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«Processo sinodale. Un vaso di Pandora»: un grido d’allarme che fa sorgere speranze

“Santo Padre, questo Sinodo suscita molto interesse. Purtroppo suscita anche molte critiche. Voglio riferirmi a un libro con il prologo del cardinale Burke che dice che il Sinodo sarà il vaso di Pandora da dove usciranno tutte le calamità per la Chiesa. Che pensa di questa posizione? Crede che sarà superata dalla realtà o condizionerà il Sinodo?”

La domanda, rivolta a Papa Francesco dal noto giornalista e sacerdote spagnolo Antonio Pelayo durante il volo di rientro dalla Mongolia, faceva riferimento al libro delle TFP «Processo sinodale. Un vaso di Pandora. Cento domande e cento risposte». Redatto da José Antonio Ureta e da Julio Loredo, il libro spiega in modo semplice e diretto la posta in gioco nel “Sinodo sulla sinodalità”.

La domanda di don Pelayo – veterano corrispondente che da oltre tre decenni si occupa di temi ecclesiastici a Roma per diverse testate spagnole – mostrava la preoccupazione che serpeggia tra molti promotori della cosiddetta “conversione sinodale della Chiesa”: il libro della TFP condizionerà questo processo?

A giudicare dalla pletora di notizie e di commenti apparsi nel mondo intero, come pure dalle innumerevoli reazioni che sono pervenute agli autori e dalle decine di inviti a partecipare a programmi di approfondimento, possiamo dire tranquillamente: il libro ha certamente condizionato il Sinodo. Lo scambio di battute sull’aereo pontificio lo conferma. Francesco, infatti, ha dato una risposta evasiva, esortando a “non avere paura del cambio di dottrina. Se tu vai avanti, alla radice di queste idee troverai ideologie”. Secondo il Pontefice, i critici del Sinodo “accusano la Chiesa di questo o di quell’altro, ma mai la accusano di quello che è vero: peccatrice. Mai dicono peccatrice...”.

Pubblicato in undici lingue, il libro delle TFP ha subito raggiunto la categoria di best seller nelle piattaforme online. Amazon l'ha collocato ai primi posti nella categoria “Christian Popes”. È stato inviato a tutti i vescovi del mondo e ai parroci in diversi Paesi. È stato inoltrato agli enti accademici, religiosi e laici. Molti dei principali organi della stampa internazionale ne hanno parlato: dal New York Times al Washington Post a Repubblica. Quasi tutti i principali blog cattolici lo hanno recensito. Per non menzionare i social, che brulicano di commenti in merito. È evidente che il libro ha toccato un nervo scoperto, un anelito nascosto dell’opinione pubblica che ha così trovato il suo sbocco, entrando in eruzione come un vulcano.

Sotto il titolo “Un sinodo truccato. Ecco «Processo sinodale: un vaso di Pandora». Un libro per capire”, il noto vaticanista Aldo Maria Valli informava: “Arriva per iniziativa della TFP, associazione Tradizione Famiglia Proprietà, un utilissimo libro sul prossimo sinodo”. Un altro vaticanista, Marco Tosatti, comunicava ai suoi lettori: “Roma: pubblicato importante libro sul Sinodo” . Molte agenzie cattoliche italiane hanno divulgato la notizia, tra cui Corrispondenza Romana, Messa in Latino e la Nuova Bussola Quotidiana, come pure la stampa laica, tra cui i giornali del gruppo Quotidiano Nazionale.

Nel mondo anglosassone il libro è stato accolto con entusiasmo.

“Il cardinale Burke sgancia una bomba sul Sinodo”, titolava The Catholic Herald, il principale settimanale cattolico britannico. Scritto da Diane Montagna, l’articolo osservava giustamente: “L’uscita del libro arriva in un contesto di crescente resistenza da parte dei media. Il 14 agosto, il quotidiano francese Le Figaro ha pubblicato un lungo e pungente articolo in prima pagina del rispettato giornalista Jean-Marie Guénois, accusando il Vaticano di andare avanti senza considerare veramente la spiritualità dei cattolici francesi”.

“Un nuovo libro avverte contro il rischio di una rivoluzione in occasione del Sinodo”, scriveva il vaticanista Edward Pentin sul National Catholic Register, il più antico periodico cattolico degli Stati Uniti, oggi parte di EWTN, il più grande gruppo giornalistico cattolico del mondo. “Gli autori – dice Pentin – cercano di difendere la Civiltà cristiana, minacciata dalla scristianizzazione”. Da parte sua, scrivendo su Church Militant, il vaticanista Jules Gomes avvertiva: “Un libro bomba affronta la ‘rivoluzione’ che cerca di demolire la Chiesa cattolica”. “Il termine ‘sinodalità’ significa ‘rivoluzione’ nella Chiesa, avverte il cardinale Burke”, affermava l’agenzia tedesca CNA.

Non poteva mancare il malumore della sinistra. Indicativo il pezzo di Iacopo Scaramuzzi su Repubblica, cioè l’organo scelto da Papa Francesco per propagandare le sue idee quando ne era direttore Eugenio Scalfari: “Pamphlet ultraconservatore attacca il Sinodo: Vogliono rivoluzionare la Chiesa”. Avvertendo che “i cattolici ultraconservatori affilano le armi in vista dell’assemblea sinodale di autunno”, Scaramuzzi scrive: “Il pamphlet, intitolato «Processo sinodale: un vaso di pandora» è pubblicato dall’associazione ‘Tradizione Famiglia Proprietà’, una vecchia conoscenza in Vaticano”.

