Il mondo della TFP ottobre 2025
Irlanda: 400 anni di S. Oliver Plunkett
Con una serie di cerimonie tenutesi nella città di Drogheda, Irlanda, dove è sepolto, si è celebrato il 400° anniversario della nascita di S. Oliver Plunkett (1625-1681). Avendo proprio a Drogheda la sua sede di apostolato giovanile, la TFP irlandese ha partecipato alle celebrazioni, culminate in una Messa solenne nella chiesa di S. Pietro, celebrata da mons. Eamon Martin, arcivescovo di Armagh.
La Messa è stata preceduta da una processione che dalla chiesa di St. Mary ha portato a quella di St. Peter. Le ordini cavallereschi – Malta, Santo Sepolcro, San Columbano – in alta uniforme, i contingenti di veterani condecorati, le confraternite religiose con abiti tradizionali hanno dato un tocco di splendore e disciplina alla processione.
Dopo l’ordinazione a Roma nel 1654, e una carriera come docente di teologia presso il Collegio Urbaniano, S. Oliver poté rientrare in Irlanda come arcivescovo di Armagh, sede fondata dallo stesso S. Patrizio nel 444. Imprigionato a Dublino e poi deportato a Londra dai protestanti, nel luglio 1681 egli subì il martirio. Fu l’ultimo dei martiri cattolici uccisi a Londra.
Germania e Austria: “carovana” contro l’aborto
Un gruppo di volontari delle TFP ha percorso diverse città della Germania e dell’Austria diffondendo un libretto dove si spiegano le ragioni per opporsi all’aborto. “Preghiamo e agiamo per fermare l’aborto”. Ecco il titolo del libretto. Sventolando gli stendardi vermigli col leone dorato, i volontari delle TFP entravano in contatto diretto col “pubblico della strada”. Non sono mancate le contro-manifestazioni, e perfino alcune aggressioni, da parte di militanti lgbt che semplicemente non tollerano che qualcuno la pensi diversamente.
Milano: Rosario di riparazione per il “pride”
Domenica 29 giugno, Festa di San Pietro e San Paolo, davanti al Castello Sforzesco, una sessantina di coraggiosi cattolici milanesi hanno affrontato il torrido caldo, che sfiorava i 38°, per pregare in piazza un Rosario di riparazione per il cosiddetto “pride” omosessuale, tenutosi in città il giorno prima. L’atto è stato organizzato da un insieme di associazioni cattoliche del territorio.
“Le vie di questa città, una volta calcate dai nostri grandi santi, come Sant’Ambrogio e San Carlo Borromeo, sono state invase da una folla che si vantava di condotte morali che il Magistero della Chiesa ritiene ‘intrinsecamente disordinate’ e ‘peccaminose’” – ha esordito Julio Loredo, presidente della TFP italiana – “come cattolici e come italiani non possiamo esimerci dall’offrire al Sacratissimo Cuore di Gesù un gesto di pubblica riparazione e testimonianza”.
Il mese di giugno, tradizionalmente dedicato dalla Chiesa alla devozione al Sacro Cuore di Gesù, è ormai divenuto il periodo di elezione dei “pride”, pubbliche manifestazioni dell’orgoglio omosessuale che mirano a sovvertire principi cardine dell’ordine divino, dell’ordine naturale e dello stesso ordine sociale.
Prima di ogni decina del Rosario sono stati letti brani dalla “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali”, della Congregazione per la Dottrina della Fede. Questa Lettera riassume e ripropone il Magistero della Chiesa su questa materia così delicata.
Dopo una Salve Regina cantata, e la recita delle Litanie lauretane, è stato letto l’Atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù, di Papa Pio XI, seguito dall’Affidamento dell’Italia a San Giuseppe e dall’Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, di S. Massimiliano Maria Kolbe. Il canto di “Mira il tuo popolo o bella Signora” ha chiuso in bellezza l’atto.
