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2015

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Attualità

 

Islam in Europa: si moltiplicano le “no-go zones”

Fece scalpore, un paio di anni fa, la denuncia dell’esistenza in Europa di “no-go zones”, cioè aree urbane controllate dai musulmani dove un cristiano non può entrare se non a rischio della propria incolumità. Non mancò chi, volendo salvare ad ogni costo il “dialogo”, contestò l’attendibilità della notizia. Eppure, la denuncia proveniva da una fonte tutt’altro che sospetta: la Gendarmerie francese. Nel 2012 il corpo dei gendarmi pubblicò una mappa delle cosiddette Zones Urbaines Sensibles, classificandole secondo il rischio per un cittadino non musulmano. Ben il 15% di esse era a rischio così elevato che, in pratica, costituivano “no-go zones”.

L’allerta delle Forze dell’Ordine transalpine veniva a confermare i risultati di un rapporto di 2.200 pagine pubblicato nel 2011 dall’Institut Montaigne. Intitolato «Banlieu de la République», lo studio rilevava che varie periferie parigine stavano diventando delle “società islamiche separate”, tagliate fuori dallo Stato francese e dove la Sharia, la legge islamica, stava rapidamente soppiantando il diritto civile francese.

A gennaio di quest’anno, un altro studio, questa volta del Gatestone Institute conferma pienamente la denuncia. Lo studio di 120 pagine intitolato «No-Go Zones in the French Republic: Myth or Reality?» documenta decine di quartieri francesi “dove la polizia e la gendarmeria non riescono a far rispettare l’ordine repubblicano né possono accedere ad essi senza il rischio di scontri, di essere feriti o anche di sparatorie letali”.

Stando così le cose, ecco che esplode una nuova notizia, questa volta in Germania. Nella città di Wuppertal, vicino a Düsseldorf, i musulmani hanno creato una propria Polizia. Si tratta di ronde di giovani islamici, con tanto di gilet arancione rifrangente con la scritta Shariah Police, in inglese. Il gruppo, di stretta osservanza salafita, ha un obiettivo dichiarato: far rispettare la legge islamica, specialmente il venerdì, giorno di preghiera. Fra “no-go zones” e Shariah Police, quale futuro aspetta l’Europa?

 

Il massacro dell’innocenza

Linnocenza infantile è un valore così sublime che, nelle carceri dure, dove prevale la legge della giungla, gli stupratori di bambine hanno i giorni contati. Normalmente vengono messi in isolamento per sottrarli alla furia degli altri reclusi, che non riescono a tollerare tale nefandezza. L’abbrutimento del senso morale non arriva a cancellare il rispetto per l’innocenza infantile.

Non possiamo dire lo stesso del mondo moderno.

In occasione dell’ultimo Natale, varie case di giocattoli statunitensi hanno lanciato sul mercato bambole che dicono parolacce. Tra queste, la celeberrima Barbie, subito ribattezzata “Swearing Barbie” (Barbie Bocca Sporca). Non diverso il caso della bambola Po, prodotta dalla Teletubby, che invita le bambine a fare cose immorali. Oppure quella della Toys “R” Us, che addirittura insegna alla bambina come insultare altre persone. Nonostante le proteste di migliaia di mamme, questi prodotti non sono stati ritirati dal mercato.

Sempre prima di Natale, un gruppo femminista dell’Ohio caricò su internet un video mostrando bambine dai 6 ai 12 anni che, vestite da principessine, inveiscono contro il “maschilismo” con un linguaggio tanto osceno da far impallidire perfino un adulto. Neanche a dirlo, il clip è diventato “virale”, e migliaia di bambine hanno cominciato a parlare nello stesso modo.

Ma torniamo vicino a casa nostra. Recependo una normativa europea, l’allora ministro Elsa Fornero emanò la “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, poi confermata dal governo Letta. Poco dopo, il presidente Napolitano firmava il decreto 104/2013 secondo cui i bambini a scuola saranno introdotti “all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere”. Al fine di superare gli stereotipi, ai bambini saranno insegnate le pratiche omosessuali sin dalla più tenera età. Sono previste addirittura lezioni di nudità, di masturbazione e altre pratiche che il pudore più elementare impedisce di menzionare.

È in corso una manovra su larga scala per corrompere l’anima dei bambini. Non possiamo non ricordare le parole del nostro Divino Maestro: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali!” (Mt 18, 3-7).

Categoria: Marzo 2015

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