2008

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Mio cugino Plinio

di Adolpho Lindenberg

Nato nel 1924, il dott. Adolpho Lindenberg è figlio d’una sorella di Donna Lucilia Ribeiro dos Santos, madre del prof. Plinio Corrêa de Oliveira. Noto architetto, imprenditore di successo, autore di libri sui principi cristiani nell’economia, il dott. Lindenberg è socio fondatore della TFP brasiliana. Riportiamo qualche brano del suo intervento nell’Università Estiva delle TFP.

 

Quali sono i più antichi ricordi che serbo con affetto dei tempi in cui Plinio era un giovane ed io poco più di un bambino, visto che tra noi c’erano ben sedici anni di distacco?

Plinio viveva nella casa della nonna materna poiché zio João Paulo, suo padre, aveva subito pesanti perdite che avevano danneggiato irrimediabilmente la sua situazione economica. Nonna Gabriella era una grande dame dei vecchi tempi. Esigeva che tutti i suoi cinque figli, accompagnati dalle rispettive famiglie, la visitassero ogni giorno. Questo mi permise di avere con Plinio un convivio quotidiano, praticamente come se fossimo fratelli.

 

Personalità imponente

Ricordo che egli era alto quasi m.1,80, molto robusto, straordinariamente loquace, con una voce forte e virile. Aveva il riso facile e contagioso ed era estremamente comunicativo. La sua personalità si imponeva già  con la sola presenza. Egli affascinava per l’affabilità e per l’attenzione che dedicava alle persone con le quali parlava.

Chi lo ha conosciuto in età adulta, spesso ingaggiato in aspre polemiche contro il comunismo, contro il nazismo, contro il progressismo cattolico e tante altre manifestazioni rivoluzionarie, stenta a credere come egli fosse di per sé molto pacifico e gentile, perfino gioviale.

Da ciò che si raccontava in famiglia, e le fotografie dell’epoca lo confermano, Plinio era stato un bambino di temperamento molto calmo e dolce, un po’ sognatore e apparentemente ingenuo. Detestava le urla e la confusione, mai disse una sola parolaccia. Il convivio con i cuginetti era molto animato per l’allegria con cui Plinio partecipava ai giochi, agli scherzi innocenti, alle conversazioni.

Sin da piccolo, gli piaceva scambiare idee con i suoi cugini e amici, accendendo non di rado discussioni che egli, però, chiudeva subito quando il tono cominciava a salire. Col tempo, queste discussioni diventeranno sempre più dottrinali e approfondite, coinvolgendo anche gli adulti.

 

Pietra di scandalo

Mi ricordo benissimo una caratteristica che poi segnò tutta la sua vita: l’incredibile capacità, insita nel suo modo d’essere, di dividere un auditorio fra coloro che simpatizzavano con le sue idee e coloro che, invece, vi discordavano radicalmente. Per una speciale grazia della Madonna, io stavo fra i primi, “divorando” con ammirazione le sue descrizioni dell’Ancien Régime, i suoi commenti su personaggi o su fatti storici, i suoi acuti argomenti filosofici.

Come avrete già capito, nel suo modo di pensare, di vestire, di comportarsi, di parlare Plinio era un perfetto controrivoluzionario senza compromessi. Senza aver ancora messo per scritto il suo pensiero, egli era già la Contro-Rivoluzione in marcia. Monarchico, entusiasta dell’Ancien Régime, contrario alle mode stravaganti, critico acerbo dell’arte contemporanea nonché dell’influenza hollywoodiana, diffidente di certo industrialismo. Voi potete ben immaginare le vivissime polemiche a casa di nonna Gabriella, specie con gli zii impregnati di positivismo e d’ammirazione per il mondo moderno!

Se le polemiche con gli zii positivisti erano alquanto accese, il convivio con noi era invece molto cordiale. Ricordo i divertimenti e le conversazioni senza fine. Più tardi, abbiamo preso l’abitudine di andare a mangiare in ristoranti francesi, italiani o tedeschi, cosa che piaceva oltremodo a Plinio, che ha sempre avuto un appetito impressionante.

Chi lo ha conosciuto in vecchiaia, soprattutto dopo un grave incidente automobilistico del 1975, non può farsi un’idea di quanto la sua personalità fosse estroversa, esuberante, gioviale. La sua figura era imponente. Egli era molto cerimonioso, ma mai distante. Mostrava sempre grande interesse in ciò che i suoi interlocutori avevano da dirgli. Ricordo una cena a casa d’una zia in cui egli sedette al fianco di una ginecologa. Plinio riuscì ad entrare nel suo mondo in tale modo che, alla fine, lei rimase stupita che egli fosse un avvocato e non un medico!