Ecco la chiave per capire questo atto di pubblica riparazione. Siamo nel centenario dell’enciclica Quas Primas, con la quale Pio XI stabilì la Festa di Cristo Re: Re dei cuori e Re delle società. Questo regno diventa effettivo tramite la consacrazione, personale e sociale, al Cuore Immacolato di Maria.
Pride irlandese cancellato grazie alle preghiere dei fedeli
Unendo la provocazione alla bestemmia, le lobby LGBT irlandesi avevano programmato per lunedì 2 giugno la “Big Gay Hike”, una gita a piedi sul Croagh Patrick, la Montagna Santa dove San Patrizio, patrono dell’Irlanda, pregò e digiunò per quaranta giorni. Una volta giunti alla cima, gli omosessualisti avevano programmato una grande festa all’aria aperta.
L’Irish Society for Christian Civilisation, consorella delle TFP, ha quindi organizzato un Rosario di Riparazione nella cittadina di Westport, a pochi chilometri da Croagh Patrick, domenica 1° giugno. Il Rosario, recitato in piazza pubblica, aveva l’intenzione non solo di fare un atto di riparazione al Sacro Cuore, all’inizio del mese a Lui dedicato, ma anche di chiedere alla Provvidenza che non permettesse questo scempio.
“Come insegnano molti santi, i peccati pubblici richiedono una pubblica riparazione. Nostro Signore viene ancora una volta pubblicamente deriso, schernito e disprezzato, proprio come durante la Passione. I fedeli cattolici non devono restare a guardare e permettere che ciò accada di nuovo. Dobbiamo sostenere l’onore di Nostro Signore e difendere la Sua Legge”, ha dichiarato al giornale locale il portavoce della TFP Damien Murphy.
Sembra che la Provvidenza, a richiesta di San Patrizio, abbia ascoltato la preghiera dei cattolici. Proprio per lunedì 2 giugno, il meteo prevedeva una bufera sulla montagna santa. Da una “moderate breeze” alle 9AM, si è passati a una “fresh breeze” alle 10, quindi a una “strong breeze” alle 12, fino a sfociare in una “strong gale” (forte bufera) alle 13.
Alludendo a una “strong winds forecast” (previsione di forte vento), le lobby LGBT hanno cancellato l’evento…
P.S. La domenica 1° giugno, a Westport, è stata una giornata di sole e brezza leggera: clima perfetto per un Rosario in piazza pubblica.
Olanda. Protesta contro mostra blasfema
Dal 3 giugno, il Rijksmuseum di Amsterdam espone un’opera raffigurante una suora e tre sacerdoti mentre compiono un atto sessuale. Giovani volontari di TFP Student Action Europe hanno protestato davanti al museo per il flagrante sacrilegio. Quasi 5.000 volantini sono stati distribuiti dai volontari sotto un sole cocente.
Il Rijksmuseum, dice il testo, ha superato un confine morale. Quest’opera va contro lo spirito di edificazione culturale che ci si può aspettare dal museo, definito la “basilica laica della nazione olandese”. È un grottesco insulto a Dio, alla Chiesa cattolica e all’intera nazione olandese. Non possiamo tollerarlo e deve essere fermato.
I giovani della TFP Student Action Europe hanno protestato un’intera giornata sulla piazza antistante al Rijksmuseum. “Sono sorpreso dall'indifferenza con cui le persone reagiscono a questa presa in giro della Chiesa”, ha detto un volontario dalla Germania “vorrei sapere se fanno lo stesso con l’islam”.
Ma non c’è stata solo indifferenza. Un buon numero di passanti ha ringraziato i giovani della TFP per la loro testimonianza. “Voi avete coraggio!”, è stata la reazione più comune. Diversi gli articoli di giornale sulla campagna, la maggior parte in tono negativo. Tutti, però, hanno coinciso in un punto: la TFP si fa sentire!
