2017

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Einsiedeln: quando Dio rende onore alla Madonna

 

di Marco Giglio

 

Nel cuore della Svizzera, un santuario mariano consacrato dallo stesso Dio.

 

Nel cuore della Svizzera cattolica, nel cantone Schwyz, si trova il santuario della Madonna Nera degli Eremiti, più noto come Einsiedeln.

Per scoprire la storia di questo luogo straordinario dobbiamo andare indietro fino all’anno 803 quando, essendo imperatore Carlomagno, san Mainardo entrò nel monastero benedettino di Reichenau sul lago di Costanza. Dopo alcuni anni, nell’835, egli decise di diventare eremita ritirandosi quindi su un colle chiamato Etzel. Dopo una vita di preghiera, digiuno e privazioni, il 21 gennaio 861, venne ucciso da due malviventi, in odium fidei.

San Mainardo ebbe diversi discepoli, tra cui Eberhard, di origini nobili e già prevosto di Strasburgo. Sul luogo del martirio del maestro, egli fece costruire una cappella e, poi, un monastero del quale fu il primo abate. Dopo una visione mistica, dedicò la chiesa alla Madonna, conosciuta da allora come Madonna degli Eremiti. La costruzione della cappella iniziò nel 934.

Nel 948 la cappella doveva essere consacrata da san Corrado, vescovo di Costanza. All’inizio della cerimona, però, proprio quando il presule stava per pronunciare la formula di consacrazione, tutti i presenti udirono per tre volte le seguenti parole: “Frater cessa, divinitus consecrata est” (Fratello fermatevi, la cappella è stata consacrata dallo stesso Dio). Alzando gli occhi, il vescovo ed i fedeli videro Gesù Cristo accompagnato da angeli e santi. Questo fatto soprannaturale è stato confermato da papa Leone VIII nel 964 con una Bolla. Eccone il testo in italiano:

“Rendiamo noto a tutti i fedeli presenti e a venire, che il nostro venerabile fratello, vescovo di Costanza, ci ha fatto sapere alla presenza del nostro caro figlio, l’imperatore Ottone, davanti ad Adelaide, sua cara sposa e a molti altri principi, che è andato, nell’anno di Nostro Signore Gesù Cristo 948, in un luogo della sua diocesi chiamato cella o eremitaggio di san Mainardo, dove era stato invitato a consacrare, il 14 settembre, giorno dell’esaltazione della Santa Croce, una cappella dedicata alla sempre Vergine Madre incomparabile di Dio, ma essendosi alzato secondo suo costume per pregare, aveva udito, come altri religiosi del monastero, un canto molto soave che aveva riconosciuto provenire da un coro di angeli che, circondando la cappella, stavano intonando le melodie prescritte per la consacrazione delle chiese. “La mattina, quando tutto era pronto per la cerimonia, gli astanti si recarono in chiesa. Il vescovo non arrivava. Si presero la libertà di andare a chiamarlo. Questi raccontò la visione che aveva avuto la notte precedente. Sull’insistenza della folla che non credeva a questo prodigio, il Pontefice si rassegnò ad iniziare le cerimonie della consacrazione. In quel momento si udì distintamente e per tre volte: Frater cessa, divinitus consecrata est, Fratello fermatevi, la cappella è stata consacrata dallo stesso Dio.

“Gli astanti meravigliati e convinti dell’autenticità della visione di cui il Pontefice era stato beneficiato e a causa della miracolosa consacrazione, passarono il resto della giornata in ferventi azioni di grazia

. “Leone VIII, 964”.

Categoria: Ottobre 2017

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter