2017

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Intervista al cardinale Raymond Leo Burke

 

La crisi nella Chiesa e la missione del Portogallo e del Brasile

 

Il cardinale Raymond Leo Burke è nato il 30 giugno 1948 a Richland Center (Wisconsin, USA) e ha frequentato il seminario Holy Cross e la Catholic University of America, a Washington. Ha completato gli studi in Diritto canonico presso l’Università Gregoriana di Roma nel 1971. Ordinato sacerdote quattro anni più tardi, papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di La Crosse nel 1994 e, poi, arcivescovo di St. Louis nel 2003. Nel 2010, Benedetto XVI lo ha elevato alla porpora cardinalizia. Per cinque anni, fino al 2015, è stato Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Attualmente è Patrono del Sovrano Ordine Militare di Malta. Il cardinale Burke è una voce molto apprezzata in tutto il mondo cattolico, in particolare in questioni relative alla Chiesa, la famiglia e la situazione americana. Nella sua recente visita in Brasile, il Porporato ha visitato la sede centrale dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, a San Paolo, dove ha concesso un’intervista a Mario Navarro da Costa, responsabile del Bureau delle TFP a Washington.

 

Eminenza, grazie per averci concesso questa intervista. Potrebbe dirci la ragione di questa visita in Brasile e la sua impressione del Paese?

Questa è la mia prima visita in Brasile e il suo scopo è di presentare l’edizione portoghese del mio libro sulla Santa Eucaristia «Divino Amore Incarnato - La Santa Eucaristia come sacramento della carità». Il Paese è troppo grande e non potevo visitarlo tutto. Abbiamo quindi scelto quattro grandi città. San Paolo è proprio l’ultima tappa. Sono rimasto molto impressionato dall’entusiasmo delle persone che sono venute in gran numero alle presentazioni. Parlando con loro, ho potuto constatare che sono cattolici molto ferventi, desiderosi di conoscere più a fondo la loro fede e anche di praticarla.

Quest’anno si celebra il 300° anniversario della Madonna Aparecida, patrona del Brasile. Abbiamo saputo che Vostra Eminenza ha visitato il santuario.

Sì, ho pensato: “Non posso venire in Brasile e non visitare Nostra Signora Aparecida”. Viaggiando da Rio de Janeiro verso San Paolo, mi sono fermato nel suo santuario, in Aparecida do Norte. Il momento centrale del pellegrinaggio è stato quando ho potuto pregare davanti all’immagine. Ho pregato in particolare per il Brasile, perché sono convinto dell’importanza del Paese nel mondo attuale, a causa della sua fede cattolica. Oltre a pregare per questa intenzione, ho potuto celebrare la Messa secondo le intenzioni dei cattolici brasiliani su un altare consacrato da papa Giovanni Paolo II.

Nei suoi viaggi Sua Eminenza visita molte parrocchie e gruppi cattolici. Quali sono le preoccupazioni che, di solito, i fedeli le esprimono sullo stato del mondo e della Chiesa?

I fedeli si mostrano molto preoccupati per la situazione del mondo sempre più secolarizzato, per i crudeli attacchi alla vita umana innocente dei nascituri indifesi attraverso l’aborto, per la diffusione della pratica dell’eutanasia, e anche per la negazione della libertà della Chiesa a esercitare con integrità la sua missione. E, più di recente, per questa enormità chiamata “teoria del genere”, per cui gente presuntuosa pensa di poter ridefinire la nostra natura sessuale che, naturalmente, può essere solo uomo e donna, che poi si uniscono fedelmente per tutta la vita, e a cui Dio concede il dono della vita umana. Con l’introduzione di questa terribile teoria, la nostra natura sessuale è ridotta a una sorta di lussuria continua.

Tutto ciò è uno scandalo per i fedeli, che vi scorgono un ostacolo per loro stessi, e una fonte di profonda angoscia nel vedere che i propri figli e nipoti devono crescere in questo mondo. Questo provoca loro non poca preoccupazione perché si domandano come fare per rimanere fedeli a Nostro Signore e non cadere in questa grande disgrazia che è il peccato. Soprattutto oggi, quando un’enorme confusione si sta facendo largo nella Chiesa. Ad esempio, crea molta confusione il fatto che persone che hanno praticato atti intrinsecamente cattivi, e che quindi sono in stato di peccato mortale, possano oggi ricevere la Santa Comunione senza confessione.

Tutt’una serie di questioni fondamentali della Fede e della Morale vengono messe in dubbio, il che provoca naturalmente grande angoscia nelle persone. Nei miei frequenti viaggi mi limito a presentare l’insegnamento fondamentale della Chiesa, e le persone sono grate di sentirlo. Io dico sempre: “Non ho nulla di nuovo da offrire. Ciò che ho da offrire, e che resta sempre nuovo, è le verità della nostra fede”.

