Uomo di contemplazione, pensiero e azione
Conosciuto più come pensatore e uomo d’azione, Plinio Corrêa de Oliveira era, prima di tutto, un uomo di preghiera e di contemplazione
Impegnato sin dall’adolescenza nell’apostolato per la restaurazione dell’ordine cristiano, Plinio Corrêa de Oliveira si definiva fondamentalmente un uomo d’azione, la cui militanza si esercitava nel campo del combattimento ideologico.
In gioventù egli visse un periodo di forte attrazione per la vita contemplativa. Non si trattava certo di fuggire la lotta, bensì di portarla a un piano superiore. La crisi del mondo contemporaneo — ponderava — era arrivata a tali estremi che forse più che apostoli servivano vittime espiatorie, cioè anime prescelte che si consumassero in preghiera e penitenza per impetrare dal Cielo le grazie necessarie per sconfiggere la Rivoluzione.
Egli era specialmente attratto dai Trappisti, l’ordine forse più austero della famiglia benedettina. Durante un viaggio in Francia egli ebbe l’irresistibile impeto di baciare le porte di un’abbazia trappista, tanta era la sua ammirazione per questo genere di vita.
Le circostanze della vita lo portarono poi alla ferma convinzione che il suo posto fosse invece nelle trincee del mondo. Ma egli mantenne sempre molto viva questa dimensione contemplativa. Chi l’ha conosciuto può rendere testimonianza di come, perfettamente attento a ciò che lo circondava, nonché agli affari che concretamente sbrigava, il suo sguardo sembrasse fisso in un’altissima contemplazione spirituale.
Interrogato in merito dai suoi discepoli, egli stesso spiegava che, infatti, viveva come su due piani, contemplativo e attivo, che era riuscito ad armonizzare: “Alla fine, la Provvidenza è stata misericordiosa, dandomeli tutti e due!”
Donde una vita di preghiera così intensa da meravigliare chi lo seguiva più da vicino, abbinata a una non meno intensa vita di pensiero e d’azione.
Offriamo in questo articolo una breve cronaca delle preghiere che Plinio Corrêa de Oliveira recitava ogni giorno, augurandoci che il suo esempio possa spronarci a diventare anche noi uomini di contemplazione e di preghiera, così come di pensiero e d’azione.
Preghiere della mattina
Non appena si svegliava, Plinio Corrêa de Oliveira rivolgeva il pensiero alla Madonna recitando due Salve Regina seguite dall’offerta della giornata secondo la formula dell’Apostolato della preghiera:
“Madre mia, io Vi offro, in unione e per mezzo di san Giuseppe, le preghiere, le opere e le sofferenze di questa giornata, in riparazione per le offese e secondo tutte le intenzioni per le quali il Divin Cuore sta continuamente intercedendo e sacrificandosi sugli altari. Ve lo offro per ottenere la conversione di tanti giovani alla vita cattolica, e la perseveranza di coloro che già vi si trovano. Ve lo offro, in modo speciale, per ottenere per me le grazie di fiducia, pentimento ed umiltà. Amen”.
Seguiva una preghiera in tedesco all’Angelo custode, che aveva imparato dalla Fräulein Mathilde, la sua istitutrice nell’infanzia:
“Heiliger Schutzenengel mein, lass mich dir empfolen sein, diesen Tag um jede Stunde, bis meine Seele in den Himmel kommt. Amen”. (Mio Santo Angelo custode, io mi affido a te, oggi ed in ogni istante, finché la mia anima non giunga in Cielo. Così sia).
Poi recitava Credo, Padre Nostro e dieci Ave Maria “secondo le intenzioni del Santo Padre, della Sacra Gerarchia e della Santa Chiesa Cattolica”; un’Ave Maria “per non dimenticare nessuna delle preghiere che devo recitare oggi”; tre Ave Maria per i compagni di apostolato più veterani nonché altre tre per i più giovani.
La giornata
Nel corso della giornata le sue orazioni erano frequenti. Prima e dopo ogni riunione, per esempio, egli recitava una serie di preghiere consolidatesi nel tempo e conosciute col nome di “Preghiere del Gruppo”: Salve Regina, diverse giaculatorie ai santi protettori, sette Ave Maria secondo intenzioni varie, e, alla fine, un Memorare “perché la Chiesa trionfi sulla Rivoluzione ai giorni nostri”.
Dopo una mattinata di intenso lavoro, il dottor Plinio dedicava parte del pomeriggio alla preghiera. Volendo sfuggire eventuali distrazioni, egli faceva un lungo giro in macchina, accompagnato solo dal segretario privato.
Le preghiere seguivano sempre lo stesso ordine. Prima recitava a memoria il Piccolo Officio dell’Immacolata Concezione, salvo l’ora di Mattina, che non era mai riuscito a imparare. Seguivano i salmi del Nome di Maria con le loro rispettive antifone:
Magnificat...
Ad Dominum cum tribularer clamavi...
Retribue servo tuo...
In convertendo...
Ad le levavi oculos meos…
Dopodiché recitava due Rosari di giaculatorie così distribuiti: due decine a S. Giovanni Bosco, una a S. Maria Mazzarello, due a S. Domenico Savio, due a S. Teresina e tre a S. Giuseppe.
Seguivano le preghiere che Papa Leone XIII aveva prescritto dopo la fine della Messa, in particolare l’esorcismo con cui si chiede a Dio di spezzare il potere del demonio sull’umanità.
Tre Ave Maria, Salve Regina.
