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Le guardie svizzere: angeli custodi del Papato e della monarchia cattolica

 

di Marco Giglio

 

Onore, fedeltà, spirito di sacrificio e fede: questi aggettivi costituiscono i pilastri delle Guardie Svizzere sin dalla loro fondazione, subito sigillata con il sangue, e che divenne il motto stesso delle Guardie “Acriter et fideliter”, cioè con coraggio e fedeltà.

 

Il sacco di Roma, l’inizio di una storia divenuta leggenda

Quando nel 1500 le truppe tedesche al servizio dell’imperatore Carlo V minacciarono Roma, duecento mercenari cattolici guidati del capitano Kaspar von Silenen partirono per difenderla. In solo dieci giorni di marcia forzata (un vero miracolo), le Guardie Svizzere giunsero prima dell’invasore tedesco e prepararono la difesa della Città Santa nonché il piano di fuga per il pontefice, Clemente VII. Essendo in pochi, la difesa di Roma risultava impossibile. Si scelse dunque di salvare il Papa anche a costo della propria vita. Dei 200 soldati elvetici che portarono il Papa al Castel Sant’Angelo, solo quaranta sopravvissero. Questo fu il battesimo di sangue con cui le Guardie Svizzere si donarono al Papato e a Santa Madre Chiesa.

 

Viva il Re e viva la Regina!

Un altro importante episodio fu il 10 agosto 1792, giorno in cui i rivoluzionari francesi presero d’assalto il palazzo reale delle Tuileries, a Parigi. Come monarca cattolico, il Re di Francia aveva diritto, con il permesso del Papa, ad avere dei soldati Svizzeri come guardia personale.

Nella notte tra il 9 e il 10 agosto circa 15.000 rivoluzionari marciano sul palazzo reale. Lì risiedeva Re Luigi XVI con la Regina Maria Antonietta. Nel palazzo si trovavano appena 100 guardie francesi e 1330 Guardie Svizzere. Ancora una volta i soldati svizzeri si preparano a difendere il palazzo e il Re. La difesa della Monarchia cattolica è ormai la loro essenza di vita, la fedeltà e l’onore le parole chiave della loro mentalità. Quando i rivoluzionari varcano i cancelli del palazzo, il Re, per evitare un bagno di sangue, ordina alle Guardie Svizzere di non reagire. Esse vengono massacrate sull’attenti senza sparare un colpo. Dei 1330 Svizzeri 800 persero la vita. Inaudita fu la bestialità dei rivoluzionari: alle Guardie Svizzere vennero amputate i genitali e altre parti del corpo Alcuni furono bruciati vivi. Maria Antonietta definiva gli Svizzeri “i miei Angeli”. Come Angeli custodi della famiglia reale francese, si sacrificarono con onore e fedeltà.

 

Breccia di Porta Pia

Un altro triste episodio fu la Breccia di Porta Pia nel 1870. Anche qui gli Svizzeri rimasero fedeli al Papato e alla Chiesa fino alla fine. Pur perdendo lo Stato Pontificio, la Guardia Svizzera si rifiutò di abbandonare il Papa. Il beato Pio IX disse di essi: “Anche se Roma mi tradisce, anche se i Piemontesi mi tradiscono, le mie Guardie Svizzere mai… fedeli e onorevoli che bella e dolce consolazione…”.

 

La Waffen SS tedesca contro le Guardie Svizzere

Durante la seconda Guerra mondiale, quando si venne a sapere del piano per rapire Papa Pio XII, le Guardie Svizzere erano pronte a difendere il Papa anche contro i reparti armati delle temibili SS. L’allora capitano disse a Pio XII: “Santità anche se siamo solo 300 contro 200.000 tedeschi noi resteremo al fianco di Vostra Santità, fino alla morte per amore alla Santità vostra, alla Chiesa e per l’onore e la fedeltà”. La Provvidenza non permise il rapimento del Papa. Esemplare rimane però fino ad oggi il comportamento e lo spirito di sacrificio che questi guerrieri cattolici dimostrarono all’epoca.

 

Requisiti per diventare una Guardia Svizzera

Può diventare una Guardia Svizzera solo chi possiede determinati requisiti, senza eccezione. Deve essere di fede cattolica e praticante. Deve essere di cittadinanza svizzera. L’ amore per la propria patria e la propria fede sono essenziali.

Tra l’altro deve essere in buona salute, deve passare tutti gli esami medici in Svizzera e un esame sanitario che include anche un test psicologico. Deve essere incensurato. Deve aver fatto la scuola reclute nell’esercito svizzero. La disciplina ed il linguaggio sono gli stessi che nell’esercito elvetico. Inoltre, sono necessari un curriculum di studi di almeno tre anni e una pratica lavorativa di due anni.

Una Guardia Svizzera rinuncia a sposarsi. La missione onorevole e sacra di difendere la Chiesa e il Papa non permettono una seconda vocazione. Fino alla fine del servizio la Guardia pratica il celibato.

Vi sono inoltre dei requisiti di natura religiosa da assolvere con scrupolo: la santa confessione e la santa comunione almeno una volta alla settimana. Alla fine dei cinque anni di servizio, si viene rinviati in Svizzera nei ranghi dell’esercito.

 

Un esempio per tutti

Come lascia intravedere questo breve articolo, lo spirito di onore, di sacrificio, e di obbedienza sono virtù cattoliche per eccellenza. Scegliere di sacrificare la propria vita per il Papato e per la Chiesa dovrebbe essere un atteggiamento d’esempio per tutti i cattolici, specialmente oggi quando queste virtù fanno sentire la loro assenza.