Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo

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Capitolo II

 

Il trasbordo ideologico inavvertito

 

Per mettere a fuoco con esattezza in cosa consiste il trasbordo ideologico inavvertito, è necessario innanzitutto illustrare in che cosa esso, in quanto metodo dipersuasione, si distingue dal procedimento “classico” di un partito comunista.

 

1. - La "clasica" tecnica comunista di persuasione

 In genere, un partito comunista si forma mediante un nucleo d’intellettuali o intellettualoidi che suscita o sfrutta i più vari fattori di scontentezza e di agitazione, usando i mezzi ben noti, cioè il reclutamento individuale nelle università, nei sindacati, nelle forze armate e in altri ambienti, le riunioni dei gruppi di seguaci, le conferenze e i comizi, l’azione nella stampa, nella radio, nella televisione, nel teatro e nel cinema.

In un clima così preparato dall’uso ora dell’audacia, ora della cautela, fin dal principio oppure a partire da un certo momento, il nucleo iniziale di seguaci espone la dottrina comunista facendone una palese apologia. Si costituisce allora una corrente di proseliti fanatizzati attratta da questo indottrinamento.

Il partito è fondato. In questa sua prima fase, esso suscita, stimola e recluta così tutti gli elementi comunistizzabili presenti nell’ambiente in cui agisce, predisposti ad aderire al comunismo a causa di molteplici fattori ideologici, morali ed economici. Ma l’esperienza dimostra che questi successi iniziali, e a volte rapidi, della tecnica marxista di persuasione, dopo qualche tempo cessano. Una volta reclutati in un determinato ambiente i comunistizzabili già esistenti, le fila del partito si vanno ingrossando solo a poco a poco, nella misura in cui il corpo sociale, nel suo lento processo di degrado ideologico, morale ed economico, va “elaborando” altri elementi contaminabili.

La propaganda comunista può certo accelerare più o meno questo processo di degrado, per cui gli individui assimilabili dal partito possono diventare più numerosi. Però essi saranno abitualmente una minoranza e, proprio mentre il comunismo va arricchendosi di questi aderenti minoritari, la sua propaganda va scontrandosi con una maggioranza refrattaria alla sua azione. Come conquistare questa maggioranza?

2. - Le sfumature dell'opinione pubblica e il trasbordo ideologico inavvertito

Per rispondere a questa domanda, è necessario tener presente che, nella citata maggioranza, bisogna distinguere tre classi: quelli che simpatizzano in qualche misura col comunismo, quelli che gli sono categoricamente ostili, e quelli che, pur essendogli vagamente ostili, tuttavia restano inerti di fronte ad esso. In relazione a ciascuna di queste classi, la strategia comunista presenta un aspetto peculiare.

* Per quanto riguarda gli elementi parzialmente simpatizzanti col comunismo, essi sono stati raggiunti dal proselitismo comunista, ma in modo incompleto. Del marxismo accettano qualcosa, e principalmente l’ostilità alla Religione, alla tradizione, alla famiglia e alla proprietà. Tuttavia, non lo portano fino alle ultime conseguenze. Si tratta dei socialisti e dei progressisti di ogni gradazione, di alcuni “utili idioti” e di altri complici del comunismo. Gli “utili idioti”, il comunismo procura di unirli in gruppi di sinistra non specificamente marxisti. I complici, procura di collocarli per quanto possibile nei posti-chiave di questi gruppi. Questi gruppi, li utilizza nella lotta per abbattere l’attuale ordine di cose e per conquistare il potere. Una volta ottenuto tale risultato, queste sventurate comparse, se non aderiranno immediatamente al partito comunista e non gli si sottometteranno senza riserve, finiranno scacciate, perseguitate e annientate.

* Per quanto riguarda gli elementi categoricamente ostili al comunismo e perfino militanti contro di esso, procura di colpirli con un’offensiva psicologica totale che mira a disorganizzarli, scoraggiarli e ridurli all’impotenza. A questo scopo, è particolarmente utile agire contro i capi anticomunisti. È necessario ch’essi si sentano spiati fuori e perfino dentro le loro organizzazioni, circondati da traditori, divisi tra loro, incompresi, diffamati e isolati dagli altri settori dell’opinione, allontanati dalle posizioni-chiave del Paese e dai mezzi di pubblicità, e talmente perseguitati nelle loro attività professionali che, bastando loro appena il tempo per provvedere alla propria sussistenza, si trovino il più possibile impediti ad agire seriamente contro il marxismo. Le minacce di vendette personali contro di loro e le loro famiglie sono usate non raramente dal comunismo, per impedire l’azione di questi elementi validi.

