I dazzi sono davvero solo una questione di dazzi?

 

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di John Horvat

Viviamo in tempi di cambiamenti drammatici e deliberati, come dimostrano i cosidetti dazzi del “Giorno della Liberazione”, che hanno scosso il mondo e introdotto un clima d’incertezza nei mercati.

Tutti cercano di dare un senso agli andamenti altalenanti di questa politica. Persino gli oppositori e i sostenitori ammettono che essa manca di uno scopo chiaro e di obiettivi specifici.

Questo cambiamento drammatico non rappresenta un semplice aggiustamento della politica commerciale. Si tratta, piuttosto, di uno sforzo per liberarsi da un sistema globale ormai percepito come oppressivo ed estenuante. Ciò spiega la situazione disperata in cui l’uscita dal sistema diventa ben più importante delle conseguenze della politica stessa.

Una casa con una fuga di gas

La situazione può essere paragonata a quella di persone all’interno di una casa confortevole, ma nella quale si è verificata una fuga di gas che lentamente li avvelena. Una volta scoperto il pericolo, gli occupanti cercano di uscire a ogni costo, anche se ciò significa sfondare la porta o buttarsi dalla finestra. In uno stato di disperazione, non si preoccupano dei danni né dei pericoli che li attendono all’esterno. Tutto ciò che vedono è la necessità di uscire da quell’ambiente tossico. Vogliono uscire dalla padella, anche se ciò significa finire nella brace.

L’abbandono dell’ordine liberale

Così è anche con l’ordine liberale globale. Esso ha prodotto ricchezze e opportunità senza precedenti. Può essere confortevole viverci dentro. Tuttavia, ha anche generato malcontento, contraddizioni e risentimenti che, come un gas, stanno avvelenando la società.

Molti identificano questo gas con il liberalismo, che sta raggiungendo livelli di concentrazione pericolosi. Si manifesta in forme sempre più radicali, come il wokismo, l’allarmismo climatico o l’ideologia di genere.

La produzione della polarizzazione

Questo liberalismo si manifesta anche nella polarizzazione. Infatti, il liberalismo, che si pretende neutrale sui valori, ha prodotto polarizzazione proprio per il suo rifiuto di prendere posizioni definitive su questioni morali.

Nel suo assetto attuale, nulla può essere dichiarato moralmente giusto o sbagliato. Le persone sono così costrette a vivere in mezzo a contraddizioni lampanti, specialmente sulle questioni sessuali più controverse.

È una società in cui ogni forma di espressione è considerata uguale, sia che si tratti di pornografia, bestemmia o della più elevata tre le preghiere. Qualsiasi relazione può essere definita “famiglia”. Qualsiasi genere può essere inventato. La convivenza diventa intollerabile man mano che aumenta la polarizzazione tra chi accetta l’assurdo e chi no. La gente non ce la fa più e vuole uscire.

Un ordine economico pieno di contraddizioni

Anche l’ordine economico liberale presenta le sue contraddizioni e i suoi squilibri. Campi di gioco economici diseguali, come quelli nei rapporti con la Cina, hanno danneggiato e indebolito profondamente le economie nazionali. L’individualismo e il consumismo sfrenato hanno eroso la cultura e la virtù.
Il potere del grande capitale e dei grandi media contribuisce anch’esso ai problemi, diffondendo dottrine woke e disastrose direttive ESG (ambientali, sociali e di governance). Molti desiderano liberarsi da queste camicie di forza finanziarie, e poco importa loro come.

Così, alcune voci chiedono apertamente di abbattere l’intero impianto sociale ed economico liberale.

Come le persone nella casa con la fuga di gas, vogliono uscirne ad ogni costo. Invece di riparare la perdita, sfondano la porta e si buttano dalla finestra. L’obiettivo non sono i dazzi, ma il sistema stesso.

Non si tratta di dazzi

I dazzi del “Giorno della Liberazione” non riguardano dunque veramente (o soltanto) il commercio e i dazzi. Sono un pretesto per smantellare l’ordine globale del secondo dopoguerra, oggi percepito da molti populisti come opprimente. I dazzi rappresentano il biglietto d’uscita da un mondo tossico e l’ingresso in un altro, sconosciuto, ma pur sempre carico di pericoli.

Nel breve termine, alcuni propongono di abbassare il calore della padella con compromessi e concessioni commerciali. Ma l’effetto finale di queste politiche sarà un progressivo sganciamento dal vasto sistema che sostiene l’economia globale, fino alla sua disgregazione in un mondo multipolare.

Il vero problema, però, è come affrontare gli incendi divampanti di antagonismo, contraddizioni e risentimenti che minacciano l’ordine mondiale. Nella folle corsa verso le finestre in frantumi, pochi si fermano a discutere su come risolvere le questioni morali che hanno polarizzato il mondo.
Intanto, mentre molti escono dalla padella, i pericoli misteriosi di un incendio post-liberale restano indefiniti.

 

Fonte: Tfp.org, 25 aprile 2025. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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