Il viaggio di Vostra Eminenza in Brasile coincide col centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, alla quale i brasiliani si sentono molto vicini, non solo per i vincoli storici e psicologici che ci uniscono al Portogallo, ma anche perché abbiamo una grande devozione a Lei. E, adesso, anche per il fatto che i miracoli che hanno permesso la beatificazione e, poi, la canonizzazione dei pastorelli sono successi in Brasile. Vostra Eminenza pensa che le rivelazioni di Fatima si riferiscano solo al secolo XX, o hanno ancora una rilevanza oggi?

Queste rivelazioni sono assolutamente rilevanti per i giorni nostri, perché sono al cuore della lotta fondamentale alla quale si riferisce la Madonna nel suo messaggio: la lotta della fede e della Chiesa contro le forze del male, contro le forze della secolarizzazione, dell’ateismo, del relativismo, che non hanno fatto altro che crescere dal tempo delle apparizioni, un secolo fa. In occasione del centenario, sono tornato a studiare tutta la storia delle apparizioni e del messaggio, e lo giudico più opportuno che mai, lo giudico di un’enorme importanza.

Soprattutto nella attuale crisi nella Chiesa, nella quale si diffondono confusione e divisioni. L’appello della Madonna è che manteniamo la Fede nell’integrità, pregando il Santo Rosario e partecipando all’Eucaristia, specialmente il primo sabato del mese, per fortificarci e restare vicini a Nostro Signore in questi tempi terribili. La Madonna ha anche detto che il Portogallo manterrà la Fede. Io penso che questa promessa si estenda anche al Brasile, vista la strettissima unione fra i due Paesi. In una recente presentazione al Rome Life Forum, ho detto che credo fermamente che i portoghesi, e specialmente i vescovi portoghesi, abbiano una missione molto importante da compiere nel mondo di oggi: proclamare e insegnare il messaggio di Fatima. Adesso dico lo stesso riguardo al Brasile.

In una lettera al cardinale Carlo Caffarra, suor Lucia ha scritto: “La battaglia finale tra il Signore e il regno del diavolo si darà sul matrimonio e la famiglia”. Ha scritto anche di non avere paura, “perché la Madonna ha schiacciato la testa del demonio”. Eminenza, Lei conferma tale valutazione? In che modo i fedeli possono essere buoni soldati di Cristo?

Penso che la battaglia sia oggi, in gran parte, la lotta per la difesa del matrimonio e della famiglia. E penso che suor Lucia, quando scrisse questo all’allora padre, oggi cardinale, Carlo Caffarra abbia chiesto di non perdere la speranza. Ma non ha detto che la lotta fosse finita! Sappiamo che la vittoria sarà del Cuore Immacolato di Maria, che sarà di Nostro Signore Gesù Cristo, ma penso che comunque ciò arriverà dopo molta sofferenza.

Per esempio, la teoria del “genere” si sta diffondendo molto negli Stati Uniti, imposta anche nelle scuole, in modo tale che i bambini di età molto precoce stanno imparando che possono cambiare il proprio genere. Queste cose sono semplicemente inimmaginabili! Quindi penso che la battaglia per il matrimonio e per la famiglia continua. Dobbiamo avere la speranza alla quale ci richiama suor Lucia, e allo stesso tempo essere consapevoli della lotta in cui siamo impegnati.

Eminenza, crede che nel mondo di oggi sia importante per i cattolici la devozione della santa schiavitù alla Madonna secondo il metodo di s. Luigi di Montfort? Perché?

Diventiamo schiavi della Madonna per essere fedeli discepoli di Nostro Signore Gesù Cristo. La Madonna apparteneva pienamente a Nostro Signore fin dal primo momento del suo concepimento. Ed è stata preservata da ogni macchia di peccato originale. Ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo e lo ha portato al mondo nel suo Cuore Immacolato. È stata il primo e il migliore discepolo di Lui. Il cuore di Lei è stato misticamente trafitto dalla lancia del soldato romano che trafisse il Sacro Cuore di Gesù. La Madonna ci insegna ad essere pienamente di Nostro Signore. Le sue ultime parole, registrate nei Vangeli nelle nozze di Cana, sono di fare tutto ciò che Egli ci dirà.

Quindi, se vogliamo essere tutt’uno col Sacro Cuore di Gesù, dobbiamo essere tutt’uno col cuore della nostra Madre Santissima, diventando i suoi schiavi nel miglior senso della parola.

Categoria: Ottobre 2017

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