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Le apparizioni della Madonna alle Tre Fontane

Un richiamo alla conversione del clero e della società

di Raffaele Citterio

 

         Il 12 aprile 1947, e poi altre tre volte nel seguente mese di maggio, la Santa Vergine apparve al tranviere Bruno Cornacchiola nella località Tre Fontane, a Roma, vicino al luogo del martirio di San Paolo. Nel 1949 il veggente fu ricevuto in udienza da Papa Pio XII, che nel 1956 autorizzò la costruzione alle Tre Fontane di una cappella per il culto, affidandone la custodia ai Francescani Minori Conventuali.

 

Il contesto storico

         Le apparizioni della Madonna – ricorda il cardinale Ratzinger nel suo «Commento teologico» al messaggio di Fatima – fanno parte della categoria delle “rivelazioni private”, il cui ruolo “non è quello di completare la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica”[1]. Lo aveva già spiegato S. Tommaso d’Aquino, affermando che il dono di profezia nel Nuovo Testamento è dato “non ad novam doctrinam fidei depromendam, sed ad humanorum actuum directionem”, non per proporre nuove dottrine della Fede, ma per dirigere gli atti umani[2].

         In altre parole, le apparizioni della Madonna si inseriscono in una determinata situazione storica, alla cui luce assumono il pieno significato. Qual era la situazione in Italia nel 1947?

         La Seconda Guerra Mondiale era appena finita. Il 2 giugno 1946, un referendum istituzionale alquanto contestato sulla forma di governo aveva dato una relativa maggioranza alla Repubblica. Si erano quindi indette elezioni politiche per il 18 aprile 1948. Un’abile propaganda presentava il Partito Comunista Italiano, e con esso la sinistra socialista, come il grande vincitore del conflitto: i comunisti avevano “liberato” l’Italia dal “totalitarismo nazi-fascista”, e aspettavano quindi una ricompensa pubblica, vale a dire la vittoria elettorale. Molti sondaggi davano, infatti, una chiara maggioranza al Fronte Democratico Popolare, affiancato dall’Unità Socialista. L’Italia correva il serio rischio di cadere nel comunismo e, di conseguenza, di passare nell’orbita sovietica.

         Papa Pio XII era molto preoccupato. Luigi Gedda, presidente dell’Azione Cattolica, racconta un’udienza col Pontefice: “Il Santo Padre era in apprensione … per [la possibile] vittoria del Fronte Popolare. Dice che si tratta di una lotta decisiva e che perciò è il momento di impegnare tutte le nostre forze”[3]. Con la benedizione di Papa Pacelli e la ferma guida di Luigi Gedda, fu possibile organizzare il mondo cattolico, portando avanti un’accesa campagna anticomunista che alla fine portò alla sconfitta del PCI e dei suoi alleati.

         Ecco il momento storico in cui apparve la Madonna alle Tre Fontane.

 

Le apparizioni

         Bruno Cornacchiola (1913-2001) era un fervente socialista. Egli aveva combattuto nella guerra civile spagnola inviato dal Partito Comunista. Rientrato in Italia, diventò protestante, prima battista e poi avventista, e fanatico anticattolico, nonostante gli sforzi della moglie Iolanda per convertirlo. Dopo molta fatica, riuscì comunque a fargli praticare i primi nove venerdì del Sacro Cuore. La sua profonda avversione per il clero cattolico aumentava ogni giorno di più. Incitava addirittura i figli a sputare addosso a ogni prete che incontravano per strada e a entrare nelle chiese per disturbare le celebrazioni delle Sante Messe. 

         Sabato 12 aprile 1947, Bruno voleva andare al Lido di Ostia insieme ai suoi figli, Isola di 10 anni, Carlo di 7 anni e Gianfranco di 4 anni. Perso il treno, però, decise di dirigersi alle Tre Fontane, sulla Laurentina. Mentre i bambini giocavano, cercò un luogo tranquillo per preparare il discorso che doveva pronunciare il giorno seguente sul tema: “Maria non è sempre Vergine e Immacolata”.

         Bruno stava scrivendo, quando le voci dei figli lo interruppero: “Papà, la palla si è persa!”. Iniziò la ricerca, e li trovò davanti a una grotta, in ginocchio e con le mani giunte. Ripetevano: “Bella signora, bella signora…”. Vedendoli in trance, Bruno esclamò spaventato: “Dio salvaci tu!”. Un velo cadde dai suoi occhi e anche lui vide la “Bella Signora”, poggiata a piedi nudi su un blocco di tufo.

         La Signora aveva lo sguardo mesto, i capelli neri ricoperti da un lungo manto colore dell’erba dei prati a primavera, la veste candida era cinta ai fianchi da una fascia rosa. Parlò a Bruno con voce soave: “Io sono colei che sono nella Trinità di Dio. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Rientra nell’Ovile santo, l’eterno miracolo di Dio, dove Cristo posò la prima pietra, quel fondamento sulla roccia eterna, Pietro. I nove venerdì del Sacro Cuore che tu hai fatto, spinto dall’amore di tua moglie, ti hanno salvato”.

