Quiet Revival: una grazia nuova aleggia sull’abisso
di Julio Loredo
Prende sempre più corpo in numerosi Paesi il fenomeno noto nel mondo anglofono come “quiet revival”, e in quello francofono come “renouveau catholique”, cioè la rinascita della Fede cattolica, specie fra i giovani.
****
Ormai i numeri sono chiari e gli studi scientifici lo confermano: in molti Paesi occidentali è in atto una rinascita della Fede cattolica, specie fra i giovani. È ancora un fenomeno minoritario ma in forte crescita. Non si tratta tanto della ripresa di qualcosa di assopito, quanto dal sorgere di qualcosa di nuovo.
Bisogna inquadrare bene il fenomeno. Il processo di secolarizzazione continua, la pratica religiosa diminuisce ovunque, la Chiesa continua a perdere fedeli. In altre parole, la crisi non è passata, anzi. Eppure, in settori ancora minoritari ma in forte crescita, questa tendenza non solo si è fermata ma si sta invertendo. In questi settori il dinamismo della storia è cambiato di segno. Poiché si tratta dei segmenti più giovani, se non altro per ragioni anagrafiche il fenomeno tenderà a occupare sempre più spazi nella Chiesa, mentre le generazioni precedenti, quelle che “hanno fatto il Sessantotto”, tenderanno a scomparire. Se a questo aggiungiamo il fattore grazia divina – in realtà determinante – siamo di fronte a uno sviluppo destinato a cambiare il volto della Chiesa e della società.
Un fenomeno in crescita
Un segno della rinascita è l’aumento esponenziale dei battesimi di adulti. Secondo la Conferenza episcopale francese, nell’ultima vigilia di Pasqua sono stati battezzati 8.200 adolescenti e 13.200 adulti, un aumento del 28% rispetto all’anno precedente[1]. “Per noi è una primavera della Chiesa”, esulta P. Xavier Bizard, parroco a Lyon[2].
Mons. Olivier de Germay, vescovo di Lyon, dichiara: “Siamo di fronte a una nuova generazione di giovani che cerca un senso. Siamo in un periodo di molta vitalità. Fra i giovani c’è molta insoddisfazione col mondo odierno. La società contemporanea ha fallito nel suo intento di coinvolgere le persone. L’iper-consumismo non può soddisfare la sete di pienezza che abbiamo nell’anima. Siamo sorpresi dalla repentinità e dall’intensità della sete di Dio che si manifesta oggi”[3].
Non diverse sono le notizie dagli Stati Uniti.
“La Chiese cattolica registra un’impennata di conversioni”. Ecco il titolo di un articolo del New York Times. Secondo il noto quotidiano, “un numero sorprendente di persone si sta convertendo alla Chiesa cattolica”. L’importanza del fenomeno sorprende gli stessi vescovi: “I vescovi sono in subbuglio per l’ondata di nuovi fedeli e perplessi riguardo alle sue cause”[4].
In modo simile, il National Catholic Register titola: “Qualcosa sta succedendo. Il numero di conversioni esplode in molte diocesi americane”[5].
In Gran Bretagna, per la prima volta dalla Riforma, i cattolici praticanti sono più degli anglicani. La sorpresa più grande la forniscono i giovani di sotto i 35 anni, le cosiddette generazioni Millennial e Z, due fasce in cui i ragazzi cattolici ormai raddoppiano i loro coetanei anglicani, 41% contro 20%. È quanto mostra uno studio condotto dalla Biblical Society, intitolato The Quiet Revival.
Leggiamo nell’Introduzione: “Il declino della Chiesa in Inghilterra e Galles non solo si è arrestato, ma la Chiesa sta crescendo, poiché la generazione Z sta guidando un’entusiasmante svolta nella frequenza alle funzioni religiose. Negli ultimi sei anni la partecipazione alle funzioni religiose è aumentata del 50%, sfatando il mito del declino della chiesa”.
