2017

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Fatima: la Lourdes portoghese

 

Nel numero di giugno abbiamo parlato di un aspetto poco conosciuto delle apparizioni della Madonna di Fatima: le fonti miracolose.*
Molti lettori ci hanno chiesto ulteriori informazioni in merito.

 

Per soddisfare il bisogno di acqua potabile, nel 1921 il vescovo di Leiria ordinò che fosse scavato un pozzo di fronte alla capelinha costruita sul luogo delle apparizioni della Madonna. Contro ogni attesa – il luogo era, infatti, arido – l’acqua sgorgò abbondante e cristallina. Si parlò di miracolo. Nel 1922, per raccogliere l’eccesso di acqua invernale, si trivellò un secondo pozzo. Sorpresa! L’acqua zampillò pure da questo pozzo. Oggetto di devozione popolare per decenni, le fonti miracolose di Fatima man mano scomparirono, inghiottite dal moderno impianto architettonico. Oggi ne restano appena un paio di rubinetti ai piedi della statua del Sacro Cuore.

Essendomi stato richiesto di darne più informazioni, le traggo direttamente dall’opera «Documentação Crítica de Fátima - Seleção de documentos (1917-1930)», messa online dallo stesso Santuario. Si tratta di una raccolta di documenti dell’epoca.

“In un raggio di molti chilometri da Fatima, non si era trovata nemmeno una goccia d’acqua, oltre a quella piovana, insufficiente per i bisogni dei pellegrini. Dietro ordine del vescovo, un gruppo di abitanti del paese iniziò a sondare il terreno adiacente alla cappella. Il primo sondaggio fu fatto il 9 novembre 1921, dopo una Messa campale. Avendo iniziato i lavori la mattina, già a mezzogiorno i lavoratori poterono saziare la sete con l’acqua che sgorgò abbondante dalla roccia viva. (…)

“Nel 1922 si scavò un secondo pozzo a fianco al primo, per ricevere le acque in eccesso che, in inverno, traboccavano. Cosa sorprendente! Era estate, non avrebbe dovuto esserci acqua in eccesso. Eppure, appena terminato il pozzo, zampillò così tanta acqua che lo riempì in un paio di ore.

“Molte persone che non credevano al carattere soprannaturale delle apparizioni, tra cui anche sacerdoti, rimassero allibite. Non potevano credere che da quella terra arida fosse sgorgata l’acqua, com’era apparsa a Lourdes nella grotta di Massabielle. L’avverarsi di un fatto che ritenevano impossibile scosse profondamente la loro incredulità. Molti diventarono devoti della Madonna di Fatima e apostoli ardenti del suo culto” (pp. 442-444).

“Se l’augusto Santuario di Fatima è stato, ormai da tredici anni, una fonte generosa di grazie e di benedizioni spirituali, non ha smesso di essere anche una fonte di salute per il corpo, una fonte inesauribile di guarigione veramente meravigliosa. Già all’epoca delle apparizioni, molti malati avevano recuperato la salute. Ma soprattutto dopo le apparizioni, e specialmente dal momento della comparsa della prima sorgente d’acqua, le cure straordinarie attribuite alla sua intercessione si moltiplicarono sorprendentemente, rendendo Fatima anche sotto questo punto di vista, una seconda Lourdes non meno meravigliosa della prima” (pp. 496-497).

“Le cure avvengono durante o alla fine delle novene in onore della Madonna. Altre volte, avvengono dopo aver applicato sui malati terra del luogo delle apparizioni, oppure dopo l’uso, interno o esterno, dell’acqua della sorgente di Cova da Iria. Molti pazienti di entrambi i sessi e di tutte le età e condizioni, ormai ritenuti incurabili, le cui malattie avevano resistito a ogni sorta di cure e trattamenti, hanno così recuperato la salute, talvolta in pochi giorni o in poche ore, oppure improvvisamente. Queste cure hanno avuto un’enorme ripercussione in tutto il paese e anche all’estero” (p. 498).

Seguono tre pagine con l’elenco di trentanove persone guarite, con tanto di attestato medico, relativo al periodo 1924-1929. Menziono un paio di casi: “10° caso: Maria Augusta Dias, di Alter do Chão (Alentejo). Atrofia dei nervi ottici, con un occhio completamente cieco e l’altro appena capace di percepire la luce, ritenuta incurabile dai più celebri specialisti di Lisbona. Guarigione immediata, 13 marzo 1929. (…)16° caso: Emília de Jesus Marques, di Lousada. Paralisi completa del braccio e gamba sinistra. Attestato del dott. Joaquim Hermano Mendes de Carvalho, 13 agosto 1929”.

Le guarigioni miracolose a Fatima richiamarono perfino l’attenzione della politica. Il Portogallo era allora governato da una classe dirigente voltairiana e massonica, che perseguitava la devozione alla Madonna di Fatima. Il 18 maggio 1923 un’intera sessione del Senato fu dedicata all’analisi degli avvenimenti a Fatima. Nel suo intervento, il senatore liberale Dias Andrade si scagliò contro “gli stregoni della regione” che “guariscono con l’uso di acqua benedetta”. Ovviamente si riferiva all’acqua delle fonti. Tuttavia riconobbe che i pellegrinaggi attiravano più di centomila persone il 13 di ogni mese. Egli finì il discorso proclamando: “Non dobbiamo avere paura dell’acqua benedetta!”. Gli atti della sessione furono trasmessi al Presidente (pp. 283.286).

Per non restare indietro, il 1° giugno 1923, un gruppo liberale distribuì nelle piazze di Lisbona un pamphlet con siffatto tenore: “Andiamo, liberali! Non dobbiamo cedere all’apatia criminale. Dobbiamo senza indugio combattere, non il sentimento religioso del popolo portoghese, razza di eroi, ma lo sfruttamento che il clericalismo sta realizzando del popolo, facendolo bere un’acqua ritenuta miracolosa, ma in realtà acida, sporca, piena di pus e di microbi pestiferi. E dicono che i pazienti lasciano lì le piaghe dopo il lavaggio!” (p. 289).

Come ho accennato sopra, di queste fonti miracolose oggi c’è poco più del ricordo, appena un paio di rubinetti che i turisti assetati prendono d’assalto come se fosse un servizio in più. Ed io mi domando: quale motivo avrà portato i successivi responsabili del Santuario a silenziare un aspetto talmente potente e apostolico delle apparizioni della Madonna a Fatima?

Categoria: Dicembre 2017

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