“Dio, nostro rifugio e nostra forza, guarda propizio al popolo che Ti invoca: e, per l’intercessione della gloriosa e immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, di san Giuseppe, suo Sposo, dei tuoi santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, esaudisci, misericordioso e benigno, le preghiere che ti presentiamo per la conversione dei peccatori, per la libertà e l’esaltazione della Santa Madre Chiesa. Per lo stesso Cristo Signore nostro.
“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii nostro presidio contro le perfide insidie del demonio. Perché Dio lo ordini, noi supplichevolmente ti imploriamo: e tu, Principe della Milizia Celeste, fortificato dai doni di Dio, caccia nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali a perdizione delle anime vanno errando sulla terra.
“Cuore santissimo di Gesù, abbi pietà di noi”.
Novena a Santa Teresina
Molto devoto a Santa Teresina del Bambino Gesù, il dottor Plinio recitava ogni giorno una novena perpetua alla santa di Lisieux.
“Signore, abbi pietà di noi per le lacrime di Maria, Vostra potentissima Figlia. Gesù Cristo, abbi pietà di noi per le lacrime di Maria, Vostra amatissima Madre. Signore, abbi pietà di noi per le lacrime di Maria, Vostra amorevole Sposa.
“Santa Maria, prega per noi
“Santa Teresina, prega per noi”
“Angelo di innocenza, ecc.
“O Cuore Immacolato di Maria che hai acceso di amore l’anima della vostra serva Santa Teresina del Bambin Gesù, concedici la grazia di imitarla, di amarla e di farla amare sempre di più. Così sia”.
Tre Ave Maria, dieci Salve Regina, cinque Ave Maria.
Preghiera a Gesù come Re dell’universo
“O Gesù Cristo, io Vi riconosco come Re dell’universo. Voi siete l’Autore di tutta la creazione. Esercitate su di me i Vostri diritti. Rinnovo le promesse fatte nel battesimo. Rinuncio a Satana, alle sue pompe e alle sue opere. In modo particolare, prometto di utilizzare ogni mezzo alla mia portata per far trionfare i diritti di Dio e della Vostra Santa Chiesa. O Sacro Cuore di Gesù, io Vi offro le mie povere azioni affinché gli uomini riconoscano la Vostra Sacra Regalità e affinché il Vostro regno di pace si stabilisca su tutto l’universo.
“O Cuore Immacolato di Maria, io Vi riconosco come Regina dell’universo, Voi siete la Madre di tutta la creazione, ecc. (segue la stessa preghiere di cui sopra, applicata alla Madonna.
“O Divino Spirito Santo, ecc.” (segue la stessa preghiera applicata allo Spirito Santo).
In seguito, Plinio Corrêa de Oliveira rivolgeva un atto di venerazione e di sottomissione al Santo Padre. “Non è propriamente una preghiera – spiegava – ma un atto di riverenza che io recito internamente”.
Consacrazione alla Madonna e Santo Rosario
Consacrato alla Madonna come “schiavo d’amore” secondo il metodo di S. Luigi Maria Grignon da Montfort, Plinio Corrêa de Oliveira rinnovava ogni giorno questa consacrazione, preceduta dalle preghiere prescritte dallo stesso santo. Avendo letto per la prima volta in francese il Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, egli recitava queste preghiere sempre in quella lingua:
“Veni Creator. Venez Esprit créateur, visitez les âmes de vos fidèles et remplissez de la grâce d’en haut les cœurs que vous avez créés…
“Ave Maria Stella. Salut étoile de Mer, auguste Mère de Dieu, demeurée toujours Vierge, devenue Porte du Ciel…
A questo punto recitava la consacrazione: “O Sagesse éternelle et incarnée! O très aimable et adorable Jésus, vrai Dieu et vrai homme, Fils unique du Père éternel et de Maria toujours vierge…
Detto l’atto di consacrazione, egli recitava il Santo Rosario completo, vale a dire i quindici misteri della Gioia, del Dolore e della Gloria.
Comunione
L’apice della giornata del dottor Plinio era, senza dubbio, l’ora della Comunione sacramentale. Dopo una diligente preparazione spirituale, egli faceva la Comunione restando in profonda preghiera per almeno 15 minuti. Alla fine recitava l’Anima Christi:”
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue ferite nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami.
E comanda che io venga a te,
perché con i tuoi Santi io ti lodi.
nei secoli dei secoli. Amen.
Dopo questa bellissima preghiera, il dottor Plinio recitava le litanie lauretane della Madonna, seguita dalla “Preghiera della restaurazione” da lui composta.
Giaculatorie
Di sera, mentre la giornata volgeva a termine, Plinio Corrêa de Oliveira recitava sette Rosari di giaculatorie “chiedendo alla Madonna che ricacci il demonio nell’inferno, distruggendo tutte le sue opere sulla terra”. Nei grani del Padre Nostro: “Ausilio dei cristiani, prega per noi”. Nei grani dell’Ave Maria: “Madre mia, ricaccialo!”
Seguivano altri sette Rosari di giaculatorie allo Spirito Santo, al Quale chiedeva di essere riconfermato nella Fede.
Alla fine, recitava un Rosario con queste intenzioni in ogni grano: “O Madre mia, dammi la pienezza e l’apice della devozione a Te!”.
Prima di andare a dormire, egli recitava ancora trenta giaculatorie alla Madonna di Fatima e trenta a S. Charbel Maklouf.
Alla fine, baciava una a una tutte le sue reliquie, invocando ogni volta il santo relativo. Così era pronto per il meritato riposo notturno.