Per quanto riguarda gli elementi indifferenti al problema comunista, variamente antipatizzanti del comunismo, ma che non giungono all’ostilità militante, essi sono la maggioranza della maggioranza, per così dire. Poiché essi si dimostrano refrattari a tutte le tecniche di persuasione esplicita, il comunismo non ha che un mezzo per attirarli: la tecnica della persuasione implicita. Ovviamente, il partito comunista non può scoprirsi nell’usarla. Esso deve scegliere agenti apparentemente noncomunisti, o perfino anti-comunisti, operanti nei più diversi settori del corpo sociale. Quanto più sembreranno insospettabili di comunismo, tanto più saranno efficaci. Per esempio, sul piano dell’azione individuale, un grande capitalista, un illustre politico borghese, un aristocratico o un sacerdote, avranno a questo scopo molta maggior efficacia che un piccolo borghese o un operaio.

Su questo settore dell’opinione pubblica, possono molto in favore del comunismo i partiti politici, i giornali e gli altri mezzi propagandistici che, ostentando tutte le garanzie di non essere comunisti, tuttavia non considerano la lotta contro la setta rossa come una necessità permanente e di capitale importanza nell’attuale situazione.

Tutti costoro (cioè persone, partiti politici, mezzi propagandistici) prestano al comunismo un aiuto capitale e prezioso, per il semplice fatto di mantenere nel settore in questione un clima di superficialità di spirito, come pure di facile e spensierato ottimismo, nei confronti della minaccia comunista.


Così, dunque, le organizzazioni anticomuniste vengono implicitamente guardate come fanatiche ed esagerate da quella maggioranza dell’opinione pubblica che normalmente potrebbe e dovrebbe sostenerle, e dall’altro canto s’impedisce che in questa maggioranza, allarmata dell’attuale gravità del pericolo, gli indifferenti passino all’ostilità verso il comunismo e gli anticomunisti non-militanti entrino nella lotta.

Entrambi questi risultati sono preziosi per il marxismo, perché gli evitano un gran danno. Mentre esso recluta a volontà i propri quadri di militanti, penetra e struttura le organizzazioni di “utili idioti” e, aiutato da questi elementi, compie la sua continua e inesorabile opera distruttiva contro la società, la maggior parte dell’opinione pubblica, che reagirebbe se avesse coscienza della reale gravità del pericolo, chiude gli occhi di fronte ad esso, incrocia le braccia e lascia libero corso al nemico.

Tale risultato è assai considerevole. Però non è sufficiente al comunismo. Questa maggioranza, esso l’addormenta perché non è riuscito a conquistarla. Nella misura in cui non la conquista, sarà costretto a progressi lenti. E se un giorno questi progressi prenderanno corpo e non potranno più mascherarsi, esisterà sempre il rischio che quella maggioranza annoiata e distratta abbia un sussulto ed entri in lotta. Pertanto, la setta rossa non può contentarsi di esercitare su quel settore l’azione neutralizzatrice ed anestetizzante che abbiamo descritto.

Il comunismo ottenne buoni risultati fondando partiti in tutto il mondo, mobilitando sotto il suo comando le sinistre, smantellando e neutralizzando innumerevoli organizzazioni anticomuniste. Ma fallì quando volle far accettare la sua dottrina alle maggioranze. E queste maggioranze, oltre che neutralizzarle, deve assolutamente persuaderle, se vuole vincere la sua grande battaglia nel nostro secolo. Come farlo? Se questo vastissimo settore è quello che bisogna persuadere, ovviamente è su di esso che bisogna agire.

In relazione alla situazione spirituale in cui si trova la maggioranza, la tecnica di persuasione implicita più appropriata è il trasbordo ideologico inavvertito.

3. - Il metodo del trasbordo ideologico inavvertito: i suoi tre gradi di intensità e le sue tre fasi

Tre sono i possibili gradi d’intensità e tre le fasi del metodo del trasbordo ideologico inavvertito, e diversa può essere anche l’intensità dei suoi effetti. Questo metodo comporta una prima fase, di carattere interamente preparatorio, che consiste nell’agire per mezzo del binomio paura-simpatia, in modo da predisporre a un atteggiamento inerte e perfino rassegnato, di fronte ai progressi del comunismo, quei settori dell’opinione pubblica che, vedendo quei progressi, sarebbero propensi ad allarmarsi e a reagire. Di questa fase abbiamo trattato nel precedente capitolo (punto 9). In essa, il trasbordo ideologico inavvertito raggiunge il minimo della propria intensità.