         Il celeste colloquio durò circa un’ora e racchiudeva un messaggio da consegnare personalmente al Papa. La Madre di Dio nella mano destra stringeva un libro color cenere - la Sacra Scrittura - e con la sinistra indicava una veste nera sacerdotale in terra, vicino a una croce frantumata. La visione si dileguò lentamente mentre un dolce profumo pervase la grotta.

         Per dare la certezza che l’apparizione era vera, la Madonna chiese a Bruno di cercare un sacerdote che alla domanda: “Padre, io le devo parlare”, rispondesse: “Ave Maria figliolo”. Dopo molti tentativi falliti, finalmente, il 28 aprile nella sagrestia della parrocchia di Ognissanti Bruno tirò per l’orlo della cotta un sacerdote, dicendo: “Padre, dovrei parlarle…”. Era l’orionino Don Albino Frosi, che rispose con la frase convenuta. Don Frosi gli indicò un altro confratello, Don Mario Sfoggia, che si occuperà della formazione religiosa di Bruno e della moglie.

         Dal 6 al 30 di maggio, il Cornacchiola ebbe altre tre apparizioni della Madonna, sempre nello stesso luogo, l’ultima alla presenza di Don Sfoggia.

         Nel corso delle apparizioni, la Madonna parlò della devozione mariana, della sua Immacolata Concezione e della sua gloriosa Assunzione in Cielo. Proprio come a Fatima, esortò i fedeli a pregare il Rosario ogni giorno per la conversione dei peccatori e degli increduli. È degno di nota il riferimento alla sua Assunzione: “Il mio corpo non poteva marcire, e non marcì. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso”. Ricordiamo che il dogma sarà proclamato soltanto tre anni dopo. A questo proposito il periodico L’Elefante, affermò: «La Madonna delle Tre Fontane sarà per il dogma dell’Assunzione quello che fu il santuario di Lourdes per il dogma dell’Immacolata».  

 

La reazione della stampa

         Le apparizioni alle Tre Fontane ebbero un’enorme eco mediatica, visto anche il clima rovente sopra descritto. Mentre i giornali cattolici, conservatori e monarchici commentavano i fatti con tono positivo, mettendo l’enfasi sulla conversione di un protestante e socialista, quelli repubblicani e di sinistra gridavano allo scandalo, vedendovi una cospirazione clerico-anticomunista. Le autorità vaticane, diceva per esempio il quotidiano socialista Avanti, “mobilitano le Madonne e i Santi … in funzione elettorale”. In altre parole, sarebbe stata una manovra per sbarrare la strada al PCI e far vincere la Democrazia Cristiana.

         Da parte sua, l’Osservatore Romano, mentre dichiarava che l’autorità ecclesiastica non si era ancora pronunciata, evidenziava l’importanza delle apparizioni nella situazione storica che viveva l’Italia: “Un po’ dappertutto sentiamo di apparizioni della Vergine, di suoi interventi prodigiosi, di nuove sue familiarità con le anime. Quando i tempi si fanno grossi e i pericoli sovrastano, nel seno della Chiesa riarde l’antichissimo affetto per Maria, quell’affetto che in ogni secolo ha conosciuto una nuova e più potente gloria. E Maria torna visibilmente tra i suoi figli e fedeli”.

         La Civiltà Cattolica non perse l’occasione per rimarcare come le apparizioni alle Tre Fontane si inserivano nella crociata a difesa della civiltà cristiana, che elegge la Madonna come sua più alta sostenitrice. Secondo l’organo gesuita, si viveva «l’era del trionfo di Maria», che «avrebbe precorso il trionfo di Cristo e della sua Chiesa».

         C’erano stati anche atti solenni come la consacrazione di tutto il mondo al Cuore Immacolato di Maria, fatta da Pio XII durante il radiomessaggio ai cattolici portoghesi del 31 ottobre 1942, motivata proprio dalle richieste di Fatima.

 

Rivelazioni successive

         Nella sua lunga vita, Cornacchiola ricevette ancora una cinquantina di rivelazioni, perlopiù sulla terribile crisi che si sarebbe abbattuta sulla Chiesa, e che poi si sarebbe ripercossa sulla società[4]. Eccone alcuni brani:

         “Momenti duri si preparano per voi. L’Eucaristia sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio. […] Sono presso la giustizia divina, il muro riparatore dell’ira divina”.

         “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri […] Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie!”.

         “Vi saranno giorni di dolori e di lutti. […] Serbate l’arma della vittoria: la fede!”.

         Il 21 febbraio 1948, riferendosi ai sacerdoti, la Madre di Dio disse: “Gesù ha freddo, perché è da voi dimenticato e abbandonato nel suo nascondimento di amore (il tabernacolo, ndr). […] È una Madre che ve lo chiede: amatelo e non dissacratelo ma fatelo amare da tutti, dando esempio d’amarlo! È dimenticato! […] Voi state diventando del mondo, spogliandovi del sacro per dissacrare e abbandonare il sacerdozio datovi da mio Figlio. Dovete fare di tutto perché il mondo diventi di voi. Il mondo ha sete di verità, ma voi non gli date più l’acqua che disseta. La vostra cooperazione si sta sfaldando e diventerà nulla. Molti di voi danno cattivo esempio. L’Evangelo lo avete del tutto dimenticato. Tornate alla sorgente viva, sorgente di vita! Portate anime a Cristo! La sete di Gesù deve essere la vostra sete. Guai a voi se non eseguite il mandato!”.

