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Editoriale

Stat Crux dum volvitur orbis

Mentre scrivo, i tamburi di guerra si fanno sentire sempre più minacciosi. Dal conflitto in Medio Oriente alla guerra russo-ucraina, dalle scintille fra Cina e Taiwan alle tensioni sui confini orientali della NATO, il mondo sembra seduto su una polveriera che può esplodere da un momento all’altro. Parlare di guerra non è più un tabù. Diversi Paesi stanno già avviando piani di mobilitazione.

Più di un osservatore ha fatto notare la somiglianza con gli anni Trenta del secolo scorso. Anche allora sorsero, un po’ ovunque, leader forti che reagivano contro le mollezze degli anni precedenti. Anche allora le tensioni internazionali andarono crescendo fino a sfociare in una guerra mondiale.

L’ansia per il futuro si riflette poi sullo stato d’animo delle persone, sempre più depresse. Ecco, per esempio, l’ultimo rapporto Censis, che descrive l’Italia come “una società di sonnambuli e di ciechi, piena di paura e incapace di affrontare dinamiche strutturali”.

Se il mondo fosse in subbuglio, ma almeno la Chiesa restasse salda… Ahimè! Sembra invece che nella Sposa di Cristo la guerra sia scoppiata già da un pezzo. “La Chiesa è diventata l’istituzione più woke del mondo – diceva un alto prelato – Vogliono distruggere tutto!”. L’alto dignitario ecclesiastico faceva il paragone col movimento woke che, sull’onda della “cancel culture”, vuole distruggere tutto il passato.

Forse la storia ricorderà il pontificato di Papa Francesco come quello della distruzione: dalle dottrine e prassi multisecolari alla lingua latina, dalle formalità giuridiche alle istituzioni storiche, dalle cerimonie pubbliche alle devozioni popolari. Niente resta in piedi! Ed ecco l’ultimo scandalo della dichiarazione Fiducia Supplicans, che autorizza la benedizione sacerdotale alle coppie irregolari, comprese quelle omosessuali, cancellando così duemila anni di teologia morale.

Di fronte a un panorama così cupo, molti cattolici si sentono smarriti, scoraggiati, confusi, perplessi e perfino delusi. E non tutti reagiscono in modo adeguato. Alcuni cedono alla tentazione del sedevacantismo: abbandonano la Chiesa per diventare autoreferenziali. Altri cedono alla tentazione dell’apostasia: abbandonano la Chiesa per abbracciare altre confessioni. La maggior parte sprofonda nell’indifferenza: abbandona la Chiesa alla sua triste sorte.

A questi cattolici vacillanti diciamo: Stat Crux dum volvitur orbis. La Croce resta salda mentre il mondo gira attorno. Restiamo anche noi saldi, abbracciati alla Croce! In questa Settimana Santa mediteremo di nuovo sulla passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Morendo sulla Croce, Egli ha redento il mondo. Ha redento noi. Ecco la grande verità che nessuna distruzione potrà mai cancellare: Nolite timere, Ego vici mundum! Non abbiate paura, Io ho vinto il mondo!

La Chiesa è immortale, e ha già affrontato situazioni difficili, persino catastrofiche, uscendone sempre viva e, anzi, rinvigorita. Quanto più buia sarà la notte del Venerdì Santo, tanto più sfavillante sarà l’alba della Risurrezione!

Tanti auguri di Santa Pasqua a tutti i nostri amici e collaboratori.