2020

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Il pensiero controrivoluzionario

 

“Il pensiero controrivoluzionario. Onore, fedeltà e bellezza al servizio di Dio”. Questo il titolo di un bel volume pubblicato dai tipi della Giubilei Regnani. L’autore, Diego Benedetto Panetta, è un giovane studioso di Filosofia del Diritto e della Politica. La prefazione è curata dal prof. Giovanni Turco, noto studioso di S. Tommaso d’Aquino.


L’autore passa in rivista i principali esponenti della scuola detta “controrivoluzionaria”, a partire da Edmund Burke (1729-1797), presentato come il “padre del pensiero conservatore”. Dettaglio importante: “conservatore”. Burke, infatti, aveva una visione evoluzionista della storia, e avversava le idee della Rivoluzione solo perché “ideologiche”. Il conservatorismo, spiega Panetta, “diverge dalla scuola contro-rivoluzionaria nel momento in cui accetta le trasformazioni operate dalla Rivoluzione, rendendosi de facto organica a essa”.


Seguono poi tutti i grandi nomi di questa corrente: Joseph de Maistre, Louis de Bonald, Juan Donoso Cortés, Klemens von Metternich, Antonio Capece Minutolo, Monaldo Leopardi, Gustave Thibon, fino agli autori più recenti come lo spagnolo Francisco Elías de Tejada e il colombiano Nicolás Gómez Dávila. Senza trascurare una menzione ad altre figure italiane: Pio Brunone Lantieri, Cesare Taparelli d’Azeglio, Clemente Solaro della Margherita e mons. Baraldi.


In poche pagine, piene di citazioni e di osservazioni pertinenti, l’autore riesce a eviscerare il nucleo del loro pensiero, dipingendo così un vasto e preciso mosaico della scuola controrivoluzionaria e dei suoi ideali.


Interessante il trattamento – che meriterebbe un approfondimento – di quelle che si suole chiamare “false destre”, cioè quelle correnti che all’ideale cattolico sostituiscono quello nazionalista e positivista, disperdendo forze che altrimenti potrebbero essere canalizzate nella buona causa.


Un capitolo è dedicato a Plinio Corrêa de Oliveira: un testo di difficile stesura, secondo l’autore, non per qualche difficoltà intrinseca al pensiero del grande leader cattolico brasiliano, anzi, ma per la sua vastità. L’opera dottrinale del dott. Plinio, com’era conosciuto nel suo Paese, spazia dalla teologia alla filosofia alla psicologia alla politica alla sociologia alla storia, il tutto armonizzato all’interno di una visione strettamente cattolica e contro-rivoluzionaria. Merita una menzione speciale l’importanza che egli dava ai fattori “tendenziali” del processo rivoluzionario, e quindi allo studio del bello nell’universo, nell’uomo e nella società.


L’autore non tratta – né era questa la sua intenzione – Plinio Corrêa de Oliveira come fondatore e leader di movimenti civici, cioè come apostolo, specialmente della gioventù.


Il libro si chiude con un interessante capitolo sulle rivelazioni private e la Contro-Rivoluzione, nel quale si analizzano tra l’altro quelle del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque. E anche qui, conclude: “Plinio Corrêa de Oliveira è stato l’autore contro-rivoluzionario del Novecento che si è maggiormente soffermato sull’importanza che lega il Sacro Cuore alla Contro-Rivoluzione”.


(Diego Benedetto Panetta, Il pensiero controrivoluzionario. Onore, fedeltà e bellezza al servizio di Dio, Giubilei Regnani, 2020, 268 pp)

Categoria: Dicembre 2020