Il Quiet Revival nel mondo
New York: i giovani torno alla Chiesa
L’arcivescovo di New York, Ronald Hicks, afferma che l’arcidiocesi sta assistendo a un crescente ritorno dei giovani adulti alla pratica religiosa, un fenomeno che attribuisce alla disillusione nei confronti di una società sempre più distante dalla fede, dalla tradizione morale e dai valori che danno significato alla vita. Il prelato ha dichiarato che molti giovani tra i venti e i trent’anni “stanno tornando alla Chiesa, in cerca di comunità e desiderosi di servire”, dopo aver sperimentato “la fragilità di un mondo disconnesso dalla fede, dalla tradizione morale e dai valori e dalle virtù che guidano la vita”. (InfoVaticana, 3 luglio 2026)
“Noi atei siamo fuori moda”
“Non ho bisogno di sondaggi per sapere di appartenere a una minoranza. Mi basta uscire di casa e scambiare tre parole con un simile per sentirmi ben poco simile a lui. (…) Ma è giusto che i barometri mi confermino l’intuizione. L'ultimo pubblicato su questo giornale di argomenti religiosi stabilisce che noi atei in Spagna siamo una minoranza costituita dal 16,6% della popolazione. (…) Di quel 16,6% di atei, pochissimi persistiamo nella nostra resistenza ad accettare come guida il Papa, leader di un’istituzione autoritaria”. (Sergio del Molino, El País, 10 giugno 2026)
Battesimi di adulti in crescita. Nuovi nel numero, ma più ancora nella qualità
In Francia, i battesimi di adulti sono in forte crescita ed è prevedibile che così avverrà man mano anche in altri paesi, di pari passo col procedere della secolarizzazione. Marco Gallo, sacerdote che vive a Parigi e dirige in Francia l’Institut Supérieur de Liturgie, ha pubblicato un’accurata analisi del fenomeno, corredata anche di una curiosa testimonianza: l’incredibile accorrere di folla che da due anni nel Mercoledì delle Ceneri egli registra nelle chiese di Parigi, compresa la sua parrocchia di Saint-Germain-des-Prés, dove quest’anno “circa un terzo della traboccante assemblea era composta da persone che mai sembravano aver partecipato a un rito cattolico”. (Sandro Magister, 16 giugno 2026)
La vecchia Messa piace
Ora, sessant’anni dopo il Concilio, stiamo ancora cercando di fare i conti con il massiccio esodo dalla Chiesa cattolica avvenuto proprio quando ci si aspettava una “nuova primavera”. Allo stesso tempo, ci chiediamo perché i giovani accorrano in modo sproporzionato alla liturgia tradizionale, ufficialmente accantonata prima ancora che nascessero e tuttora oggetto di forti critiche da parte di Roma. Ci è stato detto in modo categorico che la liturgia tradizionale era particolarmente inadatta ai tempi moderni; è quindi molto strano che i giovani sembrino apprezzarla così tanto. Se questi sono i primi germogli di una nuova primavera, sembrano sbocciare nel posto sbagliato a quanto aspettassero i fautori della riforma liturgica. (Esther Berry, The Liberated Woman, 3 giugno 2026).
Cardinali Woelki: i buoni frutti della Messa tradizionale
Il cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, in Germania, ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per l’opera pastorale svolta dalla Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP) nella sua arcidiocesi. Il cardinale ha elogiato il modo in cui la comunità celebra la liturgia tradizionale e ha incoraggiato i giovani che vi trovano una fonte di sostegno per vivere la propria fede. “Chiunque vi trovi la propria casa spirituale e tragga la forza di vivere la propria fede e di darne testimonianza ogni giorno, continui su questa strada”, ha affermato il cardinale. (InfoVaticana, 8 giugno 2026)
Il futuro della Chiesa negli Stati Uniti
Negli ultimi mesi, diversi articoli pubblicati sia sulla stampa cattolica che su quella laica hanno segnalato un aumento dell’interesse per la Chiesa cattolica tra i giovani adulti negli Stati Uniti. (...) La notizia più incoraggiante riguarda coloro che entrano a far parte della Chiesa: un numero crescente di convertiti adulti. In alcune diocesi si registra un incremento del 50% o più rispetto agli anni precedenti. La tendenza è chiaramente, e a volte in modo drammatico, in ascesa. (The Catholic World Report, 5 giugno 2026)
La svolta cattolica del calcio spagnolo
Credo che stiamo assistendo a una vera e propria svolta cattolica – o, se preferite, religiosa – nel calcio spagnolo. Per anni, sembrava che la fede dovesse essere vissuta in privato, quasi in segreto, come se un atleta di alto livello dovesse nascondere le proprie convinzioni per paura di essere deriso o etichettato. Molti di noi ricordano Santillana che si faceva il segno della croce prima di scendere in campo. Quell’immagine sembrava appartenere a un'altra epoca.
Oggi, tuttavia, una nuova generazione di calciatori ha deciso di vivere la propria fede in totale apertura. Il primo è lo stesso ct della nazionale, Luis de la Fuente, la cui leadership va ben oltre la tattica. Non ha mai nascosto il fatto che la sua vita sia fondata sulla fede. “Sono cattolico. La fede mi dà grande forza e sicurezza, e mi ha permesso di essere la persona che sono oggi”. (…)
Non so se questo fenomeno segnerà un’epoca o se si tratterà semplicemente di una generazione particolarmente coraggiosa. Quello che so per certo è che è passato molto tempo da quando ho visto così tanti personaggi dello sport parlare di Dio con tanta libertà, senza inibizioni e senza scusarsi per farlo. (Zenón de Elea, Religión Confidencial, 23 luglio 2026)
I giovani brasiliani cercano la Fede
Secondo l’Indagine Nazionale sull’Evangelizzazione Giovanile, che ha intervistato più di 11.000 persone in tutto il Brasile, i giovani cattolici sono assetati di una maggiore formazione sulla Chiesa e saturi di questioni socio-politiche. I dati sono stati presentati di recente alla riunione del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale. (...)
Lo studio ha mostrato che la santità e la fede cristiana sono gli aspetti più frequentemente menzionati tra i temi di interesse dei partecipanti all’indagine. D’altra parte, la mancanza di zelo per la liturgia e un’eccessiva enfasi sulle questioni socio-politiche si distinguono come gli ostacoli più citati alla partecipazione alla vita di fede dagli intervistati. (Marcos Koboldt, AciDigital 17 luglio 2026)
