2017

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I mille Natali delle Marche

di Federico Catani

 

Nelle Marche vi sono tanti modi di festeggiare il Natale. In ossequio allo stesso nome della Regione, declinato al plurale, le tradizioni natalizie, anche e forse soprattutto dal punto di vista gastronomico, variano non solo da provincia a provincia, ma da città a città e quasi da famiglia a famiglia.

A tavola comunque, tra i piatti più diffusi c’è il brodetto di pesce, tipico dell’anconetano, per la sera della Vigilia, mentre per il pranzo della festa si mangiano cappelletti in brodo e cappone bollito.

Altra usanza che accomuna un po’ tutto il territorio è quella dei mercatini di Natale, che si svolgono nella molteplicità dei vari contesti paesaggistici marchigiani: dai castelli, come a Frontone o a Gradara (dove si consumò la triste vicenda di Paolo e Francesca raccontata da Dante nel Canto V dell’Inferno), ai borghi medievali dell’entroterra, sino ad arrivare al mare, come ad Ancona, Pesaro o Senigallia.

Le città d’arte si illuminano a festa ed è un incanto contemplare le luminarie per esempio nei centri storici di Fermo o Ascoli Piceno.

Da qualche parte si accendono anche alberi di Natale particolari: a Castelbellino (Ancona) l’albero luminoso è disposto su tutta la superficie del lato a nord della collina del paese ed è il più grande albero natalizio delle Marche.

Un modo originale di prepararsi al Natale è poi la manifestazione “Candele a Candelara” (in provincia di Pesaro). Si tratta di un mercatino che si svolge… a lume di candela. Per alcuni giorni, di sera, a intervalli tutte le luci del piccolo borgo medievale si spengono lasciando il posto alle candele, creando così un’atmosfera suggestiva e unica, quasi un ritorno al passato, quando non esisteva l’illuminazione artificiale.

E poi non mancano i presepi viventi, secondo la più pura tradizione francescana, così radicata nelle Marche. Quello di Genga (provincia di Ancona), ad esempio, è per estensione il più grande al mondo; occupa infatti una superficie di circa 30.000 metri quadrati all’interno della Gola di Frasassi, dove si trovano le celebri Grotte, una delle mete turistiche più frequentate della Regione. L’idea di allestire il presepe risale al 1981. La rappresentazione sacra coinvolge ogni anno circa 300 figuranti che sono impegnati a far rivivere le tradizioni che hanno sostenuto ed animato la vita quotidiana di questo territorio, che peraltro ha dato i natali a papa Leone XII, che regnò dal 1823 al 1829. La manifestazione finora è stata visitata da oltre 380.000 persone.

E se quello di Genga è il presepe vivente più grande al mondo per estensione, quello di San Severino Marche (Macerata) è probabilmente quello marchigiano più antico, perché venne allestito per la prima volta nel 1957.

Degno di nota è inoltre il presepe vivente di Urbino, che ricrea la Natività inserendola nel contesto rinascimentale, di cui il Palazzo Ducale della città è una delle più splendide testimonianze. Nell’ambito degli eventi della Festa del Duca d’Inverno, nella patria dei Montefeltro, oltre al presepe che ripropone l’ambiente del XV secolo, si svolgono anche rievocazioni storiche, sfilate, concerti, spettacoli di tamburi e fuochi e ovviamente i mercatini di artigianato.

Categoria: Dicembre 2017

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