Göttingen: gli antifa attaccano gli attivisti per la vita, dodici poliziotti feriti

 

di Seppe Van Loo

Quello che era iniziato come un pacifico Rosario pubblico per i nascituri si è concluso con un’inaudita violenza da parte dei militanti della sinistra, che hanno caricato le forze dell’ordine. Dodici agenti sono rimasti feriti.

Rosario pubblico di riparazione

Sabato 15 agosto ho partecipato, insieme ai giovani volontari di TFP Student Action Europe, a un Rosario pubblico in difesa della vita, sotto il motto: “Prega e agisci contro il peccato dell’aborto”. Eravamo una quarantina, di diverse nazionalità, con i nostri simboli caratteristici. Una banda con cornamuse, tamburi e ottoni ha accompagnato la manifestazione, conferendo alla piazza un’atmosfera suggestiva. Abbiamo recitato il Rosario, distribuito volantini e parlato in difesa dei bambini non ancora nati.

L’evento in sé si è svolto pacificamente, fatto confermato anche dalla polizia. Tuttavia, intorno a noi, l’ostilità cresceva.

A un certo punto, contro-manifestanti di estrema sinistra, sedicenti antifa, hanno iniziato a radunarsi nelle vicinanze. Prima hanno tentato di sovrastare le nostre preghiere e i nostri discorsi con urla, “musica” assordante e rumori. I volontari che distribuivano volantini sono stati insultati, fatti oggetto di gesti osceni e, in alcuni casi, spintonati. Con il passare del pomeriggio, i manifestanti pro-aborto sono diventati sempre più ostili e aggressivi.

Il contrasto non avrebbe potuto essere maggiore: da una parte, giovani cattolici che pregavano pacificamente il Rosario e difendevano pubblicamente la vita innocente; dall’altra, una folla che cercava di sovrastarli con le urla e di cacciarli dalla piazza.

L'intimidazione non ha avuto successo.

Circondati da insulti e ostilità, siamo rimasti saldi e dignitosi. Abbiamo continuato le nostre preghiere e la nostra campagna, senza permettere all’aggressività degli oppositori di dettare se i cattolici possono far sentire le proprie convinzioni in pubblico.

Il momento più pericoloso è arrivato dopo la fine della campagna.

Verso le 18:00, abbiamo iniziato a dirigerci verso i nostri veicoli sotto scorta della polizia. Un folto gruppo di contro-manifestanti si è quindi mosso nella nostra direzione. Gli agenti di polizia hanno formato una barriera tra i due gruppi. I contro-manifestanti hanno premuto con forza contro il cordone di polizia e sono scoppiati scontri contro gli agenti. La polizia ha dovuto respingere gli aggressori e usare lo spray al peperoncino per impedire loro di raggiungerci.

Il livello di scontro è stato straordinario. È stata una vera e propria battaglia campale. Secondo i dati della polizia, gli agenti hanno fatto ricorso a misure coercitive circa 200 volte durante l’operazione. Dodici agenti di polizia sono rimasti feriti a causa dello spray al peperoncino e diverse ambulanze sono state chiamate sul posto.

La violenza ha attirato l’attenzione di tutto il Paese. Tutti i principali media tedeschi hanno riportato gli eventi di Göttingen.

In un comunicato stampa, la polizia di Göttingen ha dichiarato che noi, della TFP, siamo sempre rimasti pacifici.

Di fronte alla folla inferocita, non ci siamo fatti prendere dal panico né abbiamo abbandonato i nostri principi. Siamo rimasti uniti, composti e saldi, mentre la polizia lottava per contenere gli aggressori.

Volevano intimidirci. Hanno trovato fermezza.

Le scene di Göttingen rivelano qualcosa di più profondo di un semplice scontro isolato tra manifestanti.

Perché dei giovani cattolici che pregano il Rosario e difendono pacificamente i bambini non ancora nati dovrebbero provocare tanta furia? I volontari della TFP in tutta Europa hanno ripetutamente subito insulti, tentativi di intimidazione e aggressioni fisiche durante le campagne pacifiche. L’obiettivo è evidente: rendere così alto il prezzo della difesa pubblica dei principi morali tradizionali da costringere cattolici e conservatori a ritirarsi dalla sfera pubblica.

Göttingen ha dimostrato perché questa strategia è destinata al fallimento.

Non abbiamo permesso a una folla ostile di dettare cosa potevamo dire, dove potevamo pregare o quali verità potevamo difendere. Alle grida, abbiamo risposto con la preghiera; alle intimidazioni, con il coraggio; ai tentativi di allontanarci, con la fermezza.

Abbiamo lasciato Göttingen più determinati che mai a continuare la lotta per la vita innocente dei nascituri.

Torneremo.