Non si può più dire la verità?
Solidarietà a Messainlatino.it, rimosso da Google senza spiegazioni

di Redazione
L’11 luglio 2025, senza alcun preavviso e senza motivazioni dettagliate, il blog Messainlatino.it è stato rimosso dalla piattaforma Blogger, di proprietà di Google.
All’apertura del sito compariva il messaggio: «Spiacenti, il blog all’indirizzo lamessainlatino.blogspot.com è stato rimosso». La comunicazione inviata in inglese ai gestori, firmata “Google Team”, faceva riferimento a una presunta «violazione delle linee guida contro l’hate speech», ma senza indicare alcun contenuto specifico.
Luigi Casalini, direttore editoriale del blog, ha informato che la rimozione ha colpito «un sito attivo dal 2007, con oltre un milione di visite mensili» e contenuti sempre in linea con la dottrina cattolica.
Il team legale ha quindi inviato a Google una diffida formale, richiamando l’articolo 21 della Costituzione italiana e chiedendo «il pronto ristabilimento dell’accesso».
CENSURA O ATTO COORDINATO?
La rimozione non è avvenuta in un momento qualsiasi ma contemporaneamente alla condivisione sul blog di articoli riguardanti le falsità contenute nel motu proprio Traditionis custodes, che restringe drasticamente la celebrazione della Messa tradizionale. I tempi coincidono in modo inquietante.
Intervistato oggi sul Canale Youtube Fede & Cultura Universitas, Casalini elenca almeno due ipotesi possibili:
- Un’azione concertata da parte di specifiche lobby ideologiche, che avrebbero inviato a Google numerose segnalazioni false;
- La reazione di settori ecclesiastici infastiditi dalla linea editoriale del blog, specie in relazione a recenti critiche rivolte ai dicasteri vaticani per la comunicazione;
Sebbene non esista alcuna prova definitiva, il fatto che Messainlatino non abbia mai ricevuto una denuncia civile o penale in oltre 18 anni di attività, rafforza l’idea che la rimozione sia frutto non di una violazione concreta, ma di un orientamento ideologico.
UNA QUESTIONE CHE CI RIGUARDA TUTTI
La reazione del pubblico non si è fatta attendere. Casalini racconta di aver ricevuto quasi 1.000 messaggi individuali di sostegno, tra cui offerte gratuite da parte di avvocati, informatici e giornalisti, anche non allineati alle posizioni del blog. Più di 60 testate e siti di informazione – tra cui Il Giornale, Il Messaggero, Ticinolive, Wanderer (America Latina), LifeSite News e altri – hanno preso posizione a difesa del blog.
A oggi, Messainlatino si trova con oltre 23.000 articoli “in ostaggio”, compresi oltre 5.000 scatti fotografici esclusivi e centinaia di bozze inedite, tutti contenuti di piena proprietà intellettuale dei curatori che, ricordiamolo, erano gratuiti, accessibili, documentati, verificabili, e mai smentiti pubblicamente.
Il caso è emblematico. Ci troviamo davanti a un vero e proprio “Grande Fratello” digitale che dal nulla rimuove anni di lavoro, con la complicità silenziosa di una tecnologia che non riconosce diritto di appello. Domani potrebbe toccare a chiunque.
Il ricorso legale – un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – verrà depositato a breve, dopo alcune verifiche tecniche.
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