2017

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Sesso con robot: la nuova frontiera della rivoluzione morale

 

I modi del piacere sessuale possono cambiare col tempo. Cambiano le mode, l’estetica, gli atteggiamenti. L’essenza, però, resta sempre la stessa. E non potrebbe essere diversamente, trattandosi della natura umana, immutabile per definizione.

La rivoluzione culturale oggi in corso sembra, invece, puntare alla demolizione della natura stessa, cambiando perfino il modo in cui si attua la nostra sensualità. Inizialmente aveva promesso libertà totale. Ed ecco la “rivoluzione sessuale” degli anni Sessanta. Poi si è imbizzarrita nell’inondare la società con pornografia sempre più accessibile e sempre più maniacale. Oggi non c’è perversione sessuale che non sia alla facile portata di chiunque sappia utilizzare un computer o uno smartphone.

A questo punto, la sessualità è cominciata a diventare sempre più “virtuale”, tendendo a rompere ogni vincolo diretto con la sensualità reale, naturale. È il cosiddetto “cybersex”, che comunque richiede l’interazione con un’altra persona, tramite internet.

E adesso vogliono andare oltre.

È sorta una corrente che propone di dotare i robot con certe caratteristiche materiali e una “intelligenza” che permetta loro di fungere da partner sessuali. Sarebbero macchine ricoperte di pelle sintetica. Hanno perfino un nome: “sexbots”. Un recente sondaggio pubblicato dal “The Times” di Londra rivela che ben il 40% degli uomini britannici sarebbe disposto a provare questo tipo di sessualità. Uno studio della Foundation for Responsible Robotics indica che il 66% degli intervistati maschi e il 34% delle femmine sarebbe aperto a tale possibilità.

Gli esperti stanno cominciando ad allertare sui rischi. La psicologa spagnola Sylvia de Béjar, pur favorevole alla libertà sessuale, avverte che utilizzare macchine per soddisfare la propria libido “cancella qualsiasi rapporto interpersonale, facendo perdere lo stesso senso d’intimità”. Si dichiara, comunque, favorevole, soprattutto per le persone con problemi affettivi.

I commentatori sollevano poi altre questioni: cosa resterebbe dei sentimenti umani come la generosità, l’amore e la tenerezza? E dei valori religiosi e morali? Ci si può sposare con un sexbot? Fare sesso con un robot costituirebbe infedeltà coniugale? Si disumanizzano i rapporti fra le persone?

Nel libro «Love and Sex with Robots: The Evolution of Human-Robot Relationships» (2008), lo scienziato David Levy prevede che, già nel 2050, i sexbots faranno parte della vita quotidiana delle persone: “Abbiamo già robot che ci fanno compagnia. I sexbot sono la continuazione naturale”.  Lo scopo è “stabilire con i robot un rapporto umano”.

E noi ci domandiamo: a questo punto, cosa resta della creazione preposta da Dio?

Categoria: Dicembre 2017

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