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Verso l’EUSSR?

di Rogier Janssen

 

         L’Unione Europea sta camminando a larghi passi verso un superstato, che assomiglia più a un’Unione delle Repubbliche Socialiste Europee che non a una federazione organica.

         La fitta ragnatela di normative europee fa sì che nessuna proprietà privata sia più al sicuro. La nostra pensione, la nostra automobile, il nostro conto bancario, la nostra casa, le nostre scuole e tante altre cose sono pesantemente condizionate dall’UE. E Bruxelles vuole sempre più potere in tutti i settori, a spese degli Stati membri e dei cittadini. Chiunque non sia d’accordo rischia una censura, quando non una procedura d’infrazione.

         A parte qualche richiamo dei settori detti “sovranisti” o “identitari”, quasi non ci sono critiche serie da parte della politica e dei media. In questo modo, l’Europa cammina come un sonnambulo verso la coercizione sovranazionale e la mancanza di libertà politica.

         Ecco perché abbiamo deciso di rompere il silenzio con un libro-denuncia, che accende i riflettori sull’indebolimento della nostra sovranità e nostra proprietà: «EUSSR. L’Europa verso un Superstato», pubblicato dall’Associazione Civitas Christiana, dei Paesi Bassi.

         Questo libro mostra, con documentazione inedita, che l’UE era, fin dall’inizio, intenzionata a minare la sovranità nazionale e a istituire un governo mondiale dai contenuti anticristiani. Ciò è diventato sempre più chiaro negli ultimi anni: l’UE non è gli Stati Uniti d’Europa ma una nuova URSS.

         L’UE sta crescendo non solo in ampiezza, con l’ammissione di nuovi membri, ma anche in profondità con un crescente controllo sull’economia, sulla società e persino sull’istruzione. Stiamo superando la fase in cui c’è solo il trasferimento di “competenze” e di “autonomia politica”. Il potere dell’UE è cresciuto a tal punto che sorge la domanda se la sovranità non si sia già spostata dagli Stati membri a Bruxelles.

         La sovranità è il diritto di un’entità politica di esercitare l’autorità suprema. È la risposta alla domanda cruciale: chi decide? Fino ad ora, l’autorità sovrana stava con i vari Governi nazionali, cioè con i Re, Presidenti e Primi Ministri. Ma, se dipendesse dall’UE, questa sovranità si sposterebbe a Bruxelles. Tale trasferimento di sovranità è inaccettabile per chiunque difenda l’interesse generale del suo Paese e la tradizione della civiltà cristiana europea.

         Gli specialisti di “Studi europei”, una nuova disciplina scientifica che studia l’UE, amano sottolineare che gli Stati membri mantengono tutta la sovranità e trasferiscono solo le competenze. Perché allora la Commissione Europea ha intentato una causa contro l’Ungheria nel 2024, dopo che il governo Orban ha lanciato un disegno di legge per “proteggere la sovranità nazionale”? Perché allora il primo ministro olandese Mark Rutte parla esplicitamente di rinunciare alla sovranità nazionale per il bene del mercato interno?

         Un punto importante è la sovranità militare, condizione assoluta perché un paese possa difendersi con le armi. Chiunque dipenda da un altro Stato è soggetto a questo Stato. La formazione di un esercito europeo danneggerebbe gravemente la capacità decisionale dei membri.

         La sovranità si riflette anche nell’integrità culturale del Paese. “Esiste una sovranità fondamentale della società che si esprime nella cultura della nazione. Essa va custodita come un dono prezioso”, disse Papa Giovanni Paolo II. Ora, col suo crescente potere, Bruxelles potrà decidere anche sulle nostre tradizioni nazionali e locali.

         L’UE, invece, calpesta le nostre tradizioni culturali e anche morali, per esempio promuovendo l’aborto. La Commissione Europea vuole riscrivere i nostri libri di testo scolastici per includere l’ideologia gender.

         Un’Europa composta di nazioni sovrane e molto variegate tra loro, richiede una Fede unica, come quella cattolica, che conferiva unità al nostro continente, per esempio ai tempi del Sacro Romano Impero.

         Siamo disposti a difendere la nostra sovranità, la nostra cultura e la nostra Fede?