Editoriale: Che avrebbero detto i cristeros?
Che avrebbero detto i cristeros, che diedero la vita per il Sacro Cuore di Gesù, nel vedere il mese a Lui dedicato profanato dalle sfilate “pride” omosessuali?
Che avrebbero detto i cristeros che, al grido di ¡Viva Cristo Rey!, si lanciavano all’assalto di forze dieci volte superiori, nel vedere che i cattolici oggi arretrano timorosi davanti all’offensiva delle lobby lgbt?
Che avrebbero detto i cristeros davanti a un mondo in cui i cristiani non vanno più in chiesa, loro che, armi in mano, difendevano il diritto dei cristiani di frequentare i propri luoghi di culto?
Che avrebbero detto i cristeros, che combattevano per stabilire il Regno sociale di Cristo, nel vedere che oggi nemmeno le autorità della Chiesa parlano più di civiltà cristiana?
Sono passati solo cent’anni. Eppure, sembra di essere su un altro pianeta….
È vero che già allora c’erano coloro che dicevano che non bisogna essere fanatici, bensì prudenti; che non dobbiamo trarre tutte le conseguenze dei nostri principi, ma lasciare pure margini alla tolleranza buonista; che bisogna saper dialogare con quanti la pensano in modo diverso, perché anche questi hanno i loro diritti; che non possiamo imporre le nostre idee al mondo, ma vivere in armonia con esso. Insomma, che non esiste una Verità assoluta ma solo atteggiamenti sempre mutevoli a seconda delle circostanze del momento.
Storicamente, i cristeros persero la guerra. Vinsero i “prudenti”. E le conseguenze sono lì per chiunque abbia occhi e orecchie. Di concessione in concessione, sia la società sia la Chiesa sono scivolate fino a ritrovarsi in una situazione di crisi tale che più di uno si domanda se non siamo giunti alla distruzione finale.
“Dopo il Concilio – dice mons. Rob Mutsaerts, vescovo ausiliare di Hertogenbosch, Paesi Bassi – molte persone hanno assunto gli ideali degli anni Sessanta, e hanno voluto adattare il messaggio cristiano al clima dell’epoca. Hanno voluto piacere al mondo, e invece hanno perso la propria identità. Una Chiesa che non si distingue più dal mondo è una Chiesa incapace di trasmettere un messaggio proprio”.
Ma il tempo è galantuomo. Passano gli anni ed ecco che oggi, un secolo dopo, mentre il mondo dei “prudenti” naufraga nella propria inconsistenza, la testimonianza dei cristeros si staglia in tutta la sua forza.
Dappertutto si sta manifestando il fenomeno noto come “Quiet Revival”, la rinascita silenziosa della Fede. Sempre più giovani, insoddisfatti dall’inconsistenza del mondo moderno, e della Chiesa che ha abbracciato questo mondo, un mondo fondato sul relativismo e sul nulla, cercano invece solidità e certezze. E le trovano nella Tradizione cattolica.
“Il cattolicesimo si sta ricompattando in minoranze agguerrite”, commenta il prof. Yann du Cleizou, che ha studiato questo fenomeno in Francia. Proprio la Francia dove, nella notte di Pasqua, sono state battezzate più di 21.000 persone, la maggior parte giovani.
A Londra si sono battezzate 800 persone, un aumento del 70% rispetto all’anno precedente. A Shrewsbury, la cerimonia ha dovuto essere realizzata due volte perché la cattedrale non poteva contenere tutti i candidati al Battesimo.
Sempre più giovani assumono di fronte al mondo e alla Chiesa un atteggiamento che rammenta quello dei cristeros: nessun compromesso, nessun cedimento. Ed ecco che, cent’anni dopo, la testimonianza del cristeros torna ad assumere un significato storico.