         E ancora: “Cercheranno di convincervi a vivere come vive il mondo: non lo ascoltate, praticate e vivete il vero amore per il prossimo […] Chiamatemi e fatemi chiamare Madre. Io sono Madre del puro clero, Madre del santo clero, Madre del fedele clero, Madre dell’unito clero, Madre del vivente clero. Non dimenticate che il mondo vi guarda e vuole e si aspetta da voi l’esempio di una vita santa, vissuta eroicamente. Allontanatevi dal mondo, date esempio che siete di Cristo, date prove d’amore scusandovi tra voi, e siano lontane la discordia e l’odio”.

         Il 15 agosto 1949 la Madonna disse: “Il popolo cammina nella verminaia di peccato; perché manca loro la conoscenza dei piani di Dio, che sono piani d’amore”.

         Il 15 agosto 1958, come decenni prima aveva fatto a Fatima, la Madre di Dio predisse un grande castigo: “Vi sarà un fortissimo terremoto, che scuoterà tutto il globo terrestre. Vi do un avvertimento materno: non andate in giro, né mettetevi a dormire se siete in peccato mortale, ma confessatevi e pentitevi di averlo fatto, e non lo fate più. Non peccate, figlioli miei, non peccate! Perché in un istante saranno chiamati in giudizio, e il giudizio di Dio è infallibile. Sì, figli miei, il sole si oscurerà, le stelle cadranno, ma non intendete ciò soltanto nella parte materiale del pensiero: c’è la parte interpretativa spirituale, e saranno i soli di superbi e le stelle d’orgogliosi che cadranno, come già cadde Satana”.

         La Madonna rimproverò pure un certo ecumenismo, già allora assai diffuso: “Fuori dalla Chiesa del vero e del santo, la Cattolica Apostolica Romana, non c’è pace vera, non c’è amore vero e non c’è la vera salvezza. […] L’unica salvezza risolutiva è camminare nella Parola di Dio, tornare alla fonte pura dell’Evangelo, ascoltare la Parola di salvezza che dalla Sede apostolica, la Chiesa, si irradia in tutto il mondo”.

         Il 1° gennaio 1988, la Madonna ebbe ancora parole durissime rivolte al clero: “Voi state calpestando le mie pecore e le portate verso la perdizione! […] Perché non fate conoscere più la mia dottrina? […] Avete chiuso la vostra bocca e chiuso le orecchie del mio gregge, cioè del mio popolo! Questo, perché voi non parlate al mio popolo e perché sia sordo e non senta neppure il mio richiamo! Avete chiuso la porta della mia Chiesa, il dolce Ovile da me fondato e a voi consegnato! L’avete chiusa per non entrarvi voi e non farci entrare il mio popolo! Avete chiuso il vostro e il loro cuore per non più amare!”.

         Il 21 settembre del medesimo anno, Bruno annota nel suo Diario: “Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta a un ammasso di rovine”.

         Per evitare il castigo, proprio come aveva fatto a Fatima, la Madonna chiese la consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato: “Voglio per tuo tramite far conoscere il mezzo che serve per salvare dal diluvio di fuoco l’umanità, ma sempre dietro ubbidienza e carità. Proprio per mezzo della carità, vera ancora di salvezza, è la Consacrazione di tutto il genere umano al Cuore Divino di Gesù Cristo, mio diletto Figlio, e al mio Cuore Immacolato”.

         Alla luce di questi materni avvertimenti, possiamo chiederci: il mondo ha accolto le parole della Madonna, cioè il suo richiamo alla conversione? E ancora: il clero ha accolto questo richiamo? Purtroppo, una visione oggettiva ci porta a rispondere in modo negativo a ambedue le domande, seppur, chiaramente, con qualche onorevole eccezione. Ci possiamo quindi lamentare che le cose vadano di male in peggio?

 

[1]
                        [1] Congregazione per la Dottrina della Fede, Il messaggio di Fatima, luglio 2000.

[2]
                        [2] S. Tommaso d’Aquino, Summa Theologica, II-II, 174, 6 ad 3).

[3]
                        [3] Luigi Gedda, 18 aprile. Memorie inedite dell’artefice della sconfitta del Fronte Popolare, Mondadori 1998, p. 115.

[4]
                        [4] Cfr. Missionarie della Divina Rivelazione, Tre donne unite dalla Vergine della Rivelazione, Edizioni Lumen Cordium 2019.  Saverio Gaeta, Il Veggente. Il segreto delle Tre Fontane, Salani Editore 2016. Occhi Aperti (pseud.), “Bruno Cornacchiola, la Vergine della Rivelazione e l’apostasia nella Chiesa”, Il Blog di Sabino Pasciolla, 17 aprile 2024.