Un grado maggiore lo raggiunge nella fase successiva. Il paziente del trasbordo – sia esso un individuo, un gruppo ristretto o una grande corrente di opinione – passa inavvertitamente dalla rassegnazione a un atteggiamento di attesa leggermente favorevole. Il processo ottiene già un risultato che non è più negativo e preparatorio, ma ha qualcosa di positivo.

Infine, quando riesce a trasformare il simpatizzante in seguace convinto, il trasbordo raggiunge la sua piena intensità e produce il suo frutto peculiare.

4. - Definizione del trasbordo ideologico inavvertito: suoi artifici.

Nella sua essenza, il procedimento del trasbordo ideologico inavvertito consiste nell’agire sullo spirito altrui, portandolo a cambiare ideologia senza che se ne accorga. Per giungere a questo risultato, è possibile servirsi di diversi espedienti.

Il più delle volte, essi si riducono ai seguenti:

* a - trovare nel sistema ideologico attualmente accettato dalla vittima punti di affinità al sistema ideologico verso il quale si vuole trasbordarlo;

* b - sopravvalutare dottrinalmente, e soprattutto emotivamente, questi punti di affinità, in modo tale che la vittima finisca per porli al di sopra di tutti gli altri valori ideologici ammessi;

* c - attenuare il più possibile, nella mentalità della vittima, l’adesione a quei principi dottrinali ancora accettati che sono inconciliabili con l’ideologia verso la quale si desidera trasbordarla;

* d - suscitare la simpatia per i militanti e i capi della corrente ideologica verso la quale verrà trasbordato, presentandoglieli come apostoli dei principi
sopravvalutati secondo quanto esposto al punto b);

* e - passare da questa simpatia alla collaborazione per fini comuni alla vittima e ai suoi avversari dottrinali di prima, o almeno alla lotta contro una ideologia o una corrente nemica comune;

* f - da qui portare la vittima alla convinzione che i principi sopravvalutati sono più in armonia con l’ideologia dei suoi nuovi collaboratori e compagni di lotta, che con la sua ideologia di prima;

* g - a questo punto, la mentalità della vittima sarà cambiata e la sua adesione alla nuova ideologia non incontrerà che ostacoli di secondaria importanza.

Durante quasi tutto questo percorso, la vittima non si renderà conto che sta cambiando le proprie idee. E, quando se ne renderà conto, non se ne spaventerà. Dall’inizio alla fine, crederà di agire di propria iniziativa e non si accorgerà di essere manovrato da altri. Il procedimento è dunque inavvertito in due suoi aspetti:

- perché il paziente non lo percepisce durante quasi tutto il trasbordo;

- perché egli non si accorge che questo trasbordo è un fenomeno prodotto da altri.

In tal modo, l’avversario si trasforma gradualmente in simpatizzante e alla fine in seguace.

5. - Esempio concreto di trasbordo ideologico inavvertito

Basandoci sul trinomio così abilmente diffuso dalla Rivoluzione Francese, esemplifichiamo sommariamente in che modo una persona ostile al comunismo può essere trasbordata inavvertitamente verso di questo.

Libertà, Eguaglianza, Fratellanza: è chiaro che nessuna di queste parole ha un significato intrinsecamente cattivo. Ciò nonostante, si può facilmente abusare di esse. Così, se in una vittima, per mezzo di un’abile propaganda, si esaspera il desiderio di libertà, si può suscitare in lei il desiderio disordinato di uno stato di cose in cui non vi siano più autorità pubbliche né leggi. La natura umana decaduta anela facilmente a un tale stato e i germi ideologici trasmessi dalla Rivoluzione Francese al mondo sono carichi d’impulsi in questo senso. Orbene, secondo gli ideologi marxisti, questo è anche il termine al quale lo Stato totalitario comunista deve arrivare nella sua fase finale. Se si esaspera il desiderio di eguaglianza (cosa assai facile, data la tendenza dell’uomo all’invidia e alla ribellione), ne derivano logicamente sia l’odio per ogni gerarchia sociale ed economica, sia l’egualitarismo totale, inerente al regime comunista fin dalla fase del capitalismo statale e della dittatura proletaria.

Se si esaspera il desiderio di fratellanza, si giunge all’odio per tutto quanto separa e discrimina proporzionatamente e legittimamente gli uomini, e dunque al desiderio di abolire tutte le patrie per instaurare una “repubblica universale”, altro obiettivo del comunismo.