Non diversa la situazione in Canada. Un recente studio della Fondazione Cardus mostra che i giovani oggi sono due volte più religiosi dei loro genitori[6]. Afferma Padre Andrew Bennett, direttore del Faith Communities Program di Cardus: “Stiamo assistendo a quello che sembra essere un risveglio all’interno della Chiesa e questo va contro la vecchia tesi del secolarismo secondo cui quando una società diventa più secolarizzata, diventa meno religiosa”.
“La vigilia di Pasqua è stata segnata da un aumento del 30% nei battesimi di adulti”, titola il settimanale cattolico australiano Catholic News, informando che la maggior parte sono giovani ventenni[7].
Soprattutto giovani
Una caratteristica di questa rinascita è che interessa soprattutto i giovani. Dice, per esempio, padre Bennett: “Vediamo un numero crescente di giovani, uomini e donne, che non solo non lasciano la Chiesa ma anzi si infervorano. Questi giovani non accettano più l’idea altamente soggettiva di verità che offre la nostra società. Stanno cercando integrità, autenticità e qualcosa che abbia una vera capacità di resistenza. Essi vedono che la fede cattolica detiene una verità oggettiva e universale, una verità che non è una filosofia che cambia col vento, ma che è fondata sulla persona di Gesù Cristo”.
Un fenomeno particolarmente propulsivo del fenomeno più esteso del Quiet Revival è l’attrazione dei giovani per la Messa tradizionale, che interroga tanti osservatori della vita ecclesiale. Già nel 2007, in una lettera ai vescovi, Benedetto XVI affermava: “Subito dopo il Concilio Vaticano II si pensava che le richieste di celebrare la Messa tradizionale sarebbero state limitate alla generazione più anziana che era cresciuta con essa, ma nel frattempo è stato chiaramente dimostrato che anche i giovani hanno scoperto questa forma liturgica, ne hanno sentito il fascino e hanno trovato in essa una forma di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia particolarmente adatta a loro”[8].
Infatti, tutti gli studi mostrano che la liturgia tradizionale, cioè la Messa detta tridentina o di San Pio V, attira sempre più giovani, ed è un elemento di forza nella rinascita della Fede che si sta verificando in tanti Paesi. Forse è proprio questo che preoccupa di più i progressisti. Le giovani generazioni gli stanno scappando di mano…
Di tendenza conservatrice / tradizionalista
È ormai chiaro l’orientamento conservatore / tradizionalista della maggior parte dei giovani che si stanno avvicinando alla Chiesa sull’onda di questo fenomeno. Ciò non ci deve trarre in inganno. Questo fenomeno non nasce principalmente nell’ambito di gruppi di stampo conservatore o tradizionalista, men che meno in quello progressista che ha prevalso negli ultimi decenni nella Chiesa. In altre parole, non è frutto esclusivo né predominante dell’apostolato dei gruppi o congregazioni di questo orientamento. Il percorso è diverso.
Delusi dal relativismo e dal nichilismo deliquescente caratteristici del mondo moderno, che ha lasciato in loro un vuoto spirituale e una crisi d’identità, questi giovani cercano invece principi solidi, dogmi sui quali poggiare tranquillamente per ritrovare se stessi. E li trovano soprattutto nell’insegnamento tradizionale della Chiesa cattolica.
Questi giovani si annoiano con la liturgia moderna, sempre più brutta e orizzontale, e vanno in cerca di bellezza e trascendenza. E le trovano nella liturgia tradizionale della Chiesa.
Commentando il perché la maggior parte dei neoconvertiti in Gran Bretagna prediligono la Messa tradizionale, la ventiduenne Giorgina Mumford, figura di spicco del Quiet Revival, dichiara:
“Abbiamo visto uno straordinario aumento del 71% nella partecipazione alla Messa in latino, una ripresa guidata dai giovani tra i 22 e i 39 anni. La Generazione Z desidera ardentemente un senso di radicamento, un senso che il sistema educativo britannico non offre da molto tempo. Al contrario, la Messa latina, con il suo ritmo secolare, le preghiere fisse e un canone eucaristico rimasto sostanzialmente immutato per oltre 1.400 anni, guarisce quella ferita. Noi, la generazione Z, abbiamo fame di sostanza. Ci hanno dato brodo e latte. Vogliamo carne rossa, meglio se con l’osso ancora lì! Ecco quello che troviamo nella Messa in latino”.
