2015

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Ego vici mundum!

 

Molto si discute sulla possibilità di distinguere fra un islam “moderato” e uno “radicale”. Senza negare che vi sono musulmani con i quali è possibile stabilire rapporti civili, è anche ovvio che, sin dai primordi, l’islam ha avuto una fortissima componente guerrafondaia. Questa risale allo stesso Maometto che, dopo aver sterminato gli oppositori a Medina, intraprese non meno di ottanta battaglie di aggressione. Il suo ultimo ordine, poco prima di morire, fu di invadere i confini meridionali dell’Impero bizantino.

L’islam si è sempre diffuso con la forza delle armi. Commentava il più grande teologo islamico Mohammad al-Ghazali (1058-1111): “Non ho mai visto una discussione che finisse con la conversione di qualcuno [all’islam]. Le conversioni avvengono per altri motivi, soprattutto in conseguenza di guerre con la spada”. In uno hadith, il Profeta affermava: “Ho ricevuto l’ordine di combattere le genti finché non riconoscano che non vi è un’altra divinità se non Allah”.

È questo l’islam che annientò la cristianità nordafricana e distrusse l’Impero bizantino. È questo l’islam che nell’847 devastò il Vaticano. È questo l’islam che invase l’Europa arrivando fino al cuore della Francia. È questo l’islam che risalì i Balcani, calpestò l’Ungheria e strinse d’assedio Vienna. È questo l’islam che oggi si sta insediando nel nostro Continente. Si moltiplicano, per esempio, le “no-go zones”, aree urbane controllate dai musulmani e nelle quali un cristiano non può avventurarsi. In Gran Bretagna si è già accettata la vigenza della legge coranica a fianco di quella britannica.

I militanti musulmani sono molto agguerriti e non fanno segreto delle proprie intenzioni: sottomettere l’Europa. E noi, cosa abbiamo da opporre?

“Con le vostre leggi democratiche vi sommetteremo!”. Così dichiarava un alto esponente musulmano a mons. Giuseppe Bernardini, allora vescovo di Smirne, Turchia. I musulmani conoscono benissimo il tallone d’Achille dell’Europa: il liberalismo relativista. Anzi, proprio questo costituisce uno dei principali motivi della loro aggressione: ci considerano apostati e decadenti e, perciò, indegni di esistere.

All’epoca delle crociate, i musulmani combattevano i cavalieri cristiani, ma li rispettavano. La storia è piena di episodi in questo senso. S. Luigi IX prigioniero era invitato a giudicare discordie fra gli stessi musulmani, tanto era il suo prestigio morale. Oggi, invece, i musulmani disprezzano la nostra decadenza. Afferma mons. Bernardini: “Ogni volta che noi diamo ai musulmani una chiesa sconsacrata per trasformarla in moschea, per loro è la riprova della nostra apostasia”. E, secondo il Corano, gli apostati vanno annientati.

L’unica soluzione alla prepotenza islamista è riscoprire le nostre radici cristiane e la nostra fierezza di essere europei. E, con essa, la voglia di difendere la nostra Fede e la nostra identità.

Non possiamo non ricordare le parole di Papa Giovanni Paolo II a Santiago di Compostela: “Io, Giovanni Paolo (…) successore di Pietro nella Sede di Roma, Sede che Cristo volle collocare in Europa e che l’Europa ama per il suo sforzo nella diffusione del Cristianesimo in tutto il mondo; io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago, grido con amore a te, antica Europa: ‘Ritrova te stessa. Sii te stessa’. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti”.

Riscoprendo le nostre radici, riscopriremo la sorgente di tutto: la Santa Croce del nostro Divino Salvatore che, proprio in questo periodo, celebriamo nella liturgia della Settimana Santa. E con la Croce riscopriremo anche la forza di tornare a essere militanti: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo!”.

Categoria: Marzo 2015

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