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La devozione del santo Rosario, un’arma da guerra validissima per sconfiggere i nemici della fede


Dall’enciclica Octobri Mense di Leone XIII (22-9-1891):


È da credere, tra l’altro, che la stessa Regina celeste valorizzi in special modo, col suo appoggio, l’efficacia della preghiera del Rosario, proprio perché, per sua iniziativa e suggerimento, fu istituita e divulgata dal famoso Patriarca (San) Domenico, in un periodo tristissimo per il Cattolicesimo, non molto diverso dall’attuale, quasi come un’arma da guerra validissima per sconfiggere i nemici della fede.


La setta degli eretici Albigesi, infatti, aveva invaso molte regioni, sia in forma clandestina, sia manifesta; orribile emanazione dei Manichei, ne rinnovava gli spaventosi errori e ne ripeteva le violenze, le ipocrisie e il più accanito odio verso la Chiesa. Contro questa arrogante e pericolosissima moltitudine ben poco si poteva sperare dalle forze degli uomini, quando giunse l’aiuto direttamente da Dio per merito del Rosario. E così, col favore della Vergine, gloriosa vincitrice di tutte le eresie, furono annullate e distrutte le forze degli empi e salvata la fede di tanti. Molti altri fatti simili a questo, accaduti presso diverse popolazioni, come pericoli allontanati o benefici ottenuti, sono sufficientemente noti e la storia li ricorda, sia in passato, sia in tempi recenti, con splendide testimonianze.


A ciò si aggiunge, inoltre, un’altra valida, convincente argomentazione: da quando fu istituita, la pratica del Rosario fu subito accettata e resa operante ovunque, presso ogni classe sociale. In verità, con nobili appellativi e in molti modi la devozione dei cristiani rende onore alla Madre di Dio, che unica fra tutte le creature rifulge per tanti meriti. Tuttavia, la recita del Rosario, questa particolare preghiera nella quale sembrano concentrarsi la testimonianza della fede e il culto dovuto alla Madonna, è sempre stata singolarmente amata. Al Rosario, sia in privato, sia in pubblico, nelle case e nelle famiglie, è stata dedicata una speciale attenzione, costituendo associazioni, consacrando altari, promuovendo processioni, nella convinzione che non esista una preghiera che possa meglio onorare la Vergine nelle sue solennità e ottenerne la protezione e i favori.

 

A questo proposito, non si può passare sotto silenzio un fatto che evidenzia il sorprendente, provvidenziale intervento della nostra celestiale Protettrice. Quando, col passare degli anni, ci si accorse che presso certe popolazioni si andava spegnendo il sentimento religioso e si trascurava la stessa consuetudine di questa preghiera, nel momento in cui gli eventi pubblici si stavano avviando verso una situazione pericolosa e incombevano bisogni urgenti, con generale consenso venne ripristinata, a preferenza di altre pratiche religiose, la preghiera del Rosario, che recuperò il suo posto d’onore e riacquistò ovunque il suo valore salvifico. Non occorre cercare testimonianze di ciò in tempi lontani: abbiamo luminosi esempi al presente. In questa nostra età che, come abbiamo ricordato all’inizio è veramente ostile alla Chiesa, a Noi, che per volere divino siamo incaricati di governarla, è dato però di osservare e ammirare con compiacimento che in ogni luogo, fra le popolazioni cattoliche, si onora e si tiene in grande considerazione la pratica del Rosario. Ciò è da attribuire esclusivamente a Dio, che guida e regge le sorti degli uomini, e non alla saggezza e allo zelo di questi ultimi. Di conseguenza il Nostro animo, mentre si rallegra e si riconforta, nutre un’incrollabile fiducia in ulteriori e più grandi trionfi della Chiesa, auspice Maria.


Tuttavia ci sono alcuni che, pur convinti di tutto ciò che noi abbiamo giustamente ricordato, non vedendo fino ad ora realizzato nulla di quanto avevano sperato, specialmente riguardo alla pace e alla tranquillità della Chiesa, anzi, constatando che forse i tempi tendono al peggio, abbandonano, stanchi e sfiduciati, la buona abitudine di pregare con convinzione. Stando così le cose, gli uomini dovrebbero prima controllare se le preghiere che rivolgono a Dio possiedono, secondo il precetto di Cristo Signore, le giuste virtù: se così fosse, considerino che è indegno e illecito voler imporre a Dio il modo e il tempo di venirci in aiuto. Egli nulla ci deve, e quando esaudisce le nostre preghiere e “corona i meriti nostri, non corona altro che i suoi doni”. Quando non asseconda del tutto le nostre richieste, si comporta saggiamente come un buon padre con i figli, perdonando la loro stoltezza e avendo cura del loro benessere.


In realtà, le nostre preghiere, tese ad ottenere, con il sostegno di tutti i Santi del Paradiso, il favore di Dio per la sua Chiesa, sono sempre ben accette e ascoltate da lui, sia che riguardino l’aspetto spirituale, cioè il bene massimo ed eterno, sia che si riferiscano all’aspetto temporale, meno importante, ma sempre a lei necessario. Sicuramente a queste invocazioni aggiunge grande importanza e sicura efficacia, sia per le preghiere, sia per i suoi meriti, Cristo Signore, che “amò la Chiesa e sacrificò se stesso per lei, al fine di santificarla... per mostrarla a se stesso vestita di gloria” (Ef 5,25-27); egli, sommo Pontefice di questa Chiesa, santo e innocente, “vive sempre per intercedere in nostro favore”: noi sappiamo per fede che il suo intervento e la sua preghiera ottengono immancabilmente buon esito.