Il 2025 National Study of Catholic Priests, un progetto della Catholic University of America, mostra un quadro impressionante. Mentre il 71% del clero anziano si definisce “progressista”, appena l’8% dei giovani accetta questa etichetta. Anzi, ben il 74% dei giovani si definisce “conservatore” o persino “tradizionalista”.
“Dagli anni ottanta, i sacerdoti tendono a essere conservatori” scrive Ruth Graham sul New York Times. E cita Brad Vermurlen della Saint Thomas University di Houston: “Dal 2010 abbiamo la coorte di sacerdoti più conservatrice da molto tempo”[9]. Bisogna dire che, la ricerca di coerenza sta portando un numero crescente di “conservatori” verso il campo “tradizionalista”.
Sacerdoti post-liberali
Negli Stati Uniti questa reazione ha dei connotati interessanti.
Dall’indipendenza, la vita americana aveva funzionato dentro certi binari che né la destra né la sinistra avevano mai oltrepassato. Era il classico confronto conservative/liberal. Ambedue i campi, però, si proclamavano fedeli agli ideali della Rivoluzione Americana, anche se ne facevano una lettura diversa.
Sempre di più, in campo politico, questo consenso si sta rompendo, con l’irruzione di una destra che comincia a questionare l’essenza stessa del sistema americano. Il Quiet Revival sta facendo lo stesso in campo religioso.
“I sondaggi rivelano un cambiamento di paradigma tra i sacerdoti cattolici più giovani – scrive Kenneth Craycraft su Crisis Magazine –Dobbiamo resistere alla tentazione di collocarci sulla classica variante sinistra-destra. I dati raccolti suggeriscono che i sacerdoti americani più giovani stanno diventando resistenti a questa falsa scelta fra conservatori e progressisti, ma sempre liberali. Sta accadendo qualcosa di diverso dalla semplice identificazione con le varianti del liberalismo americano. Questo risveglio non è indice di sacerdoti liberali conservatori, ma piuttosto dell’emergere di sacerdoti post-liberali”.
“Questi nuovi sacerdoti – conclude Craycraft –preannunciano una crescente insoddisfazione per la gabbia in cui il liberalismo, sia nella sua accezione conservatrice che progressista, insiste nel volerci imprigionare”[10].
In altre parole, stiamo assistendo al crollo dei parametri che vedevano il clero americano ondeggiare fra progressismo e conservatorismo, ma pur sempre all’interno di una cornice sostanzialmente liberale, e invece l’emergere di una spinta che punta verso qualcosa di molto più radicale, che sa di restaurazione di qualcosa di molto antico, ma cui non mancano elementi di instaurazione di qualcosa di molto nuovo e potente. Appunto, un nuovo paradigma.
Resistere alla cancellazione
In Francia, il prof. Yann Raison du Cleuziou, dell’università di Bordeaux, ha studiato a fondo il fenomeno del renouveau catholique.
Egli trova che nella Chiesa il conflitto è generazionale. I più vecchi, che detengono quasi tutto il potere, sono cresciuti in un mondo dove la stragrande maggioranza dava per scontato il dominio culturale del cattolicesimo, e non si preoccupavano di ribadirlo o difenderlo, anzi. Vedendo la Chiesa sfaldarsi dagli anni Sessanta, hanno accettato passivamente che essa si adattasse alla società secolarizzata, ma nel loro privato vivono ancora nel mondo sicuro della loro gioventù, quando il cattolicesimo era indiscusso.
