TFP austriaca protesta contro bestemmia alla Madonna
Nell’ambito del progetto DonnaStage della Diocesi di Linz, in Austria, è stata esibita nella cattedrale una scultura pesantemente pornografica nonché blasfema, rappresentante la Madonna nuda nell’atto di partorire.
Immediata la reazione della TFP austriaca. In pochi giorni, ha raccolto 35mila firme consegnate poi al vescovo, mons. Manfred Scheuer, insieme a una nota di protesta:
“Con il cuore lacerato dal dolore, dall’incomprensione e dallo zelo per il buon nome della Madre di Dio, protestiamo con la massima fermezza contro il disonore alla nostra Madre Celeste proprio nel centenario della consacrazione della Cattedrale di Santa Maria, che commemora il dogma dell’Immacolata Concezione.
“Questa raffigurazione è blasfema perché contraddice la fede cattolica. Infatti, nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è stato concepito e nato in modo miracoloso e del tutto diverso dai comuni mortali, e non in modo ‘naturale’, come sostiene la curatrice del progetto. Non è solo un dogma della fede che la Madre di Dio sia stata vergine prima, durante e dopo la nascita, ma anche che sia stata liberata dai dolori legati al parto. (…)
“Il sensus fidei dei cattolici è violentemente scosso da questa raffigurazione blasfema, così come la devozione che nutrono nei confronti della Madre di Dio. Questa venerazione è coltivata con delicatezza e buon gusto nelle tradizionali rappresentazioni della Natività. Il peggior tipo di vandalismo è distruggere la fede e il sentimento religioso nelle anime della gente comune e dei più piccoli. (…)
“La giustificazione avanzata dai promotori del progetto e dalla scultrice è riprovevole quanto la rappresentazione, poiché incita a una lotta tra i sessi in tono femminista radicale. Secondo i promotori, i tradizionali presepi nella cattedrale sono serviti ‘come modello per i ruoli tradizionali’ nella famiglia. Vedono quindi in DonnaStage un mezzo per mettere in discussione e riformulare queste idee tradizionali. ‘La maggior parte dei ritratti della Vergine Maria sono stati realizzati da uomini e quindi spesso servivano interessi patriarcali’, ha detto la scultrice. (…)
“Come cattolici, chiediamo alle autorità della Diocesi di Linz coinvolte nella mostra le pubbliche scuse per l’insulto fatto a nostro Signore Gesù Cristo, alla Madre di Dio, ai fedeli e all’umanità, nonché un atto pubblico di riparazione adeguato all’insulto commesso”.
Il vescovo ha risposto che la mostra sarebbe andata avanti comunque. Come a dire: me ne infischio del dogma cattolico e del sentimento dei fedeli…
