2015

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L’islam a Milano

 

Organizzato insieme al Circolo La Rocca e a Gente di Milano, si è tenuto nella sede della TFP l’incontro “L’islam a Milano: integrazione o sottomissione?”, coordinato da Marco Volpi, di Gente di Milano.

Dopo aver ricordato i discorsi di Benedetto XVI sulla “cristianofobia”, Julio Loredo, della TFP italiana, ha citato la frase di Abdel Rahman al Rashed, direttore del quotidiano cairota “Asharq al Awsat”: “Non tutti i musulmani sono terroristi. Ma tutti i terroristi del mondo sono musulmani”. È ovvio che ci sono musulmani con i quali si può stabilire un rapporto civile, ma è anche ovvio che esiste una forte componente fondamentalista. Ed è questa che ci preoccupa.

Bryan Ferrentino, del Circolo La Rocca, ha presentato la relazione “L’islam sta comprando Milano”. Ha puntato il dito soprattutto contro il Qatar che, attraverso il fondo sovrano Qatar Investment Authority, sta facendo un vero “shopping” nel capoluogo lombardo. L’ultimo acquisto: l’intero quartiere di Porta Nuova, con al centro la torre Unicredit. Va ricordato che il Qatar è uno dei grandi finanziatori dell’estremismo islamico, al punto da essere ritenuto un paria perfino dai suoi vicini del Golfo.

L’ultimo relatore è stato Matteo Forte, consigliere comunale indipendente. Argomento: “Milano e la moschea”. Il titolo in realtà copriva un tema assai più ampio: i rapporti, sempre più stretti, della Giunta Pisapia con l’islam radicale. Ignorando i settori islamici moderati, Pisapia ha privilegiato i rapporti con il Coordinamento delle Associazioni islamiche di Milano e Monza e Brianza (CAIM), vicine ai Fratelli Musulmani, ovvero la frangia estrema dell’islamismo.

Il CAIM ha più volte portato a Milano rappresentanti dei Fratelli Musulmani, alcuni dei quali ricercati dall’antiterrorismo internazionale. Forte ha mostrato documenti nei quali i dirigenti del CAIM compaiono, in luoghi di culto milanesi, insieme a personaggi assai inquietanti, come ad esempio, alcuni reclutatori di jihadisti.

Categoria: Giugno 2015

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