I giovani cattolici di oggi, invece, non sentono più quella sicurezza. Vivono in un contesto dove la crescente marginalizzazione li spinge a intensificare la loro pratica religiosa per poter sopravvivere affermando la propria identità. Il risultato è che questi giovani manifestano la loro fede con più grinta di tanti dei loro predecessori rammolliti. Spiega il prof. du Cleiziou:
“Questa opposizione è spesso vissuta come generazionale, ma in realtà dipende più dal contesto dell’esperienza cattolica. Gli anziani sono cresciuti in un cattolicesimo culturalmente dominante, anche se indebolito. La loro strategia per perpetuarne il fascino è stata quella di attenuarne il peso, proponendo piuttosto che imponendo. Ciò si è tradotto in una forma di desacralizzazione dei riti, in una lettura più simbolica delle Scritture, in un ripiegare autonomo sulla vita intima, in particolare in materia sessuale”.
“I giovani, invece, vivono in un contesto in cui la loro fede è un’eccezione. La loro risposta è opposta: affermano la propria identità religiosa, rafforzano la coerenza, rivendicano la differenza. Dalla parte degli anziani c’è compromesso; dalla parte dei giovani, differenziamento”.
Sono i giovani, dice il prof. du Cleuziou, che “cercano l’intensità dell’esperienza religiosa per resistere alla cancellazione”[11].
Crolla la “sindrome post-conciliare”
Siamo in pieno “cambio di paradigma”, cioè il crollo di un modello e il nascere – in questo caso rinascere – di un altro. Ciò che sta crollando, secondo mons. Héctor Aguer, teologo e arcivescovo emerito di La Plata in Argentina, è la “sindrome post-conciliare”: “In quelle regioni dove ha regnato incontrastata la sindrome post-conciliare, folle di giovani stanno scoprendo con gioia la Tradizione di un tempo e l’abbracciano come realtà autentica di una Chiesa che fiorisce, per portare frutto nella società contemporanea. Inizia così un nuovo ciclo cristiano”[12].
La Divina Provvidenza sta donando misteriosamente alla Chiesa una grande possibilità di rifioritura, dopo la crisi di svuotamento delle chiese, seminari e conventi che ha contrassegnato gli ultimi decenni.
Figli di una grazia nuova
Forse l’aspetto più importante della rinascita religiosa oggi in atto, che ci permette di scorgere tutta la sua portata profetica, è il fatto che questa affluenza di neoconvertiti non proviene dalla catechesi della Chiesa, bensì da una grazia nuova.
“Sta certamente accadendo qualcosa di enorme, ma non ha nulla a che fare con noi preti”, riconosce padre Patrick Burke, parroco della chiesa di St. James a Edimburgo, Scozia.
In un illuminante articolo pubblicato sulla rivista cattolica francese La Vie, don Raphael Buyse paragona questa situazione a quella di Elisabetta e Zaccaria che, dopo aver quasi perso ogni speranza, hanno concepito un figlio nella vecchiaia. Scrive don Buyse:
“Migliaia di persone, per lo più giovani, bussano alla porta della Chiesa. (…) Per anni, abbiamo assistito con immensa preoccupazione allo svuotamento delle chiese, alla progressiva scomparsa dei volti giovani. Poi, quasi all’improvviso, sono arrivati tutti questi volti nuovi. Gruppi di catecumeni, in maggioranza giovani, che bussano alla porta. Non sono venuti per perpetuare le nostre tradizioni; sembravano voler tracciare una nuova strada. Avevamo smesso di aspettarceli. Ci eravamo rassegnati a vivere senza la loro giovinezza. Il loro arrivo ci sorprende, ci sfida e a volte ci destabilizza persino”.
Secondo il sacerdote francese, questo costringerà la Chiesa a essere umile e ascoltare ciò che questi giovani vogliono. Già un primo elemento è chiaro: non vogliono quella apertura al mondo che ha caratterizzato la Chiesa negli ultimi sessant’anni, bensì una religione spirituale, forte e fondata su dogmi. Scrive Don Buyse: “Una generazione mistica bussa alla nostra porta. I nuovi credenti non sono la risposta ai nostri desideri passati. Sono una nuova vita, che ci chiama a diventare nuovi”[13].
Teniamo conto che, in questo caso, “nuovi” vuol dire fedeli alla Tradizione.