Abbiamo scelto come esempio questi tre desideri perché, a nostro modo di vedere, essi svolgono un ruolo capitale nella comunistizzazione dell’Occidente. Una volta esagerata nella mente di qualcuno l’importanza di questi tre valori, una volta creato intorno ad essi un clima emotivo squilibrato, è facile condurre il paziente, di tappa in tappa, a un riformismo liberale ed egualitario che, diventando sempre più radicale, prima induce alla simpatia e alla collaborazione con i comunisti, per poi giungere infine all’accettazione del comunismo stesso, considerato come l’incarnazione assoluta e perfetta della Libertà, dell’Eguaglianza e della Fratellanza.

6. - Le riforme di struttura come strumenti accessori del trasbordo ideologico inavvertito

Considerando l’esempio che abbiamo fatto, è facile capire quanto il trasbordo ideologico inavvertito, che di per sé è un metodo di azione ideologica sull’opinione pubblica, possa essere aiutato dalle cosiddette riforme di struttura.

Il liberalismo e soprattutto l’egualitarismo possono ispirare (e di fatto hanno ispirato) leggi che portano a una sempre più accentuata trasformazione rivoluzionaria delle istituzioni e della vita di vari Paesi. Adducendo il lodevole proposito di eliminare privilegi e disuguaglianze eccessivi, si può andare oltre e abolire gradualmente anche privilegi legittimi e disuguaglianze indispensabili alla dignità della persona umana e al bene comune.

Nella misura in cui il rullo compressore dell’egualitarismo si va così facendo più schiacciante e distruttivo, mediante le riforme socialiste ed egualitarie (la riforma agraria, la riforma urbanistica, la riforma dell’impresa commerciale e industriale) (8), l’intera società si andrà avvicinando all’ideale comunista e, nella proporzione in cui l’opinione pubblica vi si abituerà, anch’essa andrà diventando comunista (9).

Come si vede, le riforme di base socialiste e confiscatorie comportano un’azione indiretta sull’opinione pubblica, che così va comunistizzandosi a poco a poco e inavvertitamente (10).

7. - Una obiezione: l'incompatibilità tra il liberalismo e il socialismo

Alle considerazioni appena fatte sulle cosiddette riforme di struttura, si obietterà che queste ultime risultano ispirate dal socialismo. Stando così le cose, dal momento che il liberalismo sembra essere precisamente il contrario del socialismo, come attribuire al liberalismo un ruolo in queste trasformazioni?

È ben vero che un ordine di cose egualitario presupporrebbe il dirigismo, dato che la libertà produce naturalmente la diseguaglianza. Ciò nonostante, i comunisti non vedono le cose in questo modo. Per loro, il dirigismo totale inerente alla “dittatura del proletariato” deve stabilire una volta per tutte l’eguaglianza tra gli uomini. Una volta stabilitala, il potere politico dovrà scomparire, cedendo il posto a un ordine di cose interamente anarchico (nel significato etimologico della parola), nel quale la piena libertà non provocherà più diseguaglianze.

Per i comunisti, non c’è che una transitoria incompatibilità tra l’eguaglianza e la libertà. Sotto la “dittatura del proletariato”, si sacrifica provvisoriamente la libertà per instaurare l’eguaglianza totale. Questa operazione, nel frattempo, prepara l’era anarchica in cui la piena eguaglianza e l’intera libertà coesisteranno, sicché il dirigismo comunista è ultraliberale nel suo spirito e nella sua mèta.

Oltre a ciò, in pieno regime capitalistico, il liberalismo prepara il terreno al comunismo, per quanto riguarda la famiglia e i buoni costumi. Nella misura in cui il liberalismo etico va aprendo la via al divorzio, all’adulterio, alla ribellione dei figli e dei dipendenti domestici, effettivamente la famiglia si dissolve, per cui le menti vanno abituandosi sempre più a un ordine di cose in cui non esista più famiglia: in altri termini, vanno verso quel “libero amore” che è inerente al comunismo.

8. - Ciò che v'è di nuovo nel trasbordo ideologico inavvertito

Questo multiforme scivolamento della società occidentale e cristiana da una posizione di sinistra all’altra, finendo con lo sfociare nel marxismo, è un fenomeno antico e profondo.

