La preghiera di riparazione a Milano – 28 maggio 2026
di Wanda Massa
Domenica 28 giugno, in un afoso pomeriggio di questa estate dal clima infernale, una settantina di persone si sono riunite, a Milano, in piazza del Duomo, ai piedi della Madonnina, per pregare insieme un Rosario di Riparazione alle offese al Sacratissimo Cuore di Gesù e per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Il giorno precedente infatti anche la città di Sant’Ambrogio è stata travolta dalla cosiddetta onda pride, la sfilata dell’orgoglio omosessuale, col solito nutrito corredo di politici, influencer, cantanti di successo, sponsor, personaggi vari in cerca di visibilità e gratuita distribuzione di gadget tematici. Una manifestazione chiassosa e faraonica per urlare la propria ribellione al diritto naturale, in nome di un’illusoria autodeterminazione contro Dio, in spregio alla Sua legge e nell’odio per la stessa natura umana. Nei fatti, un inganno suicida, triste e miserevole.
Per reagire a questi gravissimi atti, la Rete dei Rosari di Riparazione, un insieme di realtà cattoliche e singoli fedeli, ha voluto offrire una testimonianza pubblica di fede, come autentico atto di amore verso Dio e il prossimo.
Numerosi erano gli stendardi raffiguranti Maria Santissima e i Misteri del Rosario, oltre a un grande striscione recante l’effige del Sacro Cuore, cui, è bene ricordare, la Santa Chiesa dedica il mese di Giugno.
Una decina di persone si sono avvicendate nella conduzione del Rosario, che è stato preceduto da un breve comunicato chiarificatore delle intenzioni e dell’importanza del gesto, anche in considerazione della sconcertante decisione della curia milanese di confinare la tradizionale processione del Corpus Domini all’interno del Duomo, con futili motivazioni legate al traffico e alla preoccupazione di apparire folkloristici, che hanno destato non poca indignazione tra i fedeli.
I misteri del Rosario erano intervallati da una selezione di brani tratti dalla Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali della Congregazione per la Dottrina della Fede (1986), la cui lettura pubblica ha costituito un atto di concreta carità cristiana e di monito nei confronti di quegli esponenti del clero che, in nome di un malinteso concetto di accoglienza, censurano o fingono di dimenticare il Magistero della Chiesa Cattolica.
Tre importanti preghiere sono state recitate al termine della corona: l’Atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù, scritto nel dal pontefice Pio XI nel 1926 e oggi quanto mai attuale; l’Affidamento dell’Italia a San Giuseppe di don Stefano Lamera s.s.p. e la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di San Massimiliano Kolbe.
Un caro amico sacerdote, prima di farci il dono della benedizione finale, ha pronunciato parole di incoraggiamento sull’efficacia della testimonianza pubblica della fede nell’infondere speranza e nel suscitare anime ardenti di amore per Dio e il prossimo.
Il canto tradizionale mariano, Mira il tuo popolo, rivolto alla Santa Vergine, che dalla guglia più alta del Duomo vigilava sui presenti, ha concluso la preghiera.
W Cristo Re e W Maria Regina!