Sapranno cogliere i segni dei tempi?
“Quello che la gerarchia della Chiesa non capisce dei giovani cattolici è proprio questo: che vogliono essere cattolici. Nessun compromesso. Nessuna capitolazione. Nessuna concessione. Solo la fede così come ci è stata consegnata da Cristo più di duemila anni fa”. Ecco quanto scrive in un articolo sul Catholic Herald la ventunenne Catherine Sullivan[14].
Forse l’aspetto più sconvolgente di questo fenomeno è che buona parte del clero – soprattutto nella gerarchia – non lo capisce. Perché le autorità ecclesiastiche non se ne rendono conto? Non riescono a vedere l’enorme potenziale di questa gioventù? Non vedono che sono i giovani che plasmeranno la Chiesa del futuro? Non riescono a leggere e segni dei tempi?
Per ciò che mi è dato vedere, la risposta non è univoca. Alcuni non riescono proprio a leggerli. Più o meno consciamente, sono sordi e ciechi.
Altri li leggono ma non riescono a offrire una proposta convincente che richiami queste ondate di giovani. Abituati a decenni di modernismo, non riescono a ragionare fuori da quella gabbia.
Altri ancora – e qui non vorrei fare giudizio temerario – li leggono, li capiscono, e avrebbero le capacità e gli strumenti per impostare una risposta all’altezza. Ma ciò implicherebbe rinunciare alla loro formazione. Implicherebbe ammettere che hanno sbagliato molto nella loro vita. E questo richiede un’umiltà da santo. Un’umiltà che, comunque, con la grazia di Dio si può raggiungere.
“Le attività ecclesiali devono essere mirate non più a riattivare una memoria latente, ma a costruire dall’inizio un universo simbolico, narrativo e rituale in persone che ne sono strutturalmente prive”, scrive don Marco Gallo, direttore dell’Institut Supérieur de Liturgie, di Parigi[15].
Mi domando: visto che l’universo simbolico, narrativo e rituale che è prevalso nella Chiesa dagli anni Sessanta si è rivelato fallimentare, non è il caso di cercare qualcosa di profondamente nuovo, ossia profondamente tradizionale? La Tradizione non sarà nel futuro?
[1]https://catechese.catholique.fr/actualites-initiatives/actualites/338428-enquete-du-catechumenat-2026-les-baptemes-adultes-et-adolescents-en-chiffres/
[2] https://fr.aleteia.org/2026/04/01/a-lyon-un-veritable-printemps-de-leglise/
[3] https://www.franceinfo.fr/societe/religion/catholicisme/reportage-j-ai-ressenti-un-vide-que-j-ai-voulu-combler-chaque-annee-en-france-des-milliers-d-adultes-font-leur-bapteme-catholique_7913768.html
[4] https://www.nytimes.com/2026/03/26/us/catholics-converts.html
[5] https://www.ncregister.com/news/catholic-converts-surge-us
[6] https://www.cardus.ca/research/education/reports/enduring-faith/
[7] https://cathnews.com/2026/04/07/surge-in-number-of-adults-being-baptised-confirmed/
[8]https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2007/documents/hf_ben-xvi_let_20070707_lettera-vescovi.html
[9] https://www.nytimes.com/2025/04/21/us/pope-francis-catholic-conservatives.html
[10]https://www.catholicworldreport.com/2025/11/07/the-emergence-of-the-post-liberal-catholic-priest/
[11] https://www.la-croix.com/religion/yann-raison-du-cleuziou-les-jeunes-catholiques-inquietent-leurs-aines-20250608
[12] https://infovaticana.com/blogs/cigona/tambien-monsenor-aguer-constata-el-renacer-tradicional/
[13]https://www.lavie.fr/christianisme/eglise/ces-catechumenes-que-lon-nattendait-plus-103623.php
[14] https://thecatholicherald.com/author/catherine-sullivan
[15] https://www.diakonos.be/battesimi-di-adulti-in-crescita-nuovi-nel-numero-ma-piu-ancora-nella-qualita/