Per sua propria essenza, esso costituisce un trasbordo ideologico più o meno inavvertito, che questa società cristiana va purtroppo realizzando, durante i secoli, in direzione del comunismo. In questa prospettiva, dunque, il fenomeno non è nuovo. Nuovo, tuttavia, è l’aspetto ch’esso assume qua e là, per via dell’uso assolutamente particolare di svariati espedienti da parte di certi circoli, allo scopo d’imprimere a questo processo una rapidità senza precedenti. D’altro canto, ora non si tratta più di ottenere che questo slittamento si produca per tappe andando dal centro verso la sinistra, o da una sinistra moderata verso un’altra un po’ più audace, bensì andando dal centro o dalla sinistra moderata verso un ordine di cose che, nel suo contenuto, sia rigorosamente comunista.

Dunque, tale processo presenta oggi una nuova caratteristica che in altri tempi mal traspariva da esso: un colore rosso intenso, non solamente a causa dei già riferiti artifici moderni dai quali è provocato, ma anche perché è drasticamente, prossimamente e perfino immediatamente tendente al marxismo, in quanto è caratterizzato da una rapidità e da un’audacia senza precedenti, a diretto vantaggio del comunismo.

Il trasbordo ideologico inavvertito è nuovo soprattutto in quanto, da collaterale che era, è diventato preponderante nella tattica usata dal comunismo in vista della conquista ideologica del mondo (11).

 

Note

 

8. Non usiamo qui le espressioni “riforma agraria”, “riforma dell’impresa”, “riforma urbanistica” nel loro significato naturale e appropriato, che può essere solo quello di un giusto ed equo miglioramento delle condizioni dei lavoratori cittadini e campagnoli, dei piccoli proprietari rurali e degli affittuari, nel rispetto della proprietà privata e della funzione sociale che le compete (cfr mons. Geraldo de Proença Sigaud, mons. Antonio de Castro Mayer, Plinio Corrêa de Oliveira e Luiz Mendonça de Freitas, Reforma agraria – questão de consciencia, Editora Vera Cruz, São Paulo 1962 (IV ed.), pp. XIX e 9). Usiamo queste espressioni nel significato corrente, dato loro dalla demagogia di certe leggi che, col pretesto d’imporre l’esercizio della funzione sociale della proprietà, non fanno che mutilare la proprietà stessa, come se l’esercizio adeguato di una funzione potesse esigere la distruzione del suo ordipendenti agli utili, alla gestione e alla proprietà dell’impresa (se viene stimolata nei casi opportuni e non imposta per legge), la protezione dei locatari contro possibili eccessi da parte dei locatori, non hanno nulla da spartire con le misure confiscatorie delle quali abbiamo parlato.

9. Cfr. il nostro saggio La libertà della Chiesa nello Stato comunista, § 6.

10. Non vogliamo affermare con ciò che ogni persona che promuova rimedi di questa natura sia necessariamente comunista. Il processo di trasbordo ideologico è inavvertito non solo nelle sue vittime ma, a volte, anche in coloro che lo portano avanti.

11. Un esempio significativo dell’efficacia di questo scivolamento surrettizio d’intere nazioni verso il comunismo, mediante l’impiego del trasbordo ideologico inavvertito in certi settori dell’opinione, si riscontra in Algeria, in Tunisia e soprattutto in Egitto, dove sembra trovarsi in una fase di esecuzione molto avanzata. Le limitazioni progressive del diritto di proprietà e della libera iniziativa hanno condotto quelle nazioni a un ordine di cose profondamente socialista, che tende sempre più verso l’estrema sinistra.

Le dichiarazioni anticomuniste di alcuni dei loro capi politici non dimostrano che le trasformazioni da essi imposte non siano comuniste e non tendano al comunismo. Infatti il carattere comunista di una trasformazione deriva dalla natura di questa, e non dall’etichetta appiccicatale dai politici che la promuovono. Allo stesso modo, le riforme di Nasser non perdono il loro carattere socialista assai avanzato, per il semplice fatto che in Egitto il partito comunista è proscritto. Sarebbe veramente ingenuo, chi ne volesse dedurre che quel Paese si muove in direzione opposta al comunismo.

L’utilità di applicare, a queste tre nazioni contemporanee, il processo di trasbordo ideologico inavvertito, integrato e accentuato da successive “riforme di struttura”, è ben dimostrata dalla relativa inerzia dell’opinione anticomunista di fronte a questi risultati. Né in Egitto, né in Algeria, né in Tunisia (parliamo dei nativi) si sono registrate reazioni proporzionate a quelle che ci furono a Cuba di fronte alla bolscevizzazione esplicita e perfino teatrale promossa da Fidel Castro; né l’opinione mondiale si è impressionata tanto per i progressi del comunismo nell’Africa del Nord, come per la bolscevizzazione di Cuba.

Categoria: Trasbordo ideologico inavvertito e Dialogo

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