Santa Teresa d’Avila grandezza carolingia

di Plinio Corrêa de Oliveira

Ho già commentato questo e altri dipinti di Santa Teresa d’Avila, la cui festa celebriamo il 15 ottobre. Considero questo magnifico, poiché esprime bene ciò che immagino della grande santa spagnola.


Un volto impassibile, uno sguardo dotato di vita propria, o per così dire, autonomo dal volto. Mentre il volto è sereno, lo sguardo contempla. Uno sguardo che si compiace di vedere lontano, all’orizzonte, come un’aquila, il punto più splendido. Si potrebbe dire che la santa carmelitana stia guardando un sole che non abbaglia, e lo fa con ammirazione, con venerazione, con una forma di amore che non è propriamente affetto, ma la completa donazione di sé stessi e il non volere altro che ciò che sta vedendo.


Dietro questa serenità del volto, dovuta alla posizione della testa sul collo e del collo sulle spalle, si cela una profonda coerenza. La testa sta al collo come il collo sta al corpo. Questa posizione ne caratterizza lo slancio, la forza e l’espressione stessa di riflessione, decisione e perseveranza.


In questo dipinto di Santa Teresa noto un atteggiamento di fierezza che ella riceve da Colui che contempla. Il suo sguardo sembra dire: “Ho solo Colui che ammiro, e con il suo favore non temo assolutamente nessuno. Egli è tutto e vince tutto. Andiamo avanti!”


È un’anima virile, senza alcun accenno all’attuale pseudo-femminismo. È una figura femminile, ma ha la forza di un uomo con una grandezza carolingia. In ambito femminile, è un Carlo Magno. Una grandezza perfetta e completa. Si potrebbe ben chiamarla “Teresa di Gesù, la carolingia”, un magnifico elogio anche a Carlo Magno!

(Riunione per soci e cooperatori della TFP brasiliana, 6 giugno 1980, tratto dalla registrazione magnetofonica, senza revisione dell’autore)