Un nuovo ciclo storico?
L’insediamento del Presidente Donald Trump, lo scorso 20 gennaio, ha segnato non solo un passaggio di consegne ma un cambio d’epoca.
Sembra evidente che stiamo entrando in una nuova fase storica, uno di quei cicli che Plinio Corrêa de Oliveira qualificava come “eroico”, in cui crescenti settori dell’opinione pubblica, sconcertati dallo sfaldamento di ogni cosa, cominciano a domandarsi se non abbiamo sbagliato strada abbassando la guardia e se, invece, un ritorno a certi valori e a certi atteggiamenti più “forti” non sarebbe la soluzione.
Dopo la fase melodrammaticamente “eroica” delle dittature nazi-fasciste, dopo l’orgia di sangue e di devastazione della Seconda guerra mondiale, il mondo era entrato in una fase di “moderatismo” ottimista. Nemmeno la Guerra Fredda riuscì a distogliere l’Occidente da tale ottimismo buonista.
Una prima avvisaglia che qualcosa stesse cambiando fu l’elezione di Margaret Thatcher come primo ministro della Gran Bretagna, nel 1979, seguita da quella di Ronald Reagan come presidente degli Stati Uniti, nel 1980. Poi venne l’11 settembre 2001. Lo shock provocato dal codardo attacco terrorista, mentre metteva a nudo la debolezza dell’Occidente liberale e democratico, mandava in frantumi lo spirito spensierato e pacifista fino ad allora egemone.
In campo morale, l’imposizione in modo sempre più strafottente e radicale dell’agenda LGBT ha risvegliato i conservatori, finalmente convinti della futilità di ogni dialogo e di ogni compromesso. Cresce, dunque, il fronte di coloro che, non accettando più nessuna concessione, vogliono ad ogni costo preservare la morale naturale e cristiana.
In campo ecclesiastico, l’accelerarsi fino all’inimmaginabile della distruzione di certi fondamenti della Fede e della Morale sotto l’attuale Pontificato, ha portato al consolidamento di una reazione in linea con l’ortodossia tradizionale con un’ampiezza mai vista prima.
Ed ecco che, dando corpo a questi profondi mutamenti nell’opinione pubblica, un po’ ovunque si stanno affermando realtà che i mezzi di comunicazione non esitano nel qualificare con sdegno come “estrema destra” e addirittura “ultra destra”. Hanno addirittura coniato un nuovo epiteto: “destra xenofoba”. Sembra proprio che “fascista” non basti più… “Per l’Europa avanti tutta a destra! Anzi, all’estrema destra!”, titolava provocatoriamente un noto quotidiano italiano. Ed ecco la “tempesta perfetta” arrivata da oltre-oceano: la rielezione di Donald Trump come il 47° Presidente degli Stati Uniti.
Sarebbe semplicistico, e dunque fuorviante, mettere alla pari tutte queste realtà. Tuttavia, le accomuna il fatto che, ognuna a modo suo, in grado diverso e con diverso contenuto di autenticità, diano voce e corpo ai profondi mutamenti nell’opinione pubblica, che dalla fase “moderata” sta passando a quella “eroica”
Sapranno queste realtà che stanno raccogliendo i frutti del cambio d’epoca interpretarlo correttamente e portarlo a compimento?