Austen Invereigh, biografo di Papa Francesco, ha invece scelto Twitter per denunciare la “cannonata anti-Sinodo del cardinale Burke”, a proposito del libro della TFP. E anche Famille Chrétienne, versione francese del settimanale italiano Famiglia Cristiana, pubblicava un lungo articolo.

Impossibile elencare tutte le notizie apparse. Sono letteralmente centinaia. Da Washington a Londra, da Buenos Aires a Parigi, da Manila a Dubai, e particolarmente in Italia, il libro sul processo sinodale ha riscontrato un successo che ha un po’ sorpreso tutti. Qual è il motivo di un tale boom? Un articolo di Nico Spuntoni su Il Giornale può gettare qualche luce.

Sotto il titolo “Il Sinodo dei timori: aria di scisma nella Chiesa di Francesco?”, Spuntoni scrive: “Più si avvicina l’inizio della prima sessione della XVI assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che durerà dal 4 al 29 ottobre 2023, più aumentano le tensioni nella Chiesa. (...) A poco più di un mese dall’inizio, infatti, altri prelati hanno cominciato ad esplicitare i timori per quello che potrebbe succedere nella Chiesa dopo l’assise”.

Coincidenza o meno, il libro della TFP sembra aver scoperchiato non un vaso di Pandora, bensì una cornucopia, facendo affiorare sentimenti molto profondi del Popolo di Dio (quello vero), e dando coraggio a molti fedeli. Potremmo quasi parlare, in senso teologico, di un vero momento propizio della grazia.

Il libro «Processo sinodale. Un vaso di Pandora» non ha voluto presentare nessuna nuova dottrina né esporre le idee degli autori, bensì richiamare la dottrina tradizionale della Chiesa sui temi ivi trattati. D’altronde, esso si fonda esclusivamente sui documenti ufficiali del Sinodo dei Vescovi e della Commissione Teologica Internazionale, nonché su autorevoli commenti di cardinali e vescovi. Infine, il libro tratta di fatti noti a tutti e ben documentati.

In questo senso, il libro delle TFP non può essere assolutamente bollato come “ideologico” senza prima precisare con chiarezza:

- dove le dottrine cattoliche invocate sbagliano;

- dove i fatti concreti citati e i documentati sono falsificati;

- quali commenti di cardinali, vescovi, sacerdoti e studiosi non corrispondono al vero.

Lo spirito del libro è quello dell’amore reverente alla Santa Chiesa, e obbedisce all’invito alla “parresia” formulato più volte da Papa Francesco. Non capiamo perché parlare con serenità, franchezza e rispetto, con base a documenti ufficiali e a fatti comprovati, sarebbe una manovra ideologica.

Molti commentatori, infatti, hanno messo in risalto proprio il tono sereno del libro e la sua chiara intenzione di essere in ogni momento rispettoso e riverente nei confronti dell’autorità nella Chiesa. Perché allora talune reazioni? Ci sia permesso di formulare un’ipotesi.

Il fatto è che, con la crescente diffusione di questo libro e di altri simili studi e dichiarazioni, sta diventando sempre più chiaro agli occhi dell’opinione pubblica che buona parte del “Popolo di Dio” non si sente adeguatamente rappresentata né nel modo burocratico di fare del processo sinodale né in molte delle proposte da esso presentate.

Il numero delle persone effettivamente consultate per la preparazione dei documenti sinodali è irrisorio. In molti casi non supera il 2% dei cattolici praticanti. È chiaro che il Sinodo sulla sinodalità è quasi esclusivamente l’opera di minoranze spesso radicali. Eppure, pretendono di parlare a nome di tutti. Dicono che dobbiamo “camminare insieme”, mentre la verità è che troppe persone non erano nemmeno state informate di questa “camminata”…

Inoltre, una parte rilevante dell’opinione pubblica cattolica comincia a dimostrare inquietudine per il fatto che si stia fin troppo abusando dell’invocazione allo Spirito Santo come propulsore del processo sinodale. Dietro questa invocazione, quasi fosse una voce conclusiva e inappellabile, sembra celarsi una fretta eccessiva di minoranze progressiste nell’imporre alcune questioni largamente dibattibili, e altre già definitivamente chiuse dal Magistero della Chiesa.

Se a ciò aggiungiamo il linguaggio spesso ermetico dei documenti sinodali, comprensibile solo per gli addetti ai lavori, possiamo capire come il vero Popolo di Dio si senta “smarrito, confuso, perplesso e perfino deluso”, per parafrasare Giovanni Paolo II.

È proprio in questa situazione, confusa e apparentemente inspiegabile, che è uscito il libro delle TFP «Processo sinodale. Un vaso di Pandora».

Spiegando in modo semplice e diretto la posta in gioco, il libro ha messo in ordine i frammenti di un puzzle, rendendo chiaro che, nelle intenzioni dei suoi promotori più alacri, il processo sinodale non è trasparente né spontaneo, ma l’ennesimo tentativo di rivoluzionare la Chiesa. Sentendosi presi in giro, molti fedeli hanno cominciato ad alzare la voce. Ed ecco che “si cominciano ad esplicitare i timori per quello che potrebbe succedere nella Chiesa dopo l’assise” . Il futuro è nelle mani di Dio, attraverso la mediazione universale di Maria Santissima. Una cosa, comunque, è certa: ogni tentativo di cambiare la Chiesa nella sua costituzione divina o nella sua dottrina infallibile è irrimediabilmente utopico, poiché la Chiesa è stata fondata da Nostro Signore Gesù Cristo e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.