 

Fräulein Mathilde

Zia Lucilia, madre di Plinio e sorella di mia madre, nonostante contasse su mezzi economici piuttosto limitati, e nonostante la sua predilezione per tutto ciò che fosse francese — scelta sempre criticata da mio padre, decisamente germanofilo — prese a servizio un’istitutrice bavarese per educare Plinio e sua sorella Rosée. Cattolica, monarchica, d’una cultura squisita, avendo servito in diverse cassate nobili, Fräulein Mathilde aiutò Plinio ad aprire gli occhi agli splendori della Vecchia Europa.

Questa apertura di orizzonti permise poi a Plinio di discorrere agilmente sulle caratteristiche dei vari popoli europei, che egli conosceva alla perfezione. I suoi commenti sullo spirito francese, tedesco, inglese, italiano, spagnolo e via dicendo sono affascinanti e meriterebbero di essere pubblicati separatamente. Ricordo un signore spagnolo che, all’uscita d’una conferenza di Plinio sullo spirito iberico, mi disse: “Ecco che ho capito la grandezza del mio Paese!”.

Nei giorni nostri, l’immaginazione dei bambini è gremita di mostri ed esseri strampalati. L’immaginazione infantile di Plinio, al contrario, era popolata di fate, principi, crociati, santi, re e regine. Figure come Carlo Magno, Roland, Santa Giovanna d’Arco, Filippo II e Luigi XIV gli erano perfettamente familiari. Così, nelle nostre conversazioni Rodolfo Valentino e Arthur Friedenreich (un noto calciatore brasiliano degli anni ‘30) si intrecciavano armonicamente con La Grande Mademoiselle, Maria Antonietta e Chateaubriand...

Fräulein Mathilde ci insegnò ad amare tutto ciò che è onesto, nobile, elevato e vero, rigettando quanto è brutto, falso e riprovevole. Lei ci fece capire che la buona educazione e l’elevatezza di spirito sono valori intrinsecamente superiori alle ricchezze materiali ed alle glorie effimere che offre il mondo. Sin da piccolo Plinio difendeva il primato della cultura, della raffinatezza e dello spirito aristocratico.

Ricordo benissimo questi due mondi che si disputavano il possesso della mia giovane testa: il mondo banale, edonista e materialista dei miei amici, e il mondo di Plinio fatto di assoluti, di grandezze, di alte vette da conquistare.

 

Voce scomoda

Con i gesuiti Plinio imparò l’arte della disputa filosofica. Era un vero spettacolo vederlo discutere. Egli prima sentiva tranquillamente gli argomenti dei suoi avversari, salvo poi smontarli pezzo a pezzo, con logica ignaziana e voce forte e appassionata. La sua principale forza risiedeva, tuttavia, nella sicurezza delle sue convinzioni e nella estrema chiarezza con cui le esponeva. Ricordo che, dopo una sua conferenza in una scuola superiore, il Preside mi disse: “Plinio è di un radicalismo insopportabile! Non si possono presentare le verità con tanta fermezza”. Infatti, quando si trattava della dottrina cattolica, Plinio era così avverso ai mezzi termini, che poteva dare l’impressione di eccessiva intransigenza.

Questa impressione era rafforzata dal modo vivace e battagliero col quale difendeva certe verità scomode. Per esempio, in un’epoca in cui solo le donne frequentavano la Chiesa, mentre gli uomini si vantavano di essere “spiriti forti”, Plinio proclamava che la religione andava praticata da tutti e ne dava l’esempio in prima persona. In un’epoca in cui tante voci cattoliche parlavano soltanto di pazienza, umiltà e conformismo, Plinio proclamava che i cattolici debbono essere forti e combattivi per vincere i nemici della Chiesa. In un’epoca in cui tanti cattolici si rifugiavano nelle sacrestie, Plinio proclamava che bisognava organizzare un movimento cattolico capace di incidere sul destino del Paese.

Nella TFP abbiamo imparato a desiderare ardentemente quella società ideale chiamata da S. Luigi Maria Grignon da Montfort “Regno di Maria”. Una società austera, gerarchica, sacrale nelle sue fondamenta, perfetta attuazione della dottrina e dello spirito della Chiesa. In questa settimana di studio abbiamo visto come mio cugino Plinio fosse un modello vivo, un vero esempio di questa società futura. Il ché mi porta direttamente alla conclusione. Questo non sarebbe stato possibile senza una grazia specialissima della Madonna. Ma, se la Madonna si è degnata di concedere questa grazia, non significa che vuole concedere tutte le grazie necessarie fino allo stabilimento del Suo Regno sulla terra? Non dobbiamo allora supporre che questo Regno sia molto più vicino a noi di quanto credevamo?

Plinio utilizzava spesso l’espressione tedesca vorwätz, cioè avanti! Se egli fosse qui presente, sono sicuro che direbbe, con voce di chi convoca una crociata: “Guardiamo al futuro, abbiamo fiducia nella Madonna, e vorwätz!”

Categoria: Ottobre 2008

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