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2012

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Cile: centomila giovani per Santa Teresa delle Ande

 

Più di centomila giovani hanno partecipato al 22 º pellegrinaggio al Santuario di Santa Teresa delle Ande, in Cile, percorrendo a piedi 27 chilometri. La Messa conclusiva è stata celebrata dall’arcivescovo di Santiago Mons. Ricardo Ezzati.“Questo è un segno che i giovani sono con Cristo e con la Chiesa — ha dichiarato Padre Francisco Llanca, della pastorale giovanile — dobbiamo prendere più sul serio la missione dei giovani e avere fede in loro, che sono il futuro”. Organizzato per la prima volta nel 1990 da alcune realtà giovanili laicali, il pellegrinaggio cresce anno dopo anno, a riprova di quanto sempre più giovani siano assetati di soprannaturale.

 

Spagna: anarchici attaccano scuola salesiana

 

Al grido di “Dove sono i preti? Vogliamo bruciarli sul rogo!”, un gruppo di giovani anarchici ha attaccato il collegio salesiano Maria Ausiliatrice, a Mérida, Spagna. Gli energumeni portavano una bandiera tricolore, simbolo della repubblica pro-comunista spagnola negli anni Trenta, che proprio della persecuzione alla Chiesa fece uno dei suoi capisaldi. Il fatto è avvenuto lo scorso 18 ottobre. Un insegnante è rimasto ferito.

Il preside Marco Antonio Romero ha dichiarato al quotidiano El Mundo che l’intenzione dei giovani era di strappare i crocefissi. Infatti, gridavano: “Più istruzione pubblica e meno crocefissi!”. Oltre a numerosi atti sacrilegi contro oggetti sacri, gli anarchici hanno anche cercato di rubare computer portatili. I Salesiani hanno fatto sapere che presenteranno querela contro gli assalitori, poiché “questo tipo di comportamento non può essere consentito in uno Stato di diritto”.

Il drammatico episodio rappresenta uno degli aspetti della triste eredità lasciata dal governo socialista di Zapatero.

 

Vescovo cinese “sparisce” dopo aver criticato il regime

 

Tutto sembrava filare liscio. In un gesto conciliatorio nei confronti del governo di Pechino, la Santa Sede aveva acconsentito alla consacrazione di mons. Thaddeus Ma Daquin come vescovo ausiliare di Shangai. Alla cerimonia avrebbe partecipato, rappresentando il regime cinese, mons. Zhan Silu, vescovo “patriottico” di Mindong. L’evento, però, ha avuto un esito del tutto inaspettato.

Dopo aver rifiutato la Comunione dalle mani di mons. Silu, nella sua omelia mons. Ma Daquin, che per lunghi anni è stato membro del Comitato Nazionale dell’Associazione Patriottica, si è permesso di criticare la vicinanza di taluni cattolici al regime comunista di Pechino. “Non mi sembra che convenga continuare a servire l’Associazione Patriottica”, ha dichiarato il prelato.

Il gesto coraggioso, applaudito a lungo dai fedeli presenti, non è stato, però, ben recepito dalle autorità. All’uscita dalla cerimonia, mons. Ma Daquin è stato prelevato da una vettura ufficiale ed è “sparito”. Un portavoce del regime ha dichiarato che egli “è in un luogo ritirato per riposarsi, giacché era molto stremato, fisicamente e moralmente”. Dichiarazione che, ovviamente, non ha convinto nessuno. Finora non si hanno notizie del valoroso vescovo.

Una riflessione a margine: i media nostrani sono sempre molto attenti ai “desaparecidos” di altri quadranti, cioè persone sparite nel corso della lotta alla sovversione comunista. Sui vescovi cinesi “desaparecidos”, però, nemmeno un accenno…

 

2011: record di repressione e torture in Cina

 

Gli indicatori di crescita economica non sono l’unico record che Cina sta superando. Il 2011 ha segnato anche un primato di repressione politica e torture. Secondo gli organismi dei diritti umani, 3.832 dissidenti sono stati incarcerati, tra i quali 159 sono stati anche brutalmente torturati. L’86% degli oppositori al regime incarcerati non hanno avuto nessuna possibilità di difesa legale. Nel 6% dei casi, la difesa è stata appena pro forma.

Ecco alcuni dati rivelati nel 2011 Annual Report stilato dal Chinese Human Rights Defender. Secondo quest’organismo di monitoraggio dei diritti umani in Cina, 2.792 dissidenti sono finiti in “black jails”, cioè prigioni occulte, senza che familiari e avvocati potessero averne nessuna notizia. Nelle carceri “legali” sono finiti 1040 dissidenti, dei quali 72 condannati a lavori forzati in lager.

 

Venerazione di S.Giovanni Maria Vianneynel Regno Unito

 

Migliaia di inglesi hanno venerato le reliquie di S. Giovanni Maria Vianney nel corso del primo pellegrinaggio nelle Isole Britanniche. Il numero di pellegrini è stato più del doppio rispetto al previsto, mostrando una sorprendente vitalità del cattolicesimo inglese. Nella chiesa di St. Anthony in Manchester, per esempio, circa tremila persone hanno fatto lunghe code pur di sostare un attimo davanti ai resti sacri. A Manchester, seimila fedeli hanno sfidato la pioggia per accoglierle solennemente. Scene simili si sono ripetute a Northwich, Shrewsbury e Birmingham.

In tanti hanno ricordato la profezia del Santo Curato d’Ars riguardo alla conversione dell’Inghilterra. Parlando col vescovo di Birmingham, il santo francese gli confidò: “Sono sicuro che la Chiesa in Inghilterra ritroverà il suo antico splendore”. La calorosa accoglienza delle reliquie sembra segnare un passo verso il compimento di tale profezia.

 

Plebiscito conferma la monarchianel Liechtenstein

 

Il 76% dei cittadini del Liechtenstein hanno confermato il potere di veto del sovrano, anche in materie già approvate per via elettorale.Il Liechtenstein è un piccolo paese a maggioranza cattolica (91%), dove l’aborto è ancora illegale. Nel corso del dibattito sul disegno di legge per l’interruzione di gravidanza (che avrebbe introdotto l’uccisione di innocenti) presentato dalla sinistra, il principe ereditario Alois ha dichiarato che porrà il veto a qualsiasi iniziativa volta in tal senso.

La reazione della sinistra repubblicana è stata di indire un plebiscito per abolire il potere di veto del monarca, che si è subito trasformato in un plebiscito contro la monarchia. La consultazione popolare ha invece affossato tale miraggio: ben il 76% degli abitanti ha confermato i poteri della monarchia cattolica.

“Il Principe rappresenta il Paese. Lui è la garanzia della nostra sovranità e dalla nostra stabilità – ha dichiarato Renate Wohlwend, del Partito dei Cittadini – Un piccolo paese come il nostro ha bisogno di una bandiera, e la bandiera del Liechtenstein è la casa principesca”.  

Categoria: Dicembre 2012

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