Più del 70% delle moschee francesi sono infiltrate dai salafiti
di Guillaume Gattermann
Mohamed Louizi, saggista, autore del libro «Pourquoi j’ai quitté les Frères musulmans» mette in guardia i francesi sulla preoccupante infiltrazione salafita nelle moschee francesi, “un fenomeno - scrive - che non risale a oggi”. Ricordiamo che il salafismo vuole ricreare le condizioni in cui visse e agì il profeta Maometto con i suoi fedeli compagni. Si tratta, quindi, di un Islam radicale e fondamentalista.
Scrive Louizi: “Il salafismo non si limita al wahhabismo. Comprende anche il movimento dei Fratelli Musulmani, anch’esso salafita ma con un aspetto più moderno. I Fratelli Musulmani non si vestono in modo tradizionale, e credono che sia possibile rimanere fedeli all’Islam originario, che è eminentemente politico, beneficiando allo stesso tempo di un certo spazio di adattamento al mondo moderno, per utilizzare le sue risorse”.
“Concretamente, utilizzano le leggi delle democrazie europee, e della democrazia francese in particolare, al fine di cambiare la mentalità e il modo in cui gli occidentali percepiscono l’Islam e la sua applicazione, comprese tutte le rivendicazioni derivanti dalla Sharia. Per loro si tratta, quindi, di rendere la legge repubblicana compatibile con la Sharia”.
Mohamed Louizi spiega: “In realtà siamo di fronte a due approcci ma a un solo e unico salafismo. Il punto di partenza è lo stesso, ma il metodo operativo è diverso. Da un lato troviamo un movimento molto tradizionalista, che vuole rompere immediatamente con la democrazia e le sue leggi, anche attraverso la violenza se ciò si rivela necessario. L’altro aspetto del salafismo, la Fratellanza, è più maligno. Essa afferma che le leggi della Repubblica non le pongono alcun problema, che è compatibile con la Repubblica. Allo stesso tempo, porta avanti un lavoro a lungo termine per minare le basi della democrazia, che comporta attacchi alle leggi esistenti o la richiesta di nuove leggi più compatibili con la Sharia”.
“Questi due approcci non sono antagonisti ma complementari. L’uno mira a lavorare sulla base, l’altro cerca di lavorare sulle élite. In entrambi i casi si tratta di piantare i semi di un futuro auspicato dal salafismo”.
Il saggista lancia quindi l’allarme: “È anche importante ricordare che questo processo è oggi in una fase di accelerazione, a causa degli sviluppi demografici che stiamo osservando, in particolare in Francia. L’immigrazione, seguita dall’esplosione delle nascite che accompagna meccanicamente il radicamento delle famiglie islamiche sul suolo francese, fa sì che tutto ciò che i salafiti hanno seminato nella testa dei genitori si ritrovi poi in quella dei figli”.
E il risultato è spaventoso: “I Fratelli Musulmani governano moschee-cattedrali che si rivolgono a masse che possono essere enormi, soprattutto durante il Ramadan e altre festività religiose”.
“Ritengo che il 70-80% delle moschee francesi sia infiltrato dal salafismo. La situazione è tanto più preoccupante perché si tratta a volte di enormi luoghi di raduno religioso, influenzati dall’ideologia islamista nella sua versione wahhabita o in quella della Fratellanza”.
Di fronte alla portata di questo problema, ci sono soluzioni? Mohamed Louizi offre alcuni spunti di riflessione.
“Prima di tutto si devono attuare misure di sicurezza. Queste, però, hanno un limite, giacché qualsiasi eccesso può permettere ai Fratelli Musulmani di presentarsi come vittime, galvanizzando in questo modo la loro base e conquistando altri alla loro causa. Ecco perché ritengo che le misure di sicurezza, per quanto necessarie nel breve termine, non siano sufficienti”.
“Dobbiamo sradicare ciò che possiamo sradicare. Ovviamente, questo non sarà facile e farà del male. Ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che la Francia soffrirà, sia se attacchiamo l’Islam sia se non lo facciamo. È meglio, quindi, scegliere un atteggiamento combattivo contro i Fratelli Musulmani, per garantire così l’unità nazionale, piuttosto che accontentarsi di mezze misure che non permettono di combattere l’ideologia, la rete o la diffusione delle loro idee”.
“Una cosa è certa: non dobbiamo arrenderci. Questo problema va affrontato e non è più possibile farlo con delicatezza. Avremmo potuto farlo con delicatezza negli anni ’80 e ’90. Oggi dobbiamo pagarne il prezzo”.
Speriamo che i francesi, anzi gli europei, accolgano queste parole venute dall’Islam.
