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2015

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Teologia della liberazione: creata dal KGB?

 

Che il comunismo sovietico considerasse la Teologia della liberazione un alleato strategico essenziale per conquistare l’America Latina è cosa risaputa. Abbondano i documenti sovietici che mostrano l’enorme importanza attribuita dagli analisti del Cremlino a questa corrente ecclesiale. Valentina Andronova, membro dell’Accademia sovietica delle Scienze, per esempio, così scriveva: “Nelle zone già liberate dalla guerriglia, laddove sia in vigore un regime socialista, la teologia della liberazione funziona come una nuova Chiesa, totalmente solidale con la lotta armata e col socialismo”.

Ma sembra che il coinvolgimento dei comunisti sia andato molto oltre il fiancheggiamento strategico. A dar credito alle parole del generale Ion Mihai Pacepa (foto sopra), il più alto ufficiale del KGB ad aver mai disertato il blocco sovietico per passare all’Occidente, la teologia della liberazione sarebbe stata sviluppata nei laboratori di guerra psicologica del KGB, salvo poi essere inoculata nella Chiesa.

“Nel mio libro «Disinformation», scritto insieme al prof. Ronald Rychlak – scrive Pacepa – io descrivo la nascita della teologia della liberazione. La sua genesi fu parte di un Programma di disinformazione ultra segreto, approvato nel 1960 dal capo del KGB, Aleksandr Shelepin, e dal membro del Politburo Aleksei Kirichenko, allora il numero due del regime, dopo Nikita Khrushchev”. Continua Pacepa:

“Papa Giovanni Paolo II, che conosceva bene il comunismo, non fu ingannato da questa teologia della liberazione fatta dai sovietici. Nel 1984, il suo amico, il cardinale Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, che all’epoca era Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, rigettò la teologia della liberazione e la sua idea di lotta di classe come forza direttrice della storia. Il cardinale bollò la teologia della liberazione come una «singolare eresia» e la qualificò di «minaccia fondamentale». Evidentemente, essa era e continua ad essere una minaccia per minare la Chiesa e destabilizzare l’Occidente, subordinando la religione a un’ideologia politica atea”.

L’ex generale del KGB prosegue: “Oggi i nomi di Oscar Romero e di Miguel d’Escoto, che non si sentivano dagli anni Ottanta, quando l’URSS era ancora in auge, stanno ritornando nei notiziari internazionali. Ma ora questi personaggi, promotori di un’ideologia religiosa ispirata dal KGB, negano qualsiasi vincolo col marxismo e col KGB”.

Tutto questo è molto, molto preoccupante. Se non altro per il fatto che più di un rappresentante della teologia della liberazione è in procinto di essere elevato agli onori degli altari.

 

(Ion Mihai Pacepa e Ronald Rychlak, Disinformation: Former Spy Chief Reveals Secret Strategies for Undermining Freedom, Attacking Religion, and Promoting Terrorism, WND Books, New York 2013)

 

Categoria: Giugno 2015

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