2020

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“Mai più bambini!”

L’ideologia dietro il movimento abortista

 

L’americana Margaret Sanger (1879-1966, foto sopra) è considerata, con ragione, la fondatrice del movimento abortista nel mondo. Già leader femminista, nel 1921 la Sanger diede origine all’American Birth Control League, che nel 1947 si trasformò nella Planned Parenthood Federation of America. Diffondendosi nel mondo, diventò poi l’International Planned Parenthood Federation (IPPF).


Con un budget di oltre due miliardi di dollari e 149 succursali in altrettanti Paesi, l’International Planned Parenthood Federation è la principale lobby abortista nel mondo. Gestisce più di 800 cliniche dove si pratica questo crimine abominevole, come anche una miriade di “health care centres” che incamminano le povere donne a tali cliniche. Inoltre, l’IPPF è attiva in politica attraverso una rete di Political Action Commitee che favoriscono i candidati pro-aborto.


L’IPPF assume con entusiasmo l’eredità ideologica della sua fondatrice, rendendole omaggio col Premio Margaret Sanger, concesso ogni anno a chi si è distinto nella promozione dell’aborto. Una lettura anche sommaria degli scritti della Sanger, però, svela delle idee veramente scioccanti: dal razzismo all’eugenetica. Ecco un aspetto del movimento abortista che non tutti conoscono. Vedia- mone un campione:


— “Secondo il mio punto di vista, non ci dovrebbero essere più bambini” (Intervista con John Parsons, 1947).


— “La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa può fare a uno dei suoi piccoli è ucciderlo” («Woman and the New Race», capitolo 5 “The Wickedness of Creating Large Families”, 1920).


— “Il peggiore male dei nostri tempi è incoraggiare le famiglie a essere numerose. La pratica più immorale oggi è procreare troppi figli” (Id.).


— “Non vogliamo che si sappia che vogliamo sterminare la popolazione nera” (Lettera al dott. Clarence J. Gamble, 10 dicembre 1939).


— “Credo che il peccato più grande al mondo sia far nascere bambini da genitori con problemi o con malattie. I figli dei delinquenti e dei prigionieri sono segnati dalla nascita. Il più grande peccato al mondo è farli nascere” (Intervista con Mike Wallace, 1957).


— “L’eugenetica senza controllo delle nascite è come una casa costruita sulla sabbia” (“Birth Control and Racial Betterment”, The Birth Control Review, 1919).


— “Non possiamo risolvere i problemi della civiltà se non rettifichiamo la sproporzione fra i bambini atti e quelli non atti a vivere” (“The Eugenic Value of Birth Control Propaganda”, The Birth Control Review, 1921).


— “Il problema più importante oggi è come limitare e scoraggiare la nascita di quelli mentalmente o fisicamente difettosi” (id.).


— “Il matrimonio dà al marito e alla moglie solo il diritto di vivere insieme, non il diritto di essere genitori” (“America Needs a Code for Babies”, 27 marzo 1934).


— “Nessuna donna dovrebbe avere il diritto legale a procreare un figlio, né un uomo a diventare genitore senza un apposito permesso. (…) Questi permessi non dovrebbero permettere più di un figlio per coppia” (id.).


— “Dobbiamo applicare un rigido codice di sterilizzazione e di segregazione nei confronti di quei segmenti della popolazione la cui eredità è macchiata o questionabile” (“My Way to Peace”, 17 gennaio 1932).


— “Due parole sintetizzano la nostra filosofia: controllo delle nascite. (...) Implica incentivare e coltivare i migliori elementi della nostra società, e la graduale soppressione ed eliminazione, fino all’estinzione, dei segmenti difettosi” (“High Lights in the History of Birth Control”, ottobre 1923).


— “La carità pubblica organizzata è il sintomo di una brutta malattia sociale” («The Pivot of Civilization», 1922).


— “Tutti i nostri problemi provengono dall’eccessiva fertilità della classe operaria” (“Morality and Birth Control”, 1918).


— “Ritengo che la dottrina cattolica sia illogica, non consone alla scienza e decisamente nemica del benessere del popolo e del miglioramento della razza” (“The Pope’s Position on Birth Control”, 27 gennaio 1922).

Categoria: Marzo 2020