelle controversie, nella predicazione, nell’insegnamento. Questa luce varca gli oceani e giunge nelle Indie con San Francesco Saverio, che rigenera nelle acque del Battesimo milioni di anime. I nuovi soldati della milizia effondono la luce fino ai confini della terra.

Voltiamo pagina e, dal secolo XVI, andiamo al secolo XVII. Anche in questo scenario le tenebre si alternano alla luce, i demolitori ai creatori. Nel secolo XVII si staglia nelle tenebre una figura dall’aspetto rigido e severo: Giansenio, che sparge freddo e ombre per dove passa. La fiamma dell’amore vacilla e finisce per estinguersi con il suo grido empio: Cristo non è morto per tutti! Egli fugge dal Santissimo Sacramento. Fuggi! Fuggi! urlano i demolitori del secolo XVII, e le anime, atterrite, fuggono, si irrigidiscono e si perdono…

Dio era ferito nel punto più delicato del Suo amore. Ancora una volta, però, il Verbo pronuncia una parola creatrice che farà splendere la luce in mezzo alle tenebre. A Paray-le-Monial sorge un sole splendido e vivificante. Gesù Cristo mostra a un’umile suora della Visitazione, santa Margherita Maria Alacoque, il Suo Cuore aperto, avvolto dalle fiamme dell’amore, lamentandosi dell’oblio degli uomini. Egli richiama tutti gli uomini con insistenza. L’esercito giansenista grida: ‘Fuggi! Fuggi!’. La voce di Paray-le-Monial esclama, al contrario: ‘Venite! Venite!’. La nera bandiera del terrore cederà davanti al bello stendardo dell’amore. Ecco tutto? No. Sorge anche il grande apostolo della carità, san Vincenzo di Paola che, imitando il Divino Maestro, chiama il povero, il malato, il bambino: nel suo cuore c’è posto per tutti.

Ma la lotta non finisce lì. Il nemico è sempre in agguato contro la Chiesa. La più terribile tempesta scoppia nel secolo XVIII. I corifei della malvagità, Voltaire e Rousseau, si mostrano, il primo col sorriso giocoso sulle labbra e la bestemmia nella penna, il secondo col sofisma e la confusione delle idee. Entrambi con la corruzione nel cuore. Questi sedicenti filosofi vogliono spiegare tutto razionalmente, e proclamano alla faccia del mondo che Dio non esiste. Strappano Cristo dal cuore dei nobili e dei plebei, e osano perfino strapparlo dal cuore dei bambini.

Altolà, infami! State superando i vostri limiti! Questo santuario di innocenza non si tocca! I bambini appartengono a Gesù Cristo! Un apostolo si alza in nome di Dio e dell’infanzia: è Giovanni Battista La Salle, che fonda le Scuole Cristiane, riaccendendo nei cuori dei piccoli la fiammella della Fede, che invece altrove si andava spegnendo.

O Chiesa! Il tuo potere non sarà mai distrutto! Le tenebre coprivano l’universo agli albori del Tempo. Ma col ‘Fiat lux’ esse fuggirono sconfitte. Più tardi, le tenebre dell’idolatria coprivano il mondo antico. Venne il Verbo Divino e le dissipò, perché il Verbo era la Luce. Oggi le tenebre coprono di nuovo l’orbe cristiano, ma la parola di Cristo è sempre lì, Verità eterna: ‘Colui che mi segue e compie la mia parola non camminerà nelle tenebre’.

O Parola di vita! A Te amore eterno!

Categoria: Marzo 2015

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