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Cile: mezzo secolo d’epopea della TFP

 

“Un combattimento anticomunista e contro-rivoluzionario in Cile lungo mezzo secolo, 1967-2021”. Questo il titolo di un libro pubblicato di recente a Santiago del Cile. L’autore, Juan Antonio Montes Varas, ripercorre mezzo secolo d’azione della TFP cilena in favore della Chiesa e della Civiltà cristiana.

L’epopea inizia nel 1962, col primo numero della rivista Fiducia, che poi darà il nome al movimento che, nel 1967, si trasformerà nella Società cilena di difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà - TFP. Viene poi la lunga lotta contro le politiche sinistrorse del presidente democratico cristiano Eduardo Frei Montalva, poi sopranominato dalla TFP “il Kerensky cileno”, che spianarono la strada al primo presidente marxista dell’America Latina, Salvador Allende.

Temporaneamente in esilio a causa della persecuzione comunista, la TFP torna in Patria dove, in un libro d’impatto epocale, nel 1975 denuncia la complicità della quasi totalità della gerarchia della Chiesa, e di buona parte del clero, nella promozione del socialismo e del comunismo.

Più recentemente, la TFP ha dovuto affrontare due fenomeni convergenti: da una parte la tendenza a dimenticare l’incubo del periodo comunista; dall’altra, il sorgere di una rivoluzione morale e culturale, con risvolti anche violenti ed eversivi. Nel 2018 questa rivoluzione mise il Paese a ferro e fuoco, aprendo la strada alla vittoria nel 2021 del candidato dell’estrema sinistra Gabriel Boric.

Il libro chiude con uno sguardo sul futuro, mostrando come solo una fiducia totale nella Divina Provvidenza, col ripristino dei principi della Civiltà Cristiana, potrà portare sollievo nell’attuale crocevia in cui si